VENEZUELA LIBRE

Sunday, March 12, 2006

VENEZUELA LIBRE

Caracas 12 Marzo 2006

MIRKO TREMAGLIA E LA NASCITA DELLA OTTAVA STELLA

Oggi il regime castro-bolivariano che da oramai sette anni domina la antica repubblica del Venezuela festeggia la nascita di una nuova stella e di un nuovo scudo sulla bandiera nazionale. Nuovamente i simboli della patria, simboli che per oltre 50 anni hanno accompagnato la nazione sono sacrificati al piú crudo stile maoista con il fine di accelerare la creazione di una nuova generazione, nuova e rivoluzionaria che possa consolidare come nella vicina Cuba il perpetuarsi del regime e del suo dittatore.

Oggi é anche un giorno speciale per la numerosa colonia italovenezuelana la quale avrá il piacere di applaudire la presenza del Ministro Mirko Tremaglia che ancora una volta é fra di noi giustamente e casualmente alle porte delle elezioni. Peró mentre sono chiare le ragioni del cambio dei simboli effettuato dal regime rivoluzionario a tutta velocitá secondo l'imposto dal supremo all'inginocchiata ombra di ció che fu un parlamento é ben piú complesso comprendere la preenza di sua eccellenza il Ministro Tremaglia giá che uno dei suoi incarichi dovrebbe essere quello di vegliare sulle condizioni di quei connazzionali che per qualunque ragione vivono all'estero.

Sorvolando le frasi di rigore e cosí le promesse che si ripeteno da sempre, chimere fritte e rifritte, mete ben lungi dall'essere compiute quali sono le ragioni della visita dell'eccellentissimo Signor Ministro ? Per coloro che vivono lontani dalla ex republica del Venezuela é forse complesso comprendere tali ragioni peró sono esattamente come i pezzi di un puzzle, il tutto prende forma solo quanto piú si componga il disegno. Esaminiamolo sotto il punto di vista italiano e quello venezuelano.

In questo momento Venezuela rappresenta un immenso animale ferito a morte del quale si alimentano tutti i predatori. Un infinito getto di petrolio greggio utilizzato dall'attuale regime per comperare false alleanze. Il Brasile é uno dei casi piú evidenti, non solo é stato beneficiato dal costante flusso dei petrodollari alla compagnia statale brasiliana PETROBRAS con associazioni energetiche di dubbioso interesse per Venezuela bensí in un gigantesco sforzo per sostenere il reciproco appoggio Hugo Chavez ha incaricato al gigante amazzonico la costruzione di una gran flotta di navi cisterne destinate a sostituire e aumentare quella attuale il tutto in evidente contraddizione sia con le cifre di produzione attuali che con quelle previste a futuro per il quale Venezuela é l'unico paese del mondo che pretende per ovvie ragioni politiche spinge una riduzione nella estrazione mondiale.

PETROSUR, PETROCARIBE, IL TRIANGOLO ENERGETICO, ecc. ecc. sono una serie di strategie spinte dal regime filo cubano per creare un gigantesco esercito mercenario tanto in sud america come nei caraibi e isolare una possibile e assolutamente improbabile risposta degli Stati Uniti. Peró in Venezuela é tempo di elezioni e Hugo Chavez é fortemente interessato a mantenere la maschera del democrata e le relazioni con la UE giá che gli approcci con la Spagna si sono lievemente raffreddati per le difficoltá sulle forniture militari sulle quali contava l'aspirante dittatore. Tale campagna si svolge come tutti sanno finanziata dagli immensi ingressi petroliferi della nazione tanto internamente come internazionalemente. Ció significa una immensa fortuna che sará investita per sostenere la candidatura del ex colonnello soprattutto laddove la sua immagine non é considerata ne seria né democratiica.

L'Italia in questo momento ha disperatamente bisogno di un rilancio economico e l'eccellentissimo Ministro Tremaglia lo sá perfettamente, la sua permanenza nel governo dipende dalla sua abilitá di cacciatore e in questo momento il " Comandante " come chiamano affettuosamente al dittatore in pectore venezuelano é una preda facile o ancor piú, opportuna direi, gia che l'Italia ha una eccellente fama nei settori della costruzione, ferroviario, navale, e perche no degli armamenti dei quali ha disperatamente bisogno il " Comandante "

Un fantastico bottino che solo un novizio si lascerebbe scappare,. Che importa che la gigantesca bestia ferita sia in realtá un popolo che oggi piú che mai soffre la povertá, la persecuzione, la tortura. Che importa che gradualmente il regime stia cambiando i simboli della patria per creare una nuova e falsa identitá nazionale. Che importa che nella nazione un tempo ricca e pacifica oggi imperi la paura e la rassegnazione. E infine che importa che esistono ancora piccoli centri che resistano ad essere schiacciati, pervertiti, addottrinati, inquadrati in una rivoluzione che nega tutti i principi della libertá e democrazia, presto verranno spazzati via dalla rivoluzione che tutto distrugge e nulla ha costruito.

Probabilmente molti italiani al momento di pagare la benzina non pensano che Hugo Chavez e il suo regime filo castrista é in buona parte responsabile dell'alto prezzo che devono sborsare. Non sanno che il " Comandante " é l'unico che sostiene la tesi di ridurre la produzione mondiale di carburanti per incrementarne ancor piú i costi. Non solo la sua posizione anti americana, le assurde dichiarazioni circa una invasione, di una possible guerra o colpo di stato, la sua alleanza con la politica di Iran e di Siria, sono parte delle ragioni che mantengono il mondo al filo della crisi energetica e giustifica gli alti prezzi del combustibile.

Peró ció che l'italiano comune non pensa o non sá il ministro Tremaglia lo conosce perfettamente e nonostante tutto preferisce giocare al cacciatore o come l'avvoltoio gettarsi sulla carogna giá che il bottino venezuelano, il gigantesco animale é oramai in agonia vittima dell'ossessione per il potere e della indifferenza dei suoi abitanti.

Maria Luz FdC

Sunday, March 05, 2006

VENEZUELA LIBRE

Caracas 5 Marzo 2006

VENEZUELA, AUTORITRATTO

Sono oramai passate le sfilate, maschere, trombette e coriandoli e quel poco che rimane del carnevale é la vera immagine, l'autoritratto del regime instaurato con la vittoria del partito rivoluzionario condotto dall'ex colonnello Hugo Chavez.

Fabbricato sotto la indetenibile fantasia carioca dalla scuola di Samba "Villa Isabel" opportunamente finanziata dal regime venezuelano attigendo alla fonte interminabile della petroliera statale PDVSA, ha sfilato nel colorito carnevale di Rio e vinto il primo premio la carrozza il cui titolo evoca le gesta dell'eroe americano Simon Bolivar.

Al grido di "America Unita, America per tutti " una immensa e grottesca immagine di Bolivar avanzava circondato da fotografie di coloro che in alcun momento sono stati precursori di colui che in realtá era il vero protagonista cosí come lo é il regista pur non comparendo sugli schermi, l'attuale presidente ed unico lider della rivoluzione bolivariana ribattezzata per la esportazione sotto il nome di " Socialismo del secolo XXI ".

Una immensa e vuota immagine di cartapesta ondeggiando fra ballerine seminude come é lo spirito del carnevale brasiliano e la comparsa di quei soldati che accompagnarono l'eroe nelle sue gesta peró vestiti come vedette di un varietá di altri tempi, con divise da operetta, alucce da angioletti, sculettando e lanciando bacetti al pubblico al ritmo della travolgente e sensuale "samba do brazil".

Una statua di oltre 15 metri portando nella mano destra un cuore con lucette tipo albero di natale che racconta e ripete come una cantilena come il potere ossessivo di una falsa rivoluzione popolare ami alla plebe calpestata per centinaia di anni sotto gli scarponi dei conquistatori. Una statua o meglio un fantoccio che disgraziatamente é la immagine, l'autoritratto incosciente di un regime, di una filosofia destinata nelle intenzioni del fantasma di Fidel a dominare un continente sotto il peso delle armi e del potere castrista-chavista.

Mentre in Venezuela, una delle nazioni piú ricche del mondo cadono in pezzi le opere costruite dagli antichi governi oggi dichiarati oppressori, mentre il potere omnivoro distrugge la ultima essenza e rifugio della vera democrazia, la indipendenza dei poteri pubblici, il regime festeggia costruendo la propria piramide come segno chiaro della mano di ferro con la quale il presidente, unico lider del processo maneggia le finanze pubbliche cosí come la magistratura, il potere elettorale, il parlamento e le forze armate.

Nessun artista dei pochi che ancora credono nella libertá avrebbe mai ne potuto né osato creare un autoritratto piú reale e d'accordo al significato del regime paramilitare instaurato dal governo rivoluzionario. Tanto grande come ridicolo, tanto grottesco come assurdo il gigantesco fantoccio imitando un pagliaccio offre al mondo sud americano un cuore di cartapesta vuoto e commerciale come l'albero di natale o un Babbo natale in un centro commerciale promozionando prodotti di pessima qualitá.

Se Enrico Toti fosse stato presente nella sfilata delle carrozze nel sambodromo di Rio de Janeiro avrebbe lanciato, come lo fece all'allora contro il nemico imperiale austroungarico, la sua stampella e prima di cadere avrebbe gridato al mostro di cartapesta " Maledetti siano coloro che ingannano la povertá solamemnte per soddisfare il proprio ego "

Gli alti gerarchi del regime hanno festeggiato la vittoria dell'immane pupazzo, vittoria che é costata molte, moltissime case popolari, strade in pessime condizioni, ambulatori assolutamente privi dei materiali necessari e tanta tanta delinquenza oramai senza freno. Le risa e le feste di coloro che vivono del potere corrotto e corruttore hanno silenziato la voce dei cittadini che hanno visto con tristezza coloro che mascherati da soldati della indipendenza hanno creato una comparsa di patetici effemminati. Poveri soldati, povera patria !

Maria Luz FdC