VENEZUELA LIBRE

Sunday, January 29, 2006

VENEZUELA LIBRE

Caracas 29 Febbraio 2006

FORO SOCIALE O ...........RIUNIONE DI ANTISOCIALI ?

Brillando nella oscuritá della ignoranza piú profonda dei veri problemi che colpiscono il continente sud americano il presidente del Venezuela Hugo Chavez ha concluso il decimo " Foro Sociale " unico rappresentante di rilievo nell'ambito politica internazionale ad affacciarsi nella ultima arena degli assurdi.

" Montagne di immondizia, ceste di imbecillitá ideologiche, colonne di fumo dei famosi "porri" sigarette di marijuana il tutto condito con fetore di WC chimici e di orina rancida fra le tende dei partecipanti" Tutto o quasi sulle esauste spalle dei contribuenti venezolani ai quali é stata prelevata la irrilevante sommetta di 9 milioni di dollari donati dal partito rivoluzionario per la organizzazzione dell'evento.

Cretinate filosofiche per dimostrare che la colpa delle disgrazie planetarie o interplanetarie é da attribuirsi al Signor G.W.Bush il quale oltre ad essere l'attuale presidente degli USA personifica: Belzebú, Superman, Capitan America, e tutti i cavalieri della Apocalisse. L'unico e solo responsabile delle disgrazie terrestri dall'ultima era glaciale in poi é definitivamente cosí potente da surriscaldare il pianeta, condannare alla povertá eterna i 1500 milioni di abitanti che ci vivono e infine solo in un globo terraqueo oramai distrutto godere dei frutti del maleficio.

"Cristo é socialista ! o meglio Cristo é un " Vergatario " parolaccia dei bassi fondi della capitale venezuelana usata per definire il piú agguerrito e feroce delle bande che circolano nelle straducce delle baraccopoli. Questa é la definizione lanciata da Hugo Chavez del Salvatore del Mondo secondo il rinnovato credo new-socialist rivoluzionario. Un nuovo scisma in porta provato dal premier venezuelano per separare la chiesa romana o solo una butade lanciata per provare la sensisibilitá del Papa Benedetto XVI ?

Nuovamente migliaia di giovani e non, attratti da un viaggio gratis ai caraibi ha partecipato al Foro Sociale inneggiando a coloro che come sempre e prevedibilmente come lo sono i tifoni tropicali passano per il Sud America gridando proposte e inneggiando a utopie che saranno pagate come sempre con il sangue e sudore dei poveri.

Rossi per il sole, rossi per le magliette che gli hanno regalato, rossi per la quantitá di alcool ingerita, rossi per gridare slogan senza senso, rossi per le notti insonni fra musica e droga sfilano nelle strade della capitale della republica sotto lo sguardo indifferente di coloro i quali a parte di pagare il conto dovranno poi vivere per giorni e giorni fra il fetore dei ricordi e la immondizia dell'abbandono ufficiale.

Che importa se la autostrada che collega il Venezuela con il mondo esterno, quello civilizzato é caduta, che importa che la maggior parte delle vie di comuinicazione della nazione sia in uno stato pietoso di abbandono, che importa se la maggior parte della popolazione venezuelana sopravvive alle spalle di un regime caritatevole il quale dopo aver rubato ció che di diritto gli appartiene glielo restituisce con un boccone di pane a cambio del voto e del terrore.

Che importa se la rivoluzione ha rubato al popolo ben 400 mila MILIONI DI DOLLARI per permettere al suo lider costruirsi una immagine rivoluzionaria nel mondo e soprattutto nel continente. Nulla, non importa nulla o meglio " CHI SE NE FREGA "

Come pensa peró sicuramente non lo dice, nulla di meglio, nulla di piú facile e sopratutto nulla di piú economico e redditizio che giocare con i poveri. Cosí pensa Fidel Castro uno dei piú astuti assassini della storia contemporanea maestro in inganni ed eccellente stratega nel preparasi la successione con il falconetto Hugo Chavez, nato cresciuto ed educato all'ombra del potere castrista.

Giocare con i poveri non costa quasi nulla, si vendono per utopie, si atterrano per la fame, si controllano con il terrore e soprattutto sono tanti, tantissimi, una massa ideale per trasformare un regime totalitario, uno stato del terrore in una rispettabile democrazia mentre il mondo applaude compiaciuto. I reporter, i giornalisti, gli scrittori in pectore, i politici o gli aspiranti ad esserlo sono venuti a spiare, vedere, partecipare, a gridare alleluya al Foro Sociale solo perché sotto di loro un tapiroulan di greggio, un nastro trasportatore di 400 MILA MILIONI DI DOLLARI funziona lubrificando la operazione politica piú gigantesca piú terrificante della storia.

Viva Fidel, Viva Chavez, morte all'imperialismo Yankee, quí tutto é gratis, viaggiate, mangiate, bevete, fumate e moltiplicatevi che il Cristo rivoluzionario é rosso, socialista, vergatario e sottovoce magari anche castrista. E voi ??? Voi che avete costruito questo mondo dove possiamo vivere decentemente, viaggiare, leggere i giornali, educare i nostri figli, sviluppare le nostre idee e le nostre aziende si giustamente Voi, VERGOGNATEVI !!!!!!

Si vergognatevi perché tutto, assolutamente tutto lo avete fatto sulle spalle e sul sangue dei poveri. Tutto ció che credevamo nobile e bello in realtá scorre grazie al sudore, alla fame e alle disgrazie del mondo. Potranno convincerci di questo ? Potranno farci vergognare di aver lavorato tanto ? Potranno farci sentire cosí inutili da non saper educare i nostri figli ? Se cosí sará allora non ci rimane che rinunciare a parole come libertá di pensiero, democrazia, sforzo personale, immaginazione, veritá, individualitá.

É una vergogna credere in sé stessi, nei propri valori personali ? Se é cosí pèrché lottare

Maria Luz FdC

Wednesday, January 18, 2006

VENEZUELA LIBRE

Caracas 17 Gennaio 2005

SIGNORE, PERDONA LORO.................

"Signore, Perdona loro perché non sanno quello che fanno" É senza dubbio la frase che racchiude e illumina di luce propria il vero significato del cristianismo, la grandezza del perdono difronte alla imperfezione umana.

"Signore, perdona loro perché non sanno quello che hanno" Forse questo é il significato reale della omelia pronunziata dal Cardinale Castillo Lara durante la festa della Vergine " Divina Pastora " patrona della cittá di Barquisimeto capitale di una delle regioni piú ricche del Venezuela.

Nel trascorso della Messa e in qualitá di ufficiante il Cardinal Castillo Lara ha affrontato uno dei temi piú attuali e critici della Venezuela contemporanea, la perdita pressoché assoluta del cammino democratico del regime rivoluzionario condotto dall'ex colonnello ribelle ed ora presidente della Republica Hugo Chavez Fria.

" Non é sufficente essere eletti in forma democratica " affermava il Cardinale bensí " Mantenersi nel cammino democratico rispettando le libertá fondamentali come i diritti umani e la possibilitá di manifestarsi in pieno rispetto e senza timore di rappresaglie "

La risposta del regime venuta por bocca dello stesso Hugo Chavez é stata immediata, squalificare la omelia del Cardinale affermando che la Chiesa e la occasione non erano né il luogo né il momento per affrontare temi politici, al contrario afferma che nella republica rivoluzionaria bolivariana da lui stesso fondata esiste il pieno rispetto dei diritti umani e la vera democrazia popolare.

Dimentica forse il Presidente che dopo ben sette anni di governo nessuna opera pubblica di alcuna importanza possa essere aggiudicata al suo regime al contrario, due delle principali arterie di comunicazione sono: Una interrotta, in effetti la oramai vetusta autostrada unico cordone ombelicale della capitale Caracas con il porto e aereoporto internazionale é interrotta dovuto al parziale crollo di uno dei ponti principali lanciati a suo tempo per superare le montagne che circondano la cittá.
L'altra, la autostrada che collega il sud della nazione con il nord é al punto del collasso giá che gli anni e la mancanza assoluta di mantenimento hanno creato gravissimi problemi di circolazione.

Dimentica forse il Presidente che dall'anno 2002 ad oggi il numero dei venezuelani che hanno dovuto abbandonare il paese si é incrementato in forma esponenziale e il tutto dovuto alle persecuzioni civili contro coloro che per alcuna ragione hanno manifestato il loro disaccordo con la condotta pro castrista e totalitaria del regime. Forse il passare dei mesi e degli anni ci ha fatto dimenticare gli assassinati durante dimostrazioni politiche, morti, feriti, incarcerati tuttora senza né giudizio né condanna per tutti coloro che credettero e credono tuttora in un futuro per la nazione.

Dimentica forse il presidente che mentre il popolo venezuelano soffre una delle crisi abitazionali piú disastrose della storia moderna obbligando i gruppi piú umili a invadere interi edifici per obbligare il regime a risolvere un eterno problema tanto in Venezuela come in tutto il sud america, le famose baraccopoli o favelas o ranchos dependendo della latutudine donde sono ubicati. In sette anni di governo rivoluzionario l'attuale regime ha costruito un assolutamente risibile numero di case popolari per i propri cittadini creando peró nelle nazioni vicine regali, fondi speciali, interi quartieri come nel caso di Cuba con il denaro proveniente dall'erario pubblico venezuelano e solamente per soddisfare la megalomania presidenziale.

Dimentica inoltre il presidente che Venezuela é uno dei paesi piú ricchi del mondo con incalcolabili riserve di hidrocarburi, giacimenti auriferi, diamantiferi, carboniferi e che ha ricevuto per le esportazioni delle sue materie prime ben 400 mila milioni di dollari nei sette anni di regime rivoluzionario. Dové é andato tanto denaro ? Forse nella infrastruttura dei trasporti ? No ! Nella costruzione di case popolari ? Nemmeno ! Nella struttura assisteziale e ospedaliera ? Sicuramente no giá che Chavez si vanta del suo programma assistenziale " Barrio Adentro " effettuato grazie ai " medici " cubani. Forse l'ambizioso programma per alfabetizzare 1.200.000 persone é costato tanto ?

Dimentica infine il presidente che non é una vittoria portare il popolo ad una posizione di comoda dipendenza o quasi mendicitá invitandolo a partecipare in una serie di missioni che alla fin fine rappresentano solo un volgare sussidio a coloro che si inginocchiano alla volontá dello stato onnipotente. La pensione é un diritto che l'uomo conquista grazie ad una vita di lavoro e della quale usufrusce quando termina il suo tempo produttivo. Il sussidio é un aiuto che lo stato riserva a coloro i quali colpiti da una tragedia non hanno altri mezzi di sussitenza. Hugo Chavez ha trasformato il Venezuiela in un rifugio di impediti la cui disgrazia é solo quella di non voler preparare un futuro onorevole per le generazioni future.

" Signore, perdona loro `perché non sanno né quanto né quello che anno " Forse una Omelia in una festa religiosa non é la unica e migliore occasione per commentari politici peró chi puó negare la funzione della Chiesa Cattolica come educatrice e ispiratrice di milioni di fedeli ? La politica é l'arte di governare e per poterla esercitare é indispensabile la fede nel conduttore e negli ideali democratici e repubblicani. La Chiesa non é forse il centro del culto della fede ?

Maria Luz FdC

Saturday, January 07, 2006

VENEZUELA LIBRE

Caracas 7 Dicembre 2006

BLITZ CASTRISTA ALLA CONQUISTA DEL SUD AMERICA

La guerra lampo iniziatra da Fidel Castro per la conquista del continente sud americano stá dando i sui frutti.

Utilizzando come punta di diamante le divisioni panzer ( riserve petrolifere ) comandate dal ex tenente colonnello Hugo Chavez ora presidente della republica bolivariana del Venezuela e finanziate dagli immensi capitali prodotti dagli straordinari ingressi del greggio locale oggi Fidel Castro puó rispondere agli USA ed in particolare al governo di G.W.Busch di esseresi impadronito del triangolo energetico forse piú importante del mondo occidentale.

La vittoria nelle elezioni presidenziali boliviane del lider indigeno Evo Morales la cui campagna é stata interamente finanziata attraverso il petrolio venezuelano rappresenta una conquista strategica di immensa importanza giá che tale nazione possiede i giacimenti gasiferi piú importanti del continente.

A questo si puó aggiungere l'appoggio incondizionale che tanto Cuba come Venezuela stanno offrendo al candidato del forte partito indigenista equatoriano Allanta Humala il quale condivide con Hugo Chavez alcune caratteristiche: É un ex colonnello ritirato dell'esercito ecuatoriano, ha intentato una sommossa poi fallita, é profondamente legato al movimento internazionale castrista e infine si appoggia su una massa popolare indigena che se pur ha avuto poca influenza nel sistema economico equatoriano rappresenta una maggioranza numerica nelle prossime elezioni presidenziali.

Ció che realmente conferma la tecnica utilizzata nella offensiva castrista e tante volte denunciata attraverso i " SALVIAMO VENEZUELA " é stata confermata nelle dichiarazioni dello stesso Hugo Chavez durante una breve visita in Caracas del ora presidente Evo Morales. Due sono stati i punti rilevanti di tali dichiarazioni, il primo la donazione di 30 milioni di dollari offerta al nuovo governo boliviano da utilizzarsi in una campagna similare a quella denominata " Missioni " giá provata con successo in Venezuela, il secondo la offerta della infrastruttura materiale e umana per efettuare un censo completo del popolo boliviano.

La seconda offerta si basa sugli eccellenti risultati ottenuti dal partito rivoluzionario di Chavez nelle elezioni locali, risultati dovuti alla sempre piú dubbiosa incorporazione di votanti provenienti dai ceti piú umili della popolazione fra cui indocumentati, immigranti, illegali ecc. Tale strategia dovrebbe garantire come nel caso di Chavez per lo meno 25 anni di potere al partito rivoluzionario di Evo Morales e cosí garantire al castrismo un dominio assoluto del triangolo energetico sud americano.

Purtroppo la passivitá, l'immobilismo, la convenienza o solamente cretinismo della locale opposizione democratica ha permesso alle colonne blidate castriste di raggiurgere e spezzare un lavoro diplomatico di accerchiamento spinto dal governo nord americano e in particolare da Condoleza Rice attraverso accordi con Colombia, Perú, Ecuador, e in parte l'ex governo di Bolivia.

Oggi, difronte allo strapotere energetico utilizzato da Fidel Castro come una poderosa arma di persuasione anche i governi di Agrentina e Brasile, i due giganti industriali del continente, dovranno piegarsi alle esigenze dell'anziano dittatore il quale sogna giá da tempo con la unificazione dei paesi bolivariani sotto la guida della rivoluzione e in particolare sotto il maglio della dittatura stalinista applicata da Fidel.

Hugo Chavez, Evo Morales, Allanta Humala, sono solo semplici strumenti utlizzati per piegare il continente e costringere alla resa incondizionata l'eterno nemico gli USA. Risuonano ogni momento ed in ogni incontro le parole di Fidel trasferite alla bocca di Chavez ed ora di Morales " La nostra lotta rivoluzionaria é con il popolo contro l'imperialismo Yankee "

Troveremo la forza di reagire ?

Maria Luz FdC