VENEZUELA LIBRE

Sunday, April 23, 2006

VENEZUELA LIBRE

Caracas 23 Aprile 2006

" PATRIMONIO DELLA UMANITÁ "

"Patrimonio della umanitá" é sicuramente una delle frasi piú di moda nel convulso e violento secolo attuale. Patrimonio della umanitá significa uno scudo intangibile che dovrebbe proteggere i valori piú universali tanto naturali sia come risultato della infinita capacitá umana di creare.

Patrimonio della umanitá significa un luogo geografico, una cultura, una espressione artistica che pongono l'uomo al di sopra della violenza, l'egoismo, la guerra, la brutalitá con le quali abbiamo transitato sino ad ora peró significa anche LIBERTÁ DI PENSIERO E DI ESPRESSIONE, UGUAGLIANZA NEI DIRITTI FONDAMENTALI, GIUSTIZIA E FRATELLANZA SOCIALE.

Patrimonio della umanitá é infine ció che permette e tutti indisciminatamente vivere nella dignitá umana e non sepolti nelle carceri della POVERTÁ madre della IGNORANZA e della INGIUSTIZIA.

Nella attualitá il 90% degli esseri umani vive nella angoscia di quando e dove potrebbe scoppiare un conflitto bellico a causa del pètrolio, fonte quasi esclusiva per soddisfare le necessitá energetiche del pianeta. Da un lato il 90 % degli abitanti della terra dall'altro i pochi baroni degli idrocarburi i quali possono determinare riunendosi in ristretto cenacolo la quantitá, la qualitá e il prezzo che dovrá pagare la umanitá per accedere al diritto di vivere degnamente.

Certo, molti, moltissimi possono pagare i prezzi o meglio i balzelli imposti dai baroni: Nord america, canadá, europa in generale e alcuni paesi asiatici, peró le altre migliaia di milioni di persone ?
Gli africani, molti moltissimi asiatici, coloro che a stento sopravvivono in centro e sud america, per loro non esiste forse il diritto a una vita degna o decente ? O dovremo come sempre desviare la vista quando ci cade sulle innumerevoli fotografie della povertá piú lacerante e indegna. É facile non vedere peró il mostro la povertá, la mancanza di energia, continua a sarificare vittime ogni secondo che passa.

Uno dei baroni del petrolio, Hugo Chavez dichiaró che la vergogna del mondo era il grido lacerante di sette bambini che muoiono ogni minuto a causa della fame. Sicuramente la scarsa profonditá culturale non gli ha permesso analizzare che tale fame, tali condizioni infraumane sono causate dall'altissimo costo della energia necessaria per muovere ció che ci provvede di acqua, luce, trasporto e con essi la agricoltura moderna.

Attualmente i baroni del petrolio e fra essi si é infiltrato Fidel Castro hanno compreso che la arma piú potente é il dominio della energia, il petrolio, e aumentando progressivamente i prezzi hanno dichiarato la guerra al mondo occidentale inginocchiando il sistema economico e produttivo tanto degli USA come della UE. La allenza formata fra Venezuela e Iran, due paesi dotati delle riserve strategiche di greggio piú grandi del mondo servirá giustamente per dominare il "cartel" energetico e conseguire ció che Chavez e Castro hanno sempre cercato, portare il prezzo del petrolio a livelli insostenibili per coloro che non si pieghino alla fanta-politica militarista e dittatoriale.

In una rappresentazione tanto teatrale come ridicola Hugo Chavez durante una sessione nell'anfiteatro della ONU contava i secondi durante i quali morivano ben sette bambini e contemporaneamente dava istruzioni per proporre nelle riunioni della OPEP di diminuire la produzione del crudo a livello mondiale e permettere cosí un aumento dei prezzi energetici. CHE INFAMIA !!.

Il diritto alla vita e alla dignitá umana é senza nessun dubbio patrimonio della umanitá e sicuramente il piú importante cosí come i mezzi per raggiungerlo sono parte di esso. La energia e con essa i mezzi per produrla devono essere considerati come base di tale patrimonio e pertanto appartenenti`per diritto a tutta la umanitá.

É evidente che non si tratta di impadronirsi di punti geografici di estrazione giá che entreremmo in conflitto con i principi della territorialitá o della proprietá dipendendo dei casi peró evidenziamo la necessitá urgente di formare un organismo a livello mondiale che affiancato o forse integrato nella ONU possa determinare in forma inappellabile e obbligante i prezzi di commercializzazione del greggio rispettando i diritti delle nazioni produttrici e quelli ancor piú importanti dei popoli consumatori.

Eliminare infine tutti coloro che speculando sui diritti umani fondamentali li utlizzano per ragioni politiche o di lucro personale e sopratutto impedire che i conosciuti baroni del petrolio possano continuare ad utilizzare la vitale energia come arma strategica e senza nessuna pietá.

Maria Luz FdC

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