VENEZUELA LIBRE

Sunday, March 05, 2006

VENEZUELA LIBRE

Caracas 5 Marzo 2006

VENEZUELA, AUTORITRATTO

Sono oramai passate le sfilate, maschere, trombette e coriandoli e quel poco che rimane del carnevale é la vera immagine, l'autoritratto del regime instaurato con la vittoria del partito rivoluzionario condotto dall'ex colonnello Hugo Chavez.

Fabbricato sotto la indetenibile fantasia carioca dalla scuola di Samba "Villa Isabel" opportunamente finanziata dal regime venezuelano attigendo alla fonte interminabile della petroliera statale PDVSA, ha sfilato nel colorito carnevale di Rio e vinto il primo premio la carrozza il cui titolo evoca le gesta dell'eroe americano Simon Bolivar.

Al grido di "America Unita, America per tutti " una immensa e grottesca immagine di Bolivar avanzava circondato da fotografie di coloro che in alcun momento sono stati precursori di colui che in realtá era il vero protagonista cosí come lo é il regista pur non comparendo sugli schermi, l'attuale presidente ed unico lider della rivoluzione bolivariana ribattezzata per la esportazione sotto il nome di " Socialismo del secolo XXI ".

Una immensa e vuota immagine di cartapesta ondeggiando fra ballerine seminude come é lo spirito del carnevale brasiliano e la comparsa di quei soldati che accompagnarono l'eroe nelle sue gesta peró vestiti come vedette di un varietá di altri tempi, con divise da operetta, alucce da angioletti, sculettando e lanciando bacetti al pubblico al ritmo della travolgente e sensuale "samba do brazil".

Una statua di oltre 15 metri portando nella mano destra un cuore con lucette tipo albero di natale che racconta e ripete come una cantilena come il potere ossessivo di una falsa rivoluzione popolare ami alla plebe calpestata per centinaia di anni sotto gli scarponi dei conquistatori. Una statua o meglio un fantoccio che disgraziatamente é la immagine, l'autoritratto incosciente di un regime, di una filosofia destinata nelle intenzioni del fantasma di Fidel a dominare un continente sotto il peso delle armi e del potere castrista-chavista.

Mentre in Venezuela, una delle nazioni piú ricche del mondo cadono in pezzi le opere costruite dagli antichi governi oggi dichiarati oppressori, mentre il potere omnivoro distrugge la ultima essenza e rifugio della vera democrazia, la indipendenza dei poteri pubblici, il regime festeggia costruendo la propria piramide come segno chiaro della mano di ferro con la quale il presidente, unico lider del processo maneggia le finanze pubbliche cosí come la magistratura, il potere elettorale, il parlamento e le forze armate.

Nessun artista dei pochi che ancora credono nella libertá avrebbe mai ne potuto né osato creare un autoritratto piú reale e d'accordo al significato del regime paramilitare instaurato dal governo rivoluzionario. Tanto grande come ridicolo, tanto grottesco come assurdo il gigantesco fantoccio imitando un pagliaccio offre al mondo sud americano un cuore di cartapesta vuoto e commerciale come l'albero di natale o un Babbo natale in un centro commerciale promozionando prodotti di pessima qualitá.

Se Enrico Toti fosse stato presente nella sfilata delle carrozze nel sambodromo di Rio de Janeiro avrebbe lanciato, come lo fece all'allora contro il nemico imperiale austroungarico, la sua stampella e prima di cadere avrebbe gridato al mostro di cartapesta " Maledetti siano coloro che ingannano la povertá solamemnte per soddisfare il proprio ego "

Gli alti gerarchi del regime hanno festeggiato la vittoria dell'immane pupazzo, vittoria che é costata molte, moltissime case popolari, strade in pessime condizioni, ambulatori assolutamente privi dei materiali necessari e tanta tanta delinquenza oramai senza freno. Le risa e le feste di coloro che vivono del potere corrotto e corruttore hanno silenziato la voce dei cittadini che hanno visto con tristezza coloro che mascherati da soldati della indipendenza hanno creato una comparsa di patetici effemminati. Poveri soldati, povera patria !

Maria Luz FdC

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