VENEZUELA LIBRE
Caracas 19 Febbraio 2006
H. THE BOSS.
Si avvicina di nuovo Dicembre e con esso di nuovo il dilemma: Voteró ? Non Voteró ? Vincerá solo ? O troverá oppositori di comodo che gli permetteranno dimostrare al resto del mondo che quí da noi esiste libertá e la vera democrazia, alla cubana per intenderci. Mancano ben 10 mesi pari a 300 giorni e il boss é giá sceso sulle piazze a lanciare il suo grido di guerra.
"Ai yankee manco una goccia di petrolio e se attaccheranno gli faremo vedere di cosa siamo capaci" Blatera difronte agli auditori sempre meno e sempre piú sparuti. " Se vogliono la guerra la avranno e noi siamo preparati tanto dentro dei confini della patria come fuori, porteremo la vittoria nel loro stesso territorio dove meno se la aspettano"
Parole grandi, minacce gigantesche che solo si permette un David che ha letto le sacre scritture e conosce il finale della storia. Da un lato Condolezza Rice, segretaria di stato della nazione piú potente del mondo che, preoccupata dallo strano gemellaggio fra IRAN e Venenzuela ha espresso i suoi dubbi sulla figura e sul futuro pacifico della rivoluzione " bolivariana ", socialismo del XXI secolo che in realtá riedita il piú radicale pensiero castrista.
Dall'altro un lider popolare che nonostante affermi aver vinto o meglio stravinto tutte le elezioni é perfettamente cosciente che tutte le chiamate elettorali passate sono state in realtá viziate da una serie di maneggi e di pressioni di tipo dittatoriale.
Huigo Chavez ha in realtá un disperato bisogno di due cose fondamentali, la prima é quella di trovare alleati che lo proteggano contro una possibile pressione o azione internazionale che lo obblighi ad abbandonare il potere e per questo ha creato tutta una rete di aiuti energetici ai paesi del centro e sud america sperando creare uno scudo protettore nel seno della ONU cosi come della OEA. La seconda é che per poter dimostrare a tali alleati che la sua posizione interna é assolutamente solida e pertanto meritevole dell'appoggio politico cosí necessario deve raggiungere costi quello che costi dieci milioni di voti che in cifra rotonda rappresentano il 60% dell'elettorato venezuelano.
Nelle passate elezioni e sono state molte non ha mai raggiunto tale maggioranza nonostante i piani di sussidio e assistenza dati alla popolazione attraverso le denominate " Missioni " alle quali tutti i cittadini dei ceti sociali piú umili hanno ricorso per ottenere un miserabile peró benvenuto aiuto monetario. Nonostante tale sforzo economico nelle ultime elezioni amministrative il partito di governo cioé il rivoluzionario é riuscito ad ottenere solo il 18 % dei voti giá che circa l'80% della popolazioni si é astenuta dal presentarsi al chiamato alle urne.
É evidente che la voce della fame e il miraggio del denaro facile non é sufficiente per convincere l'elettore, si rende neccesario inventare una nuova strategia da quí l'inasprimento delle relazioni con gli Stati Uniti e per generare una provocazione l'abbraccio con la causa iraniana e il gemellaggio con un governo del quale il venezuelano medio ignora totalmente la esistenza.
Antica teoria del " Nemico del mio amico é mio nemico " si applica nella visione strategica dell'ex tenente colonnello Hugo Chavez il quale sapeva perfettamente quale avrebbe potuto essere la reazione del governo di G.W. Bush difronte all'appoggio aperto a un paese condannato dalla comunitá mondiale per l'uso improprio della energia atomica. Le frasi di Condolezza Rice isolate dal discorso globale hanno creato al presidente Chavez la piattaforma perfetta per rilanciare una campagna patriottica contro un supposto nemico prepotente ed invasore.
Avrá "the boss" letto la storia ? Saprá qual'é il finale ? Tutti o quasi i famosi uomini forti della storia lo hanno pensato e sono caduti nella illusione del David peró nessuno di loro cosí come il boss di Sabaneta come lo chiamano i piú vicini a lui hanno identificato la vera, la unica arma con la quale David ottenne la vittoria: LA FEDE e LA VERITÁ.
Maria LUz FdC

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