VENEZUELA LIBRE

Tuesday, December 27, 2005

VENEZUELA LIBRE

Caracas 26 Dicembre 2005

HUGO, UOMO LOTTERIA.

Una rivista colombiana ha dichiarato all'ex tenente colonnello Hugo Chavez, militare ribelle ed ora presidente della republica bolivariana del Venezuela " Uomo dell'anno 2005 " per le strepitose vittorie tanto nel campo nazionale come in quello continentale. Immaginiamo che si riferisca alle elezioni vinte a mitraglia nel trerritorio nazionale e nei risultati dei suoi incontri diplomatici con i vari paesi del sud america.

Ci permettiamo suggerire alla rivista in questione una nuova definizione del Signor Chavez definendolo como " Il PRESIDENTE LOTTERIA " cioé colui che dove gioca vince o meglio di chi ha la fortuna incollata alle spalle.

In effetti l'uomo che si é insediato nella sedia presidenziale da ben sette anni, da notare che il periodo legale nella nuova costituzione da lui stesso proposta e successivamente approvata per tale incarico sia di solo quattro e nonostante il passar del tempo riesce a mantenere le redini politiche della nazione ben salde nelle mani ci farebbe dubitare se ha scoperto la pietra filosofale, peró nulla di tutto questo, un solo, piccolo segreto.

Hugo Chavez Fria rappresenta l'ideale del venezuelano appartenete alle classi D - E cioé quelle piú necessitate e pertanto quelle normalmente meno favorite dai governi di turno. A parte di vivere nella marginalitá piú profonda la classe piú fragile tanto in Venezuela come del resto del sud america é quella nella quale il mondialmente conosciuto "machismo" impera. Un buon maschio sud americano ha normalmente da due a tre amanti a parte della moglie o concubina, e per dimostrarlo da ognuna di esse ha due o tre figli.

Non solo, dato il tempo che deve ovviamente dedicare a ciascuna e a quello ineludibile da passare con gli amici del barrio " baraccopoli " dove normalmente vive poco gli resta per dedicarsi a creare sia per lo studio o per esperienza un curriculum interessante tale da soddisfare eventuali offerte di lavoro. Tale massa di persone o meglio di possibili votanti, in realtá la maggioranza, é stata scoperta e portata alla luce recentemente dal nuovo socialismo che sotto la guida di Castro é penetrato nella futura democrazia.

Il buon amante latino o meglio il maschio venezuelano, quello per interderci " verace " ha scoperto in Chavez la soluzione al piú profondo e ingarbugliato dei suoi problemi, come sopravvivere e non soccombere sotto la impietosa scalata dei prezzi senza riunciare alla "caña " cioé la birra, le scappate con gli amici, la moto e qualche incursione amorosa fuori del circolo pseudofamiliare.

Hugo Chavez , il presidente lotteria , ha giocato sul prezzo del petrolio greggio e ha vinto. Oggi a distanza di sette anni il prezzo si é moltiplicato per 10 offrendogli la possibilitá di creare una rete assistenziale denominata " LE MISSIONI " o di sussidiare l'alimentazione attraverso i centri di vendita MERCAL gestiti direttamente dal governo o meglio dal partito.

Il nostro maschio ha cosí scoperto LA LOTTERIA, senza allontanarsi dalla porta del suo " Rancho " puó disporre di una comoda entrata finanziaria pari allo stipendio minimo moltiplicato per il numero delle missioni alle quali si é inscritto, non solo, sicuramente le varie compagne, mogli o concubine avranno ricevuto dalle nuove banche create a tal fine , banco dei poveri, banco della donna, banco dei maltrattati ecc ecc prestiti speciali per attivitá collaterali esempio come fare succhi d'arancia, panini imbottiti, magliette per le riunioni del partito ecc. Il tutto poi sará destinato nei mercati ambulanti o lungo i vialoni della cittá dove il "capo famiglia" avrá sistemato un chiosco e qualche figlio per la vendita.

Il sucesso nazionale di tale strategia é evidente e se ne stá profilando uno nel campo continentale. I maschi brasiliani, ecuatoriani, boliviani ecc sono forse diversi dei nostri ? Persino gli argentini si sono di nuovo piegati a Chavez e al mito dell'indimenticabile Peron, di Evita e della "GRANDEUR" del cono sud. Oggi con Chavez tutto é possibile ! Hugo, come quei giocatori fortunati che girando fra i tavoli del casinó porta dietro di se una coda di seguitori ansiosi per compartire la benevolente cornucopia assetati di quella buona sorte luce della vita e della politica.

Hugo Chavez, Presidente Lotteria, o meglio Don Regalone, come lo chiamano i paesi che hanno ricevuto le sue visite é oggi il primo premio, quello grosso, peró come sempre succede " soldi vinti......................soldi presto perduti "

Buon anno 2006 e buona fortuna

Maria Luz FdC



Sunday, December 18, 2005

VENEZUELA LIBRE

Caracas 18 Dicembre 2005

IDEOLOGIA ????????? MA DOVE !!!!!!!!!

Forse questo é il regalo che tanto desiderano tutti gli ex comunisti o per meglio dire ex pro sovietici i quali sono rimasti orfani della ideologia incarnata nel mausoleo di Lenin o ancor meglio sepolta nella tomba del massacratore piú feroce della storia, Stalin.

Dove é la ideologia che per mezzo secolo ha messo contro il muro della ignoranza e della superficialitá quella borghesia condannadola di affamatrice quando in realtá rappresenta la unica forza motrice delle nazioni industrializzate ?

Orfani di quei personaggi che non avrebbero mai dovuto uscire dai libri del terrore i news-comunist made in Italy si sono rivolti all'ovest dove l'ultimo raptor-sauro e forse ancor piú feroce festeggia il mezzo secolo di regime tosco e totalitario, Fidel Castro.

Come tutti i suoi precedessori Fidel rappresenta l'autentico spirito delle lotte di guerriglia, lotte senza quartiere, lotte assassine peró tutte terminate nella fame e miseria di coloro che le hanno appoggiate salvo ovviamente i cosiddetti " Capoccia "

Lotta comunque, guerriglia, montagna, assalti spietati e soprattutto violenza. Ingrendienti che affascinano gli ex, i famosi news-comunist romagnoli che lo idolatrano come un padre putativo. Salvare a Cuba, unico e sopravvissuto bastione della veritá é stata la parola d'ordine per ben venti anni peró oggi Fidel é solo un vecchio e presto per la maggioranza sará solo un brutto sogno mentre per alcuni sará un eroe e martire della rivoluzione, in tutti casi un defunto, e allora ?

Nasce la immagine di Chavez, nominato dalla stesso Fidel come erede al trono che adesso si chiama " nuovo socialismo " il dittatore sfida alla morte peró con quale ereditá filosofica ? Dove
é rimasta la ideologia di Marx, Enghel, Lenin, Trozky ? Dove sono le romantiche battaglie ai piedi della Sierra Madre contro le forze governative ? Dove sono le fughe e gli attentati ? Dove le marce vittoriose ? Dove le terribili fucilazioni, torture, lavori forzati ?

Nulla di tutto questo é rimasto, tutto é sceso in un vortice nella cloaca del WC che senza vergogna ingoia le imbecillitá dell'uomo. Del tutto l'unico sopravvisuto si chiama Hugo Chavez, ex militare sconfitto nei sogni della ribellione e con l'appoggio de la vecchia volpe giunto al potere. Scommetto che in una delle tante riunioni nell'eterno calore della Habana Fidel commentó a Chavez " Oggi, secolo XXI la rivoluzione non la si fá, si compra e per questo useremo il petrolio "

Comprare, sedurre, corrompere, questa é la vera filosofia del nuovo socialismo di Chavez. Lo ha praticato con successo in Venezuela un paese troppo debole moralmente per poter resistere alla seduzione e adesso stá esportando il modello all'intero continente sud americano.

La prova ? Solo ieri in Brasile ha comperato la alleanza con Lula Da Silva seriamente compromesso in scandali di corruzione regalando una raffineria di petrolio greggio da costruirsi in Pernanbuco, Brasile, per un valore di 2500 milioni di dollari. Nel momento della deposizione della prima pietra Chavez avrá sussurrato a Lula : " Compagno, se ti salvo mi devi la vita, mi devi il Brasile ".

Altrettanto avrá detto al famoso Evo Morales, colui che avrá forse il dubbioso onore di essere eletto il primo presidente cocalero di Bolivia. La campagna di Evo é stata completamente finanziata dal regime rivoluzionario bolivariano e lo stesso succederá prossimamente in Ecuador.

Sono passati i tempi della romamtica guerriglia fucile in spalla marciando sulle montagne, oggi la ideologia del nuovo socialismo é solo " Comprare, sedurre, corrompere ", l'importante non é come arrivare, l'importante é solo giungere al potere.

Chavez, o meglio Fidel, la nuova passione dei news comunist italiani ha scoperto che nel secolo della informatica era ora di correggere un errore fondamentale nella morale comune.
L'IMPORTANTE É VINCERE, costi quello che costi, NON PARTECIPARE.

E la ideologia ? Tempi passati amico mio, tempi passati.........solo nostalgia

Maria Luz FdC

Friday, December 16, 2005

salviamo venezuela

Caracas 15 Dicembre 2005

NON SARÁ TARDI ?

Leggiamo con stupore che il ministro degli esteri del governo spagnolo Miguel Angel Morattino e molti diputati del parlamento spagnolo sono preoccupati circa l'ambiente creato dalle elezioni venezuelane. Un clima altamente polarizzato di divisioni profonde e malcontento generalizzato in previsione del prossimo appuntamento alle urne quando gli elettori dovranno scegliere il nuovo presidente della repubblica, figura determinante nella politica dei paesi sud americani.

Stupore e angoscia direi giá che é difficile pensare che politici di lunga data come il Signor Morattino ed altri parlamentari non abbiano ascoltato le voci che da tempo avvisano sulla difficilissima situazione nella quale si trova oggi la democrazia venezuelana e il cammino alla dittatura che é giá marcato nella agenda del nuovo parlamento nazionale, tutto, assolutamente tutto appartenente e fedele al partito del regime rivoluzionario.

Non erano ancora partiti gli ultimi osservatori internazionali che facevano giá eco le dichiarazioni degli alti gerarchi minacciando rappresaglie contro coloro che pur dipendendo da enti pubblici si erano astenuti dal votare o anticipando le prossime prioritá parlamentarie, fra esse la possibilitá che Hugo Chavez sia rieletto oggi, domani e sempre, Chavez aeternum.

Sono ancora calde le sedie dei seggi elettorali quando il regime rinvigorito per aver ottenuto il 98 % dei voti, di quel 15 % che in realtá ha votato, assumeva la giornata elettorale come una vittoria strepitosa, alla cubana come si suol dire, e dava il colpo maestro da tempo atteso dal lider bolivariano. Una spina che dallo sciopero generale gli avvelenava il sonno come un incubo.

Carlos Ortega, presidente della Confederazione Nazionale dei Lavoratori del Venezuela, anima e inspiratore di quello sciopero abbattuto dal progressivo sfaldarsi del fronte politico e imprenditoriale che come sempre giocano al beneficio economico é stato condannato dopo mesi di va e vieni nel processo a ben 15 anni di carcere duro per pagare la insolenza di sfidare il lider, si, il proprio comandante a ritirarsi con le buone e democraticamente dal governo, in poche parole a rinunciare alla presidenza della republica.

Solo poche ore sono passate da quando si sono ritirati gli osservatori ed uno degli uomini piú significativi del sindacato venezuelano é stato condannato per aver inspirato e partecipato ad uno sciopero contro un datore di lavoro che essendo per di piú presidente non compiva né compie con le aspettative della nazione. Da oggi in poi, nonostante affermi il presidente della corte suprema venezuelana, esiste un precedente nel quale il diritto allo sciopero é stato vulnerato giustamente da coloro che dovrebbero proteggere i diritti costituzionali dei cittadini come lo é la magistratura.

Non sará troppo tardi Signor Morattino il preoccuparsi adesso dopo che per il governo del Signor Zapatero é stato vero un colpo da maestro vendere alla Venezuela rivoluzionaria ben 1.800.000.000.oo € di materiali bellici ?
Chiaro con questo, secondo il ministro della difesa Signor Bono, si risolvono ben 2000 posti di lavoro a operai spagnoli attualmente in cassa integrazione o quasi, un bel colpo del partito socialista ben felice di aver ricevuto in terra europea al successore del dittatore piú vecchio e feroce del mondo, Fidel Castro.

Forse in questo momento il Signor Zapatero si stá rendendo conto che la svolta a sinistra é stata un pó troppo brusca e la grande amicizia con colui che definisce un capo di stato democratico come un assassino e genocida come lo fá Hugo Chavez riferendosi a G.W.Bush in ogni riunione politica non é uno dei sentieri migliori per giungere alla democrazia ideale alla quale tutti aspiriamo.

Credo che sia tardi per i pentimenti anche perché da questo lato dell'oceano non sono molti coloro ancora disposti a perdonare.

Maria Luz FdC

VENEZUELA LIBRE

Caracas 15 Dicembre 2005

NON SARÁ TARDI ?

Leggiamo con stupore che il ministro degli esteri del governo spagnolo Miguel Angel Morattino e molti diputati del parlamento spagnolo sono preoccupati circa l'ambiente creato dalle elezioni venezuelane. Un clima altamente polarizzato di divisioni profonde e malcontento generalizzato in previsione del prossimo appuntamento alle urne quando gli elettori dovranno scegliere il nuovo presidente della repubblica, figura determinante nella politica dei paesi sud americani.

Stupore e angoscia direi giá che é difficile pensare che politici di lunga data come il Signor Morattino ed altri parlamentari non abbiano ascoltato le voci che da tempo avvisano sulla difficilissima situazione nella quale si trova oggi la democrazia venezuelana e il cammino alla dittatura che é giá marcato nella agenda del nuovo parlamento nazionale, tutto, assolutamente tutto appartenente e fedele al partito del regime rivoluzionario.

Non erano ancora partiti gli ultimi osservatori internazionali che facevano giá eco le dichiarazioni degli alti gerarchi minacciando rappresaglie contro coloro che pur dipendendo da enti pubblici si erano astenuti dal votare o anticipando le prossime prioritá parlamentarie, fra esse la possibilitá che Hugo Chavez sia rieletto oggi, domani e sempre, Chavez aeternum.

Sono ancora calde le sedie dei seggi elettorali quando il regime rinvigorito per aver ottenuto il 98 % dei voti, di quel 15 % che in realtá ha votato, assumeva la giornata elettorale come una vittoria strepitosa, alla cubana come si suol dire, e dava il colpo maestro da tempo atteso dal lider bolivariano. Una spina che dallo sciopero generale gli avvelenava il sonno come un incubo.

Carlos Ortega, presidente della Confederazione Nazionale dei Lavoratori del Venezuela, anima e inspiratore di quello sciopero abbattuto dal progressivo sfaldarsi del fronte politico e imprenditoriale che come sempre giocano al beneficio economico é stato condannato dopo mesi di va e vieni nel processo a ben 15 anni di carcere duro per pagare la insolenza di sfidare il lider, si, il proprio comandante a ritirarsi con le buone e democraticamente dal governo, in poche parole a rinunciare alla presidenza della republica.

Solo poche ore sono passate da quando si sono ritirati gli osservatori ed uno degli uomini piú significativi del sindacato venezuelano é stato condannato per aver inspirato e partecipato ad uno sciopero contro un datore di lavoro che essendo per di piú presidente non compiva né compie con le aspettative della nazione. Da oggi in poi, nonostante affermi il presidente della corte suprema venezuelana, esiste un precedente nel quale il diritto allo sciopero é stato vulnerato giustamente da coloro che dovrebbero proteggere i diritti costituzionali dei cittadini come lo é la magistratura.

Non sará troppo tardi Signor Morattino il preoccuparsi adesso dopo che per il governo del Signor Zapatero é stato vero un colpo da maestro vendere alla Venezuela rivoluzionaria ben 1.800.000.000.oo € di materiali bellici ?
Chiaro con questo, secondo il ministro della difesa Signor Bono, si risolvono ben 2000 posti di lavoro a operai spagnoli attualmente in cassa integrazione o quasi, un bel colpo del partito socialista ben felice di aver ricevuto in terra europea al successore del dittatore piú vecchio e feroce del mondo, Fidel Castro.

Forse in questo momento il Signor Zapatero si stá rendendo conto che la svolta a sinistra é stata un pó troppo brusca e la grande amicizia con colui che definisce un capo di stato democratico come un assassino e genocida come lo fá Hugo Chavez riferendosi a G.W.Bush in ogni riunione politica non é uno dei sentieri migliori per giungere alla democrazia ideale alla quale tutti aspiriamo.

Credo che sia tardi per i pentimenti anche perché da questo lato dell'oceano non sono molti coloro ancora disposti a perdonare.

Maria Luz FdC

Monday, December 12, 2005

VENEZUELA LIBRE

Caracas 12 Dicembre 2005

VENEZUELA, UN CAMMINO AL TOTALITARISMO.

A solo pochi giorni delle pseudo elezioni parlamentarie realizzate nella nazione sud americana si profila oramai evidente la nascita di una nuova dittatura allo stile cubano, quello che per intenderci tanto accarezza la fantasia della nuova sinistra europea.

Non erano ancora chiuse le sedi elettorali e giá i personaggi piú radicali e significativi dell'intorno chavista pronunciavano i commenti dei quali scegliamo due particolarmente significativi.

-Dichiarazione di Nicolás Maduro attuale presidente del parlamento " Una delle prime riforme alla costituzione nazionale sará quella di permettere la libera rielezione del attuale presidente Hugo Chavez affinché possa presiedere la nazione per lo meno sino all'anno 2030 e cosí consolidare per sempre la rivoluzione bolivariana "

Una autentica perla politica come quella rilasciata dalla diputata e assolutamente radicale del partito rivoluzionario Iris Varela " Tutti i funzionari pubblici che non si presenteranno a votare, e ben votare, saranno soggetti a una particolare e attenta supervisione giá che la mancanza di fedeltá al governo non é d'accordo con lo spirito bolivariano e rivoluzionario del lavoro che svolgono "

Tali dichiarazioni dette pubblicamente e riportate da tutti i mezzi informativi tanto nazionali come internazionali hanno lasciato totalmente indifferente il segretario generale della Organizzazione degli Stati Americani Sig. Insulza il quale pur accentando le discordanze di procedimento segnalate dagli osservatori internazionali inviati dalla OEA e dalla EU invitava il colonnello Hugo Chavez a tranquillizarsi giá che tutti erano assolutamemnte d'accordo sulla legittimitá della elezione e che la quasi totale assenza della popolazione votante non poteva in nessun modo essere considerata come elemento di prova invalidante della stessa.

Eccellente interpretazione della democrazia del Signor Insulza e soprattuto del valore della maggioranza la quale nonostante le minacce ricevute nell'80% dei casi si é rifiutata di offrire il suo voto per consolidare un regime brutale e totalitario.

Come é logico i testimoni della nascita di questa nuova dittatura e della benedizione del suo lider che governerá con pugno d'acciaio la nazione per i prossimi 25 anni sono stati giustamente coloro che nonostante le prove evidenti del broglio hanno preferito lavarsene le mani cosí come fece un tale Ponzio Pilato.

Probabilmente sordi e cechi non hanno compreso o meglio non hanno voluto identificarsi con il ruolo al quale erano stati assegnati limitandosi al osservare e considerare la parte piú semplice e immediata del processo, l'atto della votazione, complimenti !

É nata cosí una nuova dittatura al chiaro stile ed esempio cubano con la differenza che in quella tuttora presieduta da Fidel Castro fú frutto di una lotta armata contro un governo sanguinario e repressivo mentre in quella venezuelana condotta da Hugo Chavez é stata comperata al suono di milioni di dollari, ben 400.000 mila milioni spesi tanto internamente come internazionalemente per comperarsi un eterno salvacondotto.

Quanto durerá ? Difficile prevederlo cosí come lo é il prezzo del greggio che atttualmente rappresenta la moneta di scambio con la quale l'ex tenente colonnello ribelle oggi presidente gioca e vince nel monopoli mondiale.

Maria Luz FdC



Tuesday, December 06, 2005

VENEZUELA LIBRE

Caracas 5 Dicembre 2005

CRONACHE DI UNA MORTE ANNUNCIATA

Oggi, agli occhi del mondo é stato chiuso il sepolcro nel quale giace la ultima " rea " giustiziata del regime rivoluzionario bolivariano, il suo nome........? Libertá.

Dopo l'atto tragicomico delle elezioni parlamentarie di ieri, atto al quale hanno partecipato solo i candidati del regime ufficiale, i risultati hanno definito il corso che seguirá la rivoluzione chavista tanto in Venezuela come nel resto del continente sud americano. Bussola al nord cubano Hugo Chavez si dirige a presiedere una nazione nella quale sono spariti tutti gli avversari politici, una nazione nella quale sopravvive solo colui che sceglie fra il collaborazionismo e il silenzio sepolcrale.

Dopo il tentativo di broglio elettorale scoperto e provato dalla opposizione nel quale si evidenzió la preparazione del sistema per identificare ogni cittadino votante ed il voto rispettivo, dopo la candida confessione del Consiglio Nazionale Elettorale disposto a ritirare gli apparecchi predisposti per l'inganno le forze democratiche opposte al regime hanno deciso ritirarsi spiegando agli osservatori internazionali la necessitá di condizioni sufficenti e sicure per poter affrontare una chiamata alle urne. É in realtá difficile dare fiducia a chi sfacciatamente cerca di ingannare chiedendo poi scusa per quanto avvenuto, soprattutto quandi si tratta del governo.

Peró nonostante le mille giustificazioni che saranno presentate dall'attuale regime rivoluzionario i risultati della elezione parlamentare di ieri sono i seguenti:

- Numero totale dei cittadini inscritti nel registro elettorale 12.000.000

- Numero totale dei votanti secondo il Consiglio Supremo Elettorale " organo indipendente peró attualemte sotto il controllo del regime " 3.000.000 pari a un 25 % dei cittadini inscritti

- Numero totale dei votanti secondo tutte le organizzazioni democratiche e indipendenti 2.400.000 pari al 20 % dei cittadini inscritti

-Numero dei voti assegnati ai pochi parlamemtari presentatisi in forma indipendente non appartenenti al regime e voti nulli, circa 400.000

- Numero pertanto dei voti raggiunti dal partito rivoluzionario di Hugo Chavez 2.000.000 su un totale di 12.000.000 pari a un vergognoso 16,5 %.

Difronte ad una svogliata e complice osservazione internazionale le elezioni si sono svolte in un ambiente che riassumiamo brevemente.

Venezuela é oggi un paese che dipende totalmente dalla produzione di idrocarburi e pertanto del governo il quale maneggia tutte le fonti di entrata delle quali la nazione dispone soprattutto quando trattasi di una nazione nella quale nonostante il famoso sviluppo autarchico tanto illustrato da Chavez in realtá ha aumentato le sue importazioni in un 80 % circa.

Pertanto, a parte essere uno dei maggiori datori di lavoro diretto con 1.2 milioni di impìegati pubblici, il regime é una delle maggiori fonti di impiego indiretto giá che gran parte del commercio locale dipende delle assegnazioni valutarie attraverso il controllo cambiario stabilito giá da alcuni anni dallo stesso Chavez.

A questo possimo sommare quanto dichiarato da una delle piú serie societá di inchieste e marketing locali. In effetti il presidente della societá "Data Analisi" Juan Vicente Leon afferma che oltre 12.000.000 di venezuelani vivono delle prebende del regime sia in forma di sussidi, sia alllistandoli nelle forze militari come riservisti sia sussidiando prodotti alimentari a basso costo venduti negli spacci governativi.

Riassumendo circa la metá della pololazione venezuelana dipende oggi del regime senza il quale dovrebbe di nuovo dedicarsi al lavoro produttivo come dovrebbe essere la regola nelle nazioni industrializzate e democratiche. Prevedendo una reazione della popolazione poche ore prima e durante le elezioni personaggi di primo piano del governo rivoluzionario hanno minacciato apertamente di vigilare i cedntri di votazione con il fine di licenziare se dipendenti pubblici o escludere dai benefici del regime tutti coloro che non si presentavano ai centri elettorali. Assolutamente vergognoso peró lo stesso Hugo Chavez aveva promesso al mondo che avrebbe ottenuto perlomeno 10 milioni di voti.

Vigilare come ? Una nuova confessione indiretta giá che attraverso le famose liste nere o liste Tascon o ancor peggio " Maisanta " il regime puó viglilare ogni cittadino cominciando per le tendenze politiche espresse attraverso il voto e terminando nelle sue condizioni socioeconomiche cioé se usufruisce di alcun aiuto o sussidio o é impiegato pubblico o svolge attivitá in alcun modo legata allo stato

Con tali premesse, dove sono, ci chiediamo, i voti che identificano la popolaritá di Chavez tanto ammirata dalla sinistra radicale europea ? Quale é la legittimitá di un governante che é solo protetto dalle armi delle bande di piacchiatori bolivariani ? Quanto manca per qualificarlo un dittatore ?

Oggi la popolazione si é ribellata con l'unico strumento che il regime rivoluzionario ancora permette, il silenzio.

Maria Luz FdC