VENEZUELA LIBRE

Tuesday, August 30, 2005

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Caracas 29 Agosto 2005

REVERENDO..............., MA CHE DICE ?

Credevo che una delle qualitá fondamentali di un " REVERENDO " fosse la discrezione e il tatto nell'affrontare situazioni scabrose peró nelle ultime ore ben due " REVERENDI " si sono involucrati direttamente con le spine della attuale situazione venezuelana e hanno creato un corto circuito che difficilmente potrá essere superato.

Il conosicuto " Reverendo " Pat Robinson, telepredicatore ed esponente della destra radicale repubblicana statounitense ha dichiarato in uno dei suoi programmi che oscillano come sempre fra il sacro e il profano che la unica soluzione viabile per il Venezuela e il Sud america é quella di eliminare fisicamente l'attuale presidente e non spendere 200 miliardi di dollari per una guerra come é stato fatto in Irak.

Dopo un gesto di assoluta indifferenza Hugo Chavez, il presidente in questione ha deciso passare al contrattacco e quale carta migliore da giocare se non quella di tirar fuori dalla sdrucita manica della sinistra nord americana il " Reverendo " Jessy Jackson il quale é considerato da alcuni come erede nostalgico del grande Martin Luther King.

Nulla di grave in realtá perché entrambi personaggi sono patetici affannati e costanti candidati alla presidenza degli USA senza mai ottenere posizioni di rilievo peró entrambi con le sfrenate dichiarazioni date dal primo negli Stati Uniti e dal secondo quale invitato speciale dal regime rivoluzionario in Caracas hanno permesso al presidente Chavez lanciare due proposte che rappresentano la maggior provocazione al governo degli Stati Uniti.

La prima si centra sul sensibilissimo tema energetico soprattutto in un momento particolarmente delicato come sempre lo é quando inizia la stagione degli uragani nel continente.
In effetti giá con il barile di greggio oscillando sui 70 dollari, prezzo record storico Chavez lancia la sua freccia avvelenata offrendo ai poveri del nord america il combustibile per riscaldamento in ragione di 1,5 milioni di barili giornalieri a un prezzo 40% inferiore della quotazione internazionale. Tale fornitura speciale verrebbe realizzata attraverso la raffineria CITGO ubicata in territorio nord americano di proprietá della petroliera statale venezuelana e la vendita eseguita in forma diretta ai poveri, cioé senza passare attraverso gli usuali locali intermediari commerciali soggetti pertanto alle leggi e alla politica della nazione.

Sono evidenti sia la provocazione apertamente diretta al governo di G.W.Bush sia il cercare di stabilire un legame diretto o meglio la dipendenza di uno strato della popolazione residente negli Stati Uniti del regime venezuelano o meglio della rivoluzione castro-bolivariana. Equivale in termini bellici stabilire una quinta colonna nel territorio ostile e rendere cosí piú difficile qualunque manovra politica.

La seconda mossa sullo scacchiere politico internazionale: La rivoluzione sotto la battuta del sempre brillante Fidel maneggiando a Chavez é stata quella di invitare il segretario della OEA J.M. Insulza ad un riunione in Caracas dove verrá discussa la proposta venezuelana della Carta Sociale per le Americhe, proposta giá presentata in precedenza nella riunione plenaria in Miami.

Il Cancelliere Insulza recentemente eletto il quale viene da sbiaditi e timidi interventi in Salvador ed Ecuador e che trascina una ereditá poco chiara lasciatagli dal predecessore colombiano Cesar Gaviria ha bisogno di una fologorante dimostrazione di capacitá e la Venezuela di Chavez gli offre tale opportunitá. Poche sono in realtá le condizioni che il regime rivoluzionario e totalitario soddisfa di quelle indicate nella famosa Carta Sociale e fra le prime giustamente si colloca la libertá di espressione.

Si sará chiesto il Dott.Insulza se la manifestazione pacifica non é inclusa nella libertá di espressione ? E se il manifestare é considerata nel mondo democratico come una espressione popolare legittima perché nella marcia che si alizzó il giorno 27 Agosto i partecipanti, tutti esponenti della opposizione che si recavano al parlamento per consegnare una nota di protesta sono stati lettralmente imboscati da bande di facinorosi armate e appartenenti al regime senza che la polizia intervenisse minimamente. Vari sono i feriti fra cui alcuni di certa gravitá. Peró che importa quando per il novello segretario é imprescindibile una folgorante vittoria ?

La " Carta Democratica " presentata come proposta venezuelana nella riunione della OEA si contrappone a quella degli USA nella persona di Condolezza Rice nella quale si ampliavano i termini in cui la stessa OEA come organismo internazionale potesse intervenire con rapiditá laddove le nazioni non compiano con i requisiti fondamentali della democrazia.

Risulta evidente la intenzione del regime di Hugo Chavez di rendere sempre piú difficili le relazioni con la nazione nord americana creando costantemente angoli acuti dai quali é sempre piú difficile uscire. Potrebbe infine domandarsi il cittadino comune se la rivoluzione stá provocando una reazione che potrebbe alla fin fine risultare incontrollabile. Con quale scopo ? Quello forse di provare la pazienzia della prima potenza del mondo ? La guerra in Irak per quanto lunga e difficile non é eterna e nel momento che gli USA potranno uscirne la necessitá energetica e la provocazione costante potrebbero causare tragedie difficilmente prevedibili.

Maria Luz FdC

Saturday, August 27, 2005

VENEZUELA LIBRE

Caracas 24 Agosto 2005

COME POTRÁ GIUSTIFICARE ?

Ieri 23 di Agosto nell'ospedale civile " Magallanes de Catia " considerato uno degli ospedali pubblici piú grandi e affollati della capitale del Venezuela sono morti ben quattro pazienti ricoverati nel padiglione di terapia intensiva per " MANCANZA DI OSSIGENO "

In effetti i quattro pazienti, tutti connettati agli apparati respiratori, alle prime ore dell'alba sono spirati per mancanza di ossigeno nei sistemi centralizzati. Avvisati immediatamente i servizi tecnici nulla si poteva fare dato che il centro assitenziale gestito dalla municipalitá della capitale era in mora con la sociatá fornitrice dell'ossigeno per oltre 1,5 miliardi di bolivares pari a 0.65 milioni di dollari. Il pagamento delle fatture da tempo scadute era stato sollecitato ripetutamente senza esito dal fornitore.

Come potrá il governo rivoluzionario e lo stesso Hugo Chavez giustificare ció che dovrebbe essere solo definito come omicidio colposo di quattro cittadini venezuelani ? Come potrá il presidente che si autodefinisce la speranza dei poveri giustificarsi quando le madri, i figli, le vedove dei defunti gli chiederanno spiegazioni sull'uso dei 350.000 milioni di dollari ottenuti dalla nazione per esportazioni di hidrocarburi e in particolare del petrolio greggio, denaro ottenuto durante la sua gestione di governo?

Il regime rivoluzionario e in particolare il suo massimo lider sono oramai conosciuti in tutto il sud e centro america come i nuovi papá natale e non solo per andare sempre vestiti di rosso bensí per donare e donare a tutti coloro che promettono piegarsi alla nuova dottrina bolivariana. la rivoluzionaria alleanza cubano venezuelana.

Sono oramai incontabili le offerte fatte utilizzando il patrimonio della patroliera statale PDVSA a Uruguay, Ecuador, Bolivia, e la formazione di nuove proposte come Petrosur, Petrocaribe. Aquisti di buoni del tesoro denominati in finanza " buoni a perdere " della repubblia Argentina per ben 500 milioni della repubblica dell'Ecuador per 300 Milioni.

A tutto ció possiamo sommare gli aiuti alla isola di Cuba il monto dei quali é cosí alto da essere oramai considerato come segreto di stato, le case costruite alle popolazioni umili di Jamaica e alla fine chi piú ne ha piú ne metta perché é realmente difficile calcolare quanto puó raggiungere il budget pubblicitario del presidente Chavez. Con un dettaglio che é forse sfuggito, il denaro che stá usando a mani piene per spingere la sua popolaritá é in realtá il capitale della repubblica del Venezuela e appartiene al suo popolo il quale in cambio dovrebbe aver diritto a un ospedale decente dove non si muoia per mancanza di ossigeno o di medicine.

Oggi i genitori, mogli, figli dei defunti piangono la morte ingiustificata dedi loro cari, quanti ancora dovranno morire per far comprendere finalmente il vero e tragico volto della rivoluzione amica dei poveri ?

Maria Luz FdC

Saturday, August 20, 2005

VENEZUELA LIBRE

Caracas 18 Agosto 2005

NO ! PERFETTO NON ESISTE !

Come nei vecchi e ingenui racconti polizieschi la conclusione é sempre uguale: Il delitto perfetto non esiste, elementare Mr. Watson. E con queste parole il piú famoso dei detective inglesi S.Holmes terminava le sue indagini.

Queste stesse parole si é ripetuto alla sazietá l'attuale presidente del Consiglio Nazionale Elettorale venezuelano Jorge Rodriguez quando nell' apice della adulazione al lider rivoluzionario e presidente della " republica " ha deciso pubblicare un libro dove rinverdisce il successo elettorale ottenuto da Hugo Chavez il 15 di Agosto del 2004.

Sotto il titolo "Referendum Revocatorio Presidenziale Una esperienza Democratica" il massimo responsabile del potere elettorale ricorda la preparazione, organizzazione, seguimento e conclusione di una delle pagine piú gloriose della rivoluzione e in particolare dell'ex tenente colonnello che allora era seriamente compromesso nel favoritismo popolare. Peró come ripeteva costantemente il famoso S.Holmes non esiste crimine perfetto e la veritá é apparsa nel libro che avrebbe dovuto plasmare nella eternitá la gloria del rivoluzionario per eccelleza.

Giustamente nella pagina dove l'autore commenta i risultati del famoso e dubbiosissimo referendum, prova del fuoco per la democrazia venezuelana, appare indicato un grafico nel quale si evidenzia che : Oh sorpresa !!!! La opposizione avrebbe vinto il referendum con un comodo 59.25 % mentre il lider bolivariano il proprio Hugo Chavez si sarebbe limitato a sommare solamente un 40.75% perdendo cosí la presidenza della republica.

Qual cadavere putrefatto dove tuttora sono evidenti le tracce del crimine risale alla superficie la denuncia di broglio alla quale la opposione appelló in quei difficili giorni. Voci che furono silenziate, prove che furono derise, informazioni che furono negate con la complicitá tanto del centro Carter nella persona dello stesso Jimmy Carter come della OEA nella persona del suo segretario generale Cesar Gaviria dimostratosi indegno di rappresentare la imparzialitá di una organizzazione internazionale.

Oggi, il,cadavere del referendum del 15 di Agosto 2004, evento che tante vite sangue e lacrime costó al popolo del Venezuela giace insepolto perché giustamente colui che ne scavó quella notte frettolosamente la tomba un anno esatto dei fatti nell'intento di scalare con la piú bassa adulazione le vette del potere lo ha in realtá riesumato inondando del fetore piú pestilenziale una pseudorivoluzione che esiste solo nella prepotenza e ingiustizia dei suoi creatori.

Quale fede possono avere gli elettori in un organismo come il Consiglio Naziolale Elettorale il presidente del quale é incapace di gestire la pubblicazione di un semplice libretto ? Colui che dovrebbe gelosamente custodire i valori politici della nazione puó errare in una semplice peró compromettente adulazione cartacea ?

Non esiste il delitto perfetto, il delitto non paga e meno quando si uccide la giustizia e la libertá. Forse l'inganno potrá per un tempo coprire le tracce e dissipare la orrenda pestilenza peró un giorno, qualunque giorno la evidenza appare nel suo tragico splendore e il popolo non saprá né potrá perdonare.

Maria Luz FdC

Tuesday, August 16, 2005

VENEZUELA LIBRE

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Caracas 15 Agosto 2005

L'IMPERO NON CONTRATTACCA

Nonostante tanto in Europa come negli Stati Uniti siano giorni dedicati alle vacanze estive o forse giustamente per questo il lider rivoluzionario e presidente del Venezuela Hugo Chavez ha lanciato le sue frecce piú avvelenate contro l'impero statounitense e ancor piú dirette al governo del vicino paese.

Durante un prolungato e acceso discorso pronunziato nel ambito degli incontri della gioventú comunista, incontri appena svoltisi in Caracas Chavez ha lanciato le fatidiche parole che sicuramente faranno riflettere tanto alla parte piú sensibile del gabinetto di G.W.Bush come agli alleati piú vicini, Colombia e parte del centro america zona con la quale gli USA hanno recentemente firmato il famoso trattato di collaborazione economica e commerciale CAFTA.

" La rivoluzione bolivariana non puó assolutamente convivere con l'impero capitalista del nord " affermava " L'uno esclude forzosamente l'altro per cui la nostra sopravvivenza é strettamente legata alla caduta dell'impero e della globalizzazione "

Parole indubbiamente molto pesanti pronunziate difronte a 15 mila giovani scalmanati e acclamanti riportando i ricordi ai tempi degli accesi discorsi pronunziati dal suo maestro Fidel Castro il quale nonostante il ripetuto appoggio della ex unione sovietica non giunse mai a minacciare direttamente il poderoso vicino.

Se tali parole, tali minacce fossero state lanciate da un lider con alcuna credibilitá nel mondo e nello stesso continente sicuramente oggi la maggior parte degli abitanti del Venezuela starebbe scavando profondi rifugi pensando alle scene viste in diretta dei bombardamenti di alcune cittá irakene, peró fortunatamente le " sbruffonate " lanciate alla folla e all'etere dal super-rivoluzionario sono solo parte di un comportamento compulsivo senza maggior importanza.

Senza dubbio la Signora Condolezza Rice la quale conosce molto bene la profonditá filosofica del presidente giá che é stata piú volte bersaglio delle sue critiche per nulla calalleresche ha consigliato al presidente Bush di assumere l'impasse diplomatico senza dargli il minimo peso.
Le vere minacce, quelle che si traducono in autentico pericolo sono ben diverse e sicuramente mai gridate difronte ad un uditorio unicamente per strappare applausi a un pubblico solo entusiasta di far parte di qualcosa, qualunque essa sia.

Non ci preoccupiamo pertanto, Brancaleone come sempre non partirá per la crociata, si accontenterá di bradire lo spadone e arringare la folla. per lui piú che sufficente. Ancora una volta l'impero non contrattacherá

Grazie e Buon ferragosto

Maria Luz FdC

Saturday, August 13, 2005

VENEZUELA LIBRE

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Caracas 12 Agosto 2005

NO, SENZA PLATEA NON VADO !

Secondo le dichiarazioni rilasciate dal nostro Ambasciatore Carante il lider rivoluzionario e presidente della republica bolivariana del Venezuela ex tenente colonnello Hugo Chavez Frias ha rinuziato allo storico appuntamento a Monte Sacro in Roma dove era prevista la inaugurazione di un centro studi bolivariano, una statua al liberatore di america e la cuspide dell'atto nel giuramento che avrebbe pronunziato lo stesso Chavez ripercorrendo i passi dell'eroe immortale sud americano.

Peró qual prima donna il presidente ha preferito abbandonare i compromessi storici con l'Italia per due evidenti ragioni:

- Il 15 di Agosto, data prevista per la cerimonia a Roma non ci sono nemmeno i superconosciuti gatti, forse cercando bene qualche magro ronzino con relativa carrozzella e cocchiere entrambi sprofondati nella classica pennichella in attesa di qualche turista che affogato dal calore cerca refrigerio sotto l'obrellone del cocchio. Qualcuno avrá soffiato all'orecchio del divo " Eccellenza ma lá a ferragosto non ci saranno manco i cani ".

In effetti senza pubblico delirando e osannando il novello " Veni,Vidi, Vici " non si muove soprattutto dopo la apertura del congresso della gioventú realizzato giustamente nella attualitá in Caracas, congresso nel quale ben 15 mila giovani invitati e provenienti da tutto il mondo hanno giurato il famoso " Morituri " fedeltá assoluta al lider della lotta anti-imperialista.
Assolutamente sensazionale, alla pari o addirittura migliore del omonimo film " Gladiatore ".

La seconda ragione é il leggero sapore amaro che ha lasciato nel palato di alcuni nostri parlamentari la sonora multa di 25 milioni di dollari imposta alla ENI per il mancato pagamento al fisco venezuelano di certe tasse magari chissá solo un pó dimenticate. Chiaro stá che il dall'alto del palazzo non si possono perdonare certe lagune e meno quando si intraprende un tour cornucopia in mano bagnando i compagni e tutti coloro che si piegano al sogno del novello liberatore con i petrodollari provenienti dal esorbitante prezzo del crudo.

In effetti giusto a tempo per sfuggire dall'abbraccio osannante delle giovani camicie rosse Hugo Chavez ha intrapreso il suo tanto amato periplo per il sud america visitando vecchi amici. In Uruguay, Argentina e Brasile si sono ripetute le scene di abbracci affettuosi sotto l'ombra degli accordi commerciali. Centomilioni quá, un contratto per varie navi lá, una strizzata d'occhio e un " non ti preoccupare fortunatamente ci sono io " al traballante presidente Lula in Brasile. Milioni e milioni di dollari nel fumo della propaganda pro bolivariana per la quale anche i 25 della Eni sono importanti.

Peró l'Italia ............? Non cé nessuno, Berlusconi poi non ne parliamo. Infine anche gli euro comunisti vanno al mare a rinfrescarsi le idee e alla fin fine ascoltando il privilegiato consiglio magari del nostro ambasciatore ha deciso: L'Italia ? Il Rubicone ? Meglio piú tardi con piú platea perché senza pubblico non mi diverto. Per adesso sono troppo occupato a sfilacciare le giá da tempo tese relazioni con l'arcinemico numero uno, il vero terrorista, un power ranger, un G.W:Bush.

Maria Luz FdC

Tuesday, August 09, 2005

VENEZUELA LIBRE

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Caracas 8 Agosto 2005

VENEZUELA, ELEZIONI A MOSCA CIECA.

Chi non conosce il famoso e infantile gioco della " Mosca cieca " ? Sicuramente molti, moltissimi, e tutti sanno che il giocatore al quale si bendano gli occhi potrá vincere solo se uno dei partecipanti lo permetterá giá che tutti vedono meno colui che deve, bendato, toccare qualunque altro partecipante. Difficile in realtá cosí come impossibile per la opposizione vincere una elezione in Venezuela.

Per ovviare a tale inconveniente la opposizione o meglio le organizzazioni civili ben diverse dai partiti politici hanno deciso di giocare ad astenersi dalle votazioni e vedi caso immediatamente la simpatia verso il partito del regime rivoluzionario sostenitore dell'ex colonnello Hugo Chavez é sceso da una quota di preferenza del 70 %, cifra indicata da varie inchieste precedenti ad un rachitico risultato elettorale dove solo il 25 % dei possibili votanti ha partecipato. Questo significa in termini numerici che l'egocentrico colonnello bolivariano ha sommato solo il 18 % dei voti giá che un 7 % appartiene a seguaci della maldestra opposizione politica.

Questo tragico risultato per il regime totalitario procubano installado dal lider rivoluzionario colpisce duramente le aspettative dello stesso Hugo Chavez il quale durante varie settimane e tutta la giornata di votazione ha speso centinaia di ore in trasmissioni televisive e radiofoniche in propaganda politica e tematica sui benefici di votare per la rivoluzione.

Nemmeno il famoso gioco della mosca cieca elettorale é servito. Il broglio utilizzato con successo durante il referendum revocatorio del 15 di Agosto del 2004 questa volta si é scontrato con la parete della scarsissima assitenza nonostante un intento di ultima ora per risalire la china prolungando il periodo concesso agli elettori per circa due ore tempo nel quale sono entrati ben 450.000 votanti secondo dichiarazioni dello stesso Consiglio Nazionale Elettorale. I risultati sono comunque scadenti per colui che aspettava il trionfo con oltre il 70 % dell'elettorato.

Come funzione il gioco della mosca cieca elettorale ? Quando un elettore entra per votare viene diretto ad una macchina che controlla se l'impronta digitale corrrisponde esattamente con i dati anagrafici indicati dal votante. In caso positivo un segnale viene inviato alla centrale controllata dal regime che registra il controllo avvenuto. A tal punto il presidente Chavez conosce immediatamente la situazione di ogni seggio elettorale circa il numero dei votanti cosa della quale non sono a conoscenza i partiti oppositori.

Il secondo passo dell'elettore sempre guidato dal personale incaricato dei seggi é quello di recarsi alla macchina automatizzata per votare e esprimere la sua volontá. La machina di votazione produce un contrassegno cartaceo nel quale appare il voto e questo verrá depositato nella apposita urna. La machina di votazione modello Olivetti é collegata alla centrale in mano del regime il quale automaticamente in tempo reale conosce la tendenza di ogni seggio e di ogni elettore giá che esiste una sequenza esatta in tutto il processo, sequenza alla quale l'elettore non puó sottrarsi.

Pertanto il presidente é a conoscenza ogni secondo della votazione seggio per seggio a differenza della opposizione la quale deve ricorrere alle informazioni raccolte alla uscita dei seggi, informazioni frammentarie e incorrette. Cosi come il giocatore bendato della mosca cieca deve ricorrere solo all'udito per localizzare gli altri i quali si muovono costantemente nel massimo silenzio possibile.

In tutte le elezioni dall'anno 2000 in avanti che Chavez si vanta avere stravinto si puó identificare un elemento comune, negli ultimi minuti prima della chiusura dei seggi si registra una grandissima affluenza di elettori tutti chiaramente a favore del regime rivoluzionario. Strano peró vero cosí come la trasmissione costante dei dati elettorali in tempo reale dalle macchine di votazione ai centri di controllo in mano al regime.

Questa volta data la altissima astenzione dei votanti il centro di controllo ha deciso prolungare il tempo di votazione per ben due ore permettendo la entrata di circa un 15 % di voti a partire dalle cinque di sera ora in cui normalmente i seggi sono deserti. Una eccellente strategia che avrebbe potuto funzionare se: Nonostante la gigantesca campagna di pubblicitá del governo, nonostante i premi in denaro offerti ai votanti per partecipare, le minacce delle squadre rivoluzionarie per cercare di convincere gli elettori la attitudione dei votanti si sia mantenuta di assoluta passivitá.

Complimenti agli osservatori internazionali i quali hanno tranquillamente dichiarato eccellente la gionata elettorale trascorsa nella piú assoluta pace.

Maria Luz FdC


Monday, August 01, 2005

VENEZUELA LIBRE

VENEZUELA LIBRE
Caracas 31 Luglio 2005

Lettera aperta al Ministro Mirko Tremaglia
cc. A coloro che considerano la uguaglianza un dirtitto fondamentale di tutti i cittadini.

Signor Ministro,

Oggi difronte agli occhi della umanitá smarrita una serie di eventi tragici obbliga tutte le nazioni e in particolare quelle economicamente piú forti a riconsiderare le politiche di immigrazione implementando rigidi controlli attraverso i quali si possa garantire la vita degli abitanti e la stabilitá delle istituzioni.

Molti di noi, nella necessitá di abbandonare la patria alla ricerca di migliori opportunitá, siamo stati obbligati, dipendendo dalle leggi e condizioni migratorie di ogni paese ospite, ad affrontare situazioni avverse che hanno minato la nostra salute ed oggi oramai alla soglia della vecchiaia soffriamo le conseguenze di tali sacrifici.

La costituzione e le leggi vigenti della Republica Italiana garantiscono la uguaglianza di tutti difronte allo stato il quale é obbligato a offrire ad ognuno di noi la garanzia e il rispetto indispensabile sia come cittadini cosí come esseri umani.

Non desideriamo Signor Ministro deambulare difronte alle porte delle Ambasciate o dei Consolati sollecitando aiuti, non vogliamo percorrere il cammino della mendicitá perché a questo somiglia il chiedere un aiuto nei momenti di necessitá.

Vogliamo mantenere il nostro orgoglio di emigranti, orgoglio che ci ha spinto dello stesso modo che spinge a coloro che ancora oggi attraversando il mare approdano a coste sconosciute in cerca di un miglior avvenire. Alcuni di loro Signor Ministro sono terroristi e sbarcano solo per scaricare l'odio accumulato sulle innocenti popolazioni locali, noi no, mai nessuno di noi emigranti per eccellenza ha causato terrore né esportato odio nonostate la molta violenza che abbiamo sofferto.

Il nostro piú sacro dovere é stato quello di difendere la nostra famiglia e la nostra patria inviando quando possibile il nostro sudore trasformato in valuta pregiata a coloro che solo in esso contavano per sopravvivere. Tutto ció Signor Ministro merita di essere riconosciuto e cosí come oggi l'Italia si preoccupa di garantire la sicurezza e il benessere dei cittadini residenti dovrebbe sentire l'obbligo di guardare con occhio benevolo coloro i quali meno fortunati soffrono lontani e obbligati a mendicare un aiuto.

Hanno diritto, Signor Ministro, hanno guadagnato il diritto di essere considerati, come avviene in altre nazioni, riconoscendo loro le pensioni sociali e i sussidi di invaliditá tanto necessari.
La ringrazio per la attenzione concessami e ringrazio tutti coloro che vorranno aderire alla crociata iniziata per riscattare i diritti degli emigranti i quali ben lungi dall'essere obbligati a mendicare devono essere onorati e rispettati.

Maria Luz de Caputi
Caracas Venezuela