VENEZUELA LIBRE
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Caracas 29 Giugno 2005
CASTRO CHAVEZ: RIUNIONE ENERGETICA
Oggi si é inaugurata la riunione energetica dei caraibi alla quale partecipano 17 paesi della regione e spalla a spalla i due lider rivoluzionari Fidel Castro e Hugo Chavez.
Durante tutta la settimana il regime venezuelano aveva smentito la partecipazione di Castro nella riunione durante la quale Hugo Chavez come presidente della nazione produttrice per eccellenza di idrocarburi avrebbe annunciato la nascita di una nuova organizzazione, PETROSUR dedicata alla commercializzazione del crudo nei mercati dei caraibi.
Non é difficile riallacciare questa nuova struttura commerciale con il recente inaugurato ufficio commerciale della petroliera satale venezuelana PDVSA nella isola di Cuba. Tale ufficio secondo quanto dichiarato allora in Cuba dallo stesso Chavez si sarebbe inacaricato di amministrare la distribuzione del petrolio venezuelano nei caraibi chiaramente sotto il controllo cubano.
Durante i discorsi di apertura Ali Rodriguez attuale ministro degli esteri del venezuela ex presidente di PDVSA annunciava che gli imbarchi di greggio ai vari paesi che compongono la zona geografica dei caraibi saranno dell'ordine dei 280.000 barili di greggio al giorno e saranno inviati con uno sconto preferenziale sul prezzo internazionale di circa 6 dollari ogni barile.
Seguiva alla lettera il principio imposto da Chavez durante la inaugurazione, principio particolarmente applaudito da Fidel Castro nel quale segnala che il petrolio non é da considerarsi come un semplice prodotto energetico con valore commerciale bensí una arma strategica per mezzo de la quale si imporrá una politica di aiuti ai paesi amici e di castigo a coloro che non compartono la visione rivoluzionaria.
La presenza di Fidel Castro che tanto ha intrigato i mezzi informativi nazionali ed internazionali si é chiarita nel pomeriggio di ieri quando scortato da aerei mirage della aviazione venezuelana é giunto a Puerto La Cruz cittá situata nell'oriente del paese a circa 400 kilometri della capitale Caracas. Ben 1500 uomini scelti delle forze speciali cubano venezuelane sono appostati tanto nella piccola cittá come nelle strade di accesso per garantire la sicurezza sia di Castro e ancor piú di Chavez il quale giá da tempo denuncia continui intenti di assassinato. Mania di persecuzione ?
La maggior parte delle piccole nazioni che popolano la area dei caraibi sono territori isolari di dimensioni ridotte che sopravvivono solo grazie al turismo internazionale. Nessuno di loro salvo Trinitá e Tobago hanno giacimenti che gli permettono la autosufficenza, non solo, i grandi complessi alberghieri costruiti con capitali stranieri sono enormi consumatori di energia utilizzata per alimentare le infrastrutture e permettere soggiorni di gran categoria ai visitanti.
Fidel Castro che da circa 40 anni cerca di impadronirsi della area geografica ha trovato in Chavez il complice perfetto utilizzando il ricatto energetico come cuneo e forzare cosí la entrata in una zona sino a poco dominio pressocché assoluto degli Stati Uniti. Tanto Castro come Chavez hanno dimostrato in tutte le riunioni la necessitá di creare gruppi consolidati anti nord americani e quello dei caraibi potrebbe rappresentare un grosso ostacolo all'attuale avvicinamento della Casa Bianca con il centro america attraverso di un accordo commerciale.
Indubbiamente nell'ambito energetico si complicano le cose per l'occidente. La recente vittoria della politica radicale islamica in Teheran crea un punto interrogativo sul futuro del greggio soprattutto in considerazione della amicizia che potrebbe stringersi piú in lá di ogni previsione fra una Venezuela rivoluzionaria e un'Iran intransigente. Entrambi sono definitivamente antiamericani e il ridurre lo spazio commerciale agli USA giustamente in terrtitori sino ad ora quasi esclusivi potrebbe produrre danni difficilmente calcolabili giustamente quando tanto la Cina come la India non mostrano segni di ridurre la loro fame energetica, appetito che ha portato i prezzi a limiti quasi stellari.
"Il petrolio non é un bene di scambio commerciale, é una arma strategica da usarsi come meccanismo di pressione" Queste le parole di Chavez alla apertura della riunione di Puerto la Cruz, cosa chiederá a cambio delle forniture preferenziali ??? Due cose, Odio e piú odio verso il gigante nord americano.
Maria Luz FdC
