VENEZUELA LIBRE

Thursday, June 30, 2005

VENEZUELA LIBRE

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Caracas 29 Giugno 2005

CASTRO CHAVEZ: RIUNIONE ENERGETICA

Oggi si é inaugurata la riunione energetica dei caraibi alla quale partecipano 17 paesi della regione e spalla a spalla i due lider rivoluzionari Fidel Castro e Hugo Chavez.

Durante tutta la settimana il regime venezuelano aveva smentito la partecipazione di Castro nella riunione durante la quale Hugo Chavez come presidente della nazione produttrice per eccellenza di idrocarburi avrebbe annunciato la nascita di una nuova organizzazione, PETROSUR dedicata alla commercializzazione del crudo nei mercati dei caraibi.

Non é difficile riallacciare questa nuova struttura commerciale con il recente inaugurato ufficio commerciale della petroliera satale venezuelana PDVSA nella isola di Cuba. Tale ufficio secondo quanto dichiarato allora in Cuba dallo stesso Chavez si sarebbe inacaricato di amministrare la distribuzione del petrolio venezuelano nei caraibi chiaramente sotto il controllo cubano.

Durante i discorsi di apertura Ali Rodriguez attuale ministro degli esteri del venezuela ex presidente di PDVSA annunciava che gli imbarchi di greggio ai vari paesi che compongono la zona geografica dei caraibi saranno dell'ordine dei 280.000 barili di greggio al giorno e saranno inviati con uno sconto preferenziale sul prezzo internazionale di circa 6 dollari ogni barile.

Seguiva alla lettera il principio imposto da Chavez durante la inaugurazione, principio particolarmente applaudito da Fidel Castro nel quale segnala che il petrolio non é da considerarsi come un semplice prodotto energetico con valore commerciale bensí una arma strategica per mezzo de la quale si imporrá una politica di aiuti ai paesi amici e di castigo a coloro che non compartono la visione rivoluzionaria.

La presenza di Fidel Castro che tanto ha intrigato i mezzi informativi nazionali ed internazionali si é chiarita nel pomeriggio di ieri quando scortato da aerei mirage della aviazione venezuelana é giunto a Puerto La Cruz cittá situata nell'oriente del paese a circa 400 kilometri della capitale Caracas. Ben 1500 uomini scelti delle forze speciali cubano venezuelane sono appostati tanto nella piccola cittá come nelle strade di accesso per garantire la sicurezza sia di Castro e ancor piú di Chavez il quale giá da tempo denuncia continui intenti di assassinato. Mania di persecuzione ?

La maggior parte delle piccole nazioni che popolano la area dei caraibi sono territori isolari di dimensioni ridotte che sopravvivono solo grazie al turismo internazionale. Nessuno di loro salvo Trinitá e Tobago hanno giacimenti che gli permettono la autosufficenza, non solo, i grandi complessi alberghieri costruiti con capitali stranieri sono enormi consumatori di energia utilizzata per alimentare le infrastrutture e permettere soggiorni di gran categoria ai visitanti.

Fidel Castro che da circa 40 anni cerca di impadronirsi della area geografica ha trovato in Chavez il complice perfetto utilizzando il ricatto energetico come cuneo e forzare cosí la entrata in una zona sino a poco dominio pressocché assoluto degli Stati Uniti. Tanto Castro come Chavez hanno dimostrato in tutte le riunioni la necessitá di creare gruppi consolidati anti nord americani e quello dei caraibi potrebbe rappresentare un grosso ostacolo all'attuale avvicinamento della Casa Bianca con il centro america attraverso di un accordo commerciale.

Indubbiamente nell'ambito energetico si complicano le cose per l'occidente. La recente vittoria della politica radicale islamica in Teheran crea un punto interrogativo sul futuro del greggio soprattutto in considerazione della amicizia che potrebbe stringersi piú in lá di ogni previsione fra una Venezuela rivoluzionaria e un'Iran intransigente. Entrambi sono definitivamente antiamericani e il ridurre lo spazio commerciale agli USA giustamente in terrtitori sino ad ora quasi esclusivi potrebbe produrre danni difficilmente calcolabili giustamente quando tanto la Cina come la India non mostrano segni di ridurre la loro fame energetica, appetito che ha portato i prezzi a limiti quasi stellari.

"Il petrolio non é un bene di scambio commerciale, é una arma strategica da usarsi come meccanismo di pressione" Queste le parole di Chavez alla apertura della riunione di Puerto la Cruz, cosa chiederá a cambio delle forniture preferenziali ??? Due cose, Odio e piú odio verso il gigante nord americano.

Maria Luz FdC

Monday, June 27, 2005

VENEZUELA LIBRE

VENEZUELA LIBRE
Caracas 26 Giugno 2005

VENEZUELA, MISSIONE MIRACOLO.

" Viaggio a Cuba, permenza in un centro clinico, operazione oculistica e infine ritorno glorioso alla patria di Bolivar il tutto per solo..............beh, essere rivoluzionario " Che ve ne pare ? Sembra quasi lo slogan di una agenzia di viaggi vero ? Invece si chiama Missione Miracolo e la reclamizza nientepopodimenoché il lider il vero, il proprio l'autentico messia bolivariano.

Definitivamente il potere del petrolio trasformato in trampolino e supporto alla personalitá di Hugo Chavez. " In Venezuela o meglio in sud america non esistiranno piú né invidenti né ignoranti ! La missione miracolo acompagnata dalla missione Robinson vinceranno tutti i mali " Chi puó resistere a offerte cosí tentatrici ?

Nel paese rivoluzionario non esistono piú poveri, con un solo colpo di spugna il regime ha risolto il problema. Come ha fatto ? La risposta é semplice: cambiando il metodo di classificazione della povertá. In Venezuela da oggi in poi la povertá non si misura solo sulla capacitá dell'individuo di creare ingressi per poter soddisfare le esigenze piú elementari, nel paradiso della rivoluzione la povertá si misura sulla possibilitá del cittadino ad accedere alle fonti gratuite o a prezzi sussidiati che il regime offre.

In poche parole un povero che di per sé non ha la capacitá di produrre sufficente ricchezza per soddisfare le sue esigenze piú elementari peró ha accesso alle missioni di educazione, assistenza medica, magazzini alimentari, centri di reclutamento politico-militare gentilmente offerti dal regime non é piú povero bensi passa nella categoria di coloro che godono di un indice di sviluppo umano soddisfacente. Che cosa si richiede per accedere a tali fonti di benessere ? Una sola essere fedeli alla rivoluzione o meglio essere socialisti della nuova era cioé bolivariani.

I poveri, quelli veri, coloro che si alimentano pescando nelle borse di spazzatura e che vivono sotto i ponti delle autostrade lo sono volontariamente. In effetti sarebbe sufficente abbracciare la nuova fede, la bolivariana, e il problema sarebbe automaticamente risolto. Se invece la loro coscienza o la formazione intellettuale o l'affanno di libertá e democrazia fosse piú forte della fame..........mah in tal caso non si pió parlare di poveri se no solo di matti.

In un battibaleno Venezuela é passata dall'essere una nazione vittima della povertá, della disoccupazione della prostituzione e del traffico di droga a un paese dove lo sviluppo umano ha raggiunto vertici piú che soddisfacenti e dove grazie all'apporto mai ricompensato a sufficenza di Fidel Castro puó offrire la miracolosa missione per curare imperfezioni oculari a un intero continente.

Ci chiediamo come un presidente che tanto offre alla nazione puó non essere amato o meglio come puó vivere tal individuo nel terrore di essere assassinato ? Gli intenti di magnicidio dichiarati da Hugo Chavez sono oramai incontabili peró questo ultimo rasenta il patetico. Durante la sfilata del 24 di Giugno giorno delle forze armate venezuelane la consuetudiraria marcia militare é stata trasferita dal campo di Carabobo, luogo dove tradizionalmemnte si effettuava al cortile di onore della caserma militare della capitale dove risiedono i battaglioni piú fedeli al presidente.

Nonostante tali misure di sicurezza alla termine della sfilata effettuata sotto un arco trionfale di cartone, triste replica di quello autentico situato nel campo di Carabobo, il capo del regime Hugo Chavez si ritirava dal cortile vestendo la sua divisa di colonnello dentro un carro armato e circondato da una barriera di guardaspalle che lo isolava dagli stessi soldati che partecipavano nella sfilata. Dio che pena ! Peró difronte al terrore che possa cadere l'unico simbolo della rivoluzione che tra l'altro é costato ben 350 mila milioni di dollari costruirlo cos'altro si puó fare. La soluzione sará l'aumento del 60 o 70 % concesso senza preavviso a tutti i militari appena dopo la sfilata ?

Non ci preoccupiamo, pronto il lider giungerá in Italia accompagnato dalla innumerabile carovana di ministri, consiglieri, giornalisti, adulatori, buffoni di corte e molte ma molte promesse addolcite con tanti ma tanti barili di petrolio. Difronte a tale spettacolo al quale Roma "Caput mundi" non era piú avvezza dai tempi del duce e dei fori imperiali la stessa fontana di Trevi si scgioglierá in applausi e il Colosseo l'arco di Tito, il Pantheon e la scalinata di Piazza Navona grideranno emozionati Viva, Viva il benefattore, Viva Viva la revolucion.

E gli spettatori, quelli veri ? I romani ? Non saprei, sará ferragosto e a Roma de sicuro nun ce staranno manco li gatti. Sará per questo che potranno ballá li sorci?


Maria Luz FdC

Friday, June 24, 2005

VENEZUELA LIBRE

VENEZUELA LIBRE
Caracas 23 Giugno 2005

ELDORADO ALLA VISTA !!!!!!!!

Nella placida notte di Caracas un drappello di italiani, intrepidi, avventurieri senza né macchia né paura si installavano nel palazzo presidenziale dove il prodigo lider rivoluzionario li ha graziosamente ricevuti.

Eldorado !!!! Gridavano alcuni. Oro, e di quello nero, sussurravano gli altri, tutti, tutti guidati dal prode ambasciator Carante mantello tricolore, elmo di scipio e soprattutto sguardo attento e vigilante. Discorsi fritti e promesse rifritte, Ospedali, povertá, bambini, impegno morale e soprattutto volontá indistruttubile dimostrata durante tanti anni in questa cara seconda mamma, pardon volevo dire patria. Scusate perché la mamma é mia e la patria é vostra. Peró sottovoce i sussurri: Paisá ma i sordi - Ma quali sordi quá ci sentono tutti rispondeva l'altro guardando sottecchi per non essere segnalato di traditore e squalido ribelle. Paisá ! - riprendeva - con la voce piú bassa - ma i quattrini, i contratti, i sub appalti quando arrivano.

Nomi ? É meglio non fare nomi tanto siamo tutti figli della lupa, chiaro nel senso buono, siamo tutti nati e allattati da una lupa che vedi caso cent'anni fá era Savoia, sessant'anni fá si chiamava duce, poi vabbé ha ricambiato di nuovo il fascio con la croce e meno male che vennero gli Yankees, si.........giusto quelli che oggi sono i nemici giurati nostri e vostri. -Lo giuro signor Lider, nemici giurati - Ahoooo.....nun se sa mai quello che ppó passá co stá gente - Grida paisá gida pure tu.

- Ma anche io caro amico - naso rosso, pochi capelli e occhi da falco - dicevo anche io ero con i rossi nel trevisano,molto amico di Togliatti e di Nenni, tutti noi, ragazzi si peró tutti comunisti chiaro - e continua - Io con i preti non ho mai mangiato sai !! Io i preti li mangiavo. Scampoli di ricordi dei films di Peppone e Don Camillo, chi se ne frega, l'importante adesso sono i finanziamenti, la fabbrica, i quattrini cioé l'eldorado nero, il tesoro bolivariano.

Dove abbiamo imparato a vivere ? Ma come italiani brava gente, lo dicono tutti, beh magari non tutti peró vivere si sappiamo e se no ci aggiustiamo. Abbiamo resistito alla caduta dell'impero, alla polverizzazione della penisola, alle occupazioni piú insolite, arabi, francesi, austriaci, spagnoli, perfino dei preti e poi figuriamoci noi agli Yankees gli abbiamo fatto fuori una nave Liberty completa da sotto il naso e qualcuno dubita che siamo nati sotto la lupa ?

Siamo quí perché questo é il paese dell'Eldorado, tutti lo cercano e noi vogliamo la nostra parte e poi per quello che costa ? Una strusciata come dicono a Roma, un alzata di pugno, un viva la rivoluzione mica ci compromette. Poi non é tutta colpa, il 15 Agosto il Lider magnifico giungerá all'ombelico del mondo da dove............ giustamente da Monte Sacro lancerá di nuovo il famoso giuramento. E le oche direte voi ? Si le famose oche romane a difesa dell'onore di chi realmente lo aveva ? Quelle oche capitaline che permisero il piú grande impero della terra che faranno ?

Poveracce, rosse per la vergogna se ne staranno nacoste pensando ai bei tempi, quelli di Marco Aurelio che lui si di onore ne sapeva. Paisá - mi ripete il vicino - io non cí'ho colpa, io nun magnavo co Togliatti né Andreotti, Longo o Nenni, peró quá ci stá l'oro nero e a mani piene -
Gritammo paisá !! Gritammo, dallé grida pure tu : Viva la rivoluzione.

In questa riunione io non c'ero e tu ?

Maria Luz FdC

Wednesday, June 22, 2005

VENEZUELA LIBRE

VENEZUELA LIBRE
Caracas 21 Giugno 2005

L'INGANNO SI RIPETE

Nuovamente si ripete l'inganno, il piano al quale tanto Hugo Chavez come il regime rivoluzionario hanno ricorso nei momenti importanti per chiudere tutte le uscite e soffocare ogni grido di protesta.

In effetti ogni qual volta il presidente del Venezuela viaggia all'estero per partecipare ad una delle tante inutili riunioni alle quali sembra affezzionato i gerarchi del regime o meglio i vassalli della rivoluzione lanciano nel parlamento oramai ridotto a una entitá totalmente dipendente del potere centrale le nuove leggi per essere approvate in un unica maratonica sessione.

Hugo Chavez intrattiene gli ospiti alla riunione in Uruguay offrendo come sempre lo spettacolo rutilante di idee, allegorie rivoluzionarie, fuochi artificiali a base di petrolio offerto con super sconti e pagamenti come diremmo noi alle calende greche. Il solito coniglio nel cappello che oramai tutti conoscono e attendono con ansia come se si trattasse di un novello babbo natale peró questa volta senza slitta né renne bensí accompagnato dalla immancabile fanfarra di camice rosse osannanti e da squallidi giornalisti ripetendo una e mille volte le stesse domande preparate come in un libretto teatrale.

Tutti i presidenti e i relativi paesi del Mercosur sono affamati di energia e soprattutto di quella a buon prezzo della quale puó dipendere la loro permanenza nel potere, se a cambio di questo debbono subire l'oramai stravecchio discorso bolivariano condito con grida rivoluzionaria behhh...... forse ne vale la pena. Se poi devono essere complici nel coprire i misfatti che avvengono nel paese del bengodi petrolifero nulla di male , l'importante é che nel momento della veritá non saranno insudiciati se non dal ricordo personale di ciuascuno di loro.

Mentre pertanto Hugo Chavez prendeva la ennesima sbronza di potere in Uruguay il parlamento locale oggi provvederva alla approvazione per direttissime di due leggi determinanti per il futuro della rivoluzione.
- RIFORMA DEL CODICE PENALE - Si tratta di una riforma parziale del codice penale di recente applicazione, solo pochi mesi, nel quale sono stati inseriti articoli nuovi destinati a castigare la delinquenza organizzata. Uno degli articoli definisce come crimine organizzato la cospirazione contro lo stato e pertanto contro le imprese statli o parastatali.
Si definisce come cospirazione tutto ció che possa ostruire il buon funzionamento di tali imprese come per esempio lo sciopero generale.
Tradotto in linguaggio comprensibile agli italiani ogni volta che i ferrovieri o i piloti o il personale di aereoporto, macchinisti ecc entrano in sciopero quí in Venezuela verrebbe considerato come cospirazione e la pena applicata sarebbe secondo il nuovo codice di 18 ( DICIOTTO ) anni di carcere.

Questo ci ricorda lo siopero generale del personale qualificato della petroliera nazionale PDVSA che tanti problemi causó al lider rivoluzionario. Se ció succedesse oggi coloro che allora furono castigati con il licenziamento in tronco e perseguitati oggi sarebbero condannati a una pena quasi equivalente ad un omicidio. Per quale ragione Chavez ha richiesto espressamente un cosí drastico indurimento delle leggi e delle pene ? Tutti oramai sappiamo che sia la personalitá del lider sia la strategia rivoluzionaria si basano sul potere energetico della nazione e sugli intercambi petrolio/ ideologia che utilizza a piene mani.

La seconda legge approvata per direttissima é quella riguardante il Banco Centrale la quale prevede che ben 5.000 milioni di dollari passeranno dalla riserva internazionale alla discrezione del regime non solo, da ora in avanti il ricavato per la esportazione di crudo non sará interamente gestito dal Banco Centrale come avveniva, una parte passerá direttamente al regime il quale destinará gli introiti secondo le necessitá superando cosí la barriera del controllo stabilita dallo stesso Banco Centrale.

Questa seconda legge permetterá a Chavez riversare una ingente quantitá di fondi senza previa autorizzazione per finanziare le cosiddette missioni che cosí eccellenti risulti gli dettero nel passato. Denaro a cambio di voti, denaro mascherato sotto il nome di missioni della educazione, del lavoro, della salute, della alimentazione. Si avvicinano le nuove elezioni e la rivoluzione si é imposta una meta, quella di raggiungere il 70 % dei voti per soddisfare la ansia di gloria del suo lider: Quanto petrolio sará necessario per raggiungerla ?

Maria Luz FdC

Saturday, June 18, 2005

VENEZUELA LIBRE

VENEZUELA LIBRE
Caracas 18 Giugno 2005

EPPUR SI MUOVE !!

Una storica esclamazione difronte a un mondo incredulo, esiste si e si muove pure, serpenteggia sotto un mantello di ipocrisia il fetore della corruzzione.

Una settimana imbevuta di scandali, ordini e contr'ordini nella repubblica piú bolivariana e rivoluzionaria di tutto il continente sud americano la rossa anzi rossissima Venezuela. Dopo la precipitosa chiusura del comando numero 8 della Guardia Nazionale di stanza ai confini amazzonici sotto accusa di corruzzione e abuso di potere il presidente Hugo Chavez condannava alla estinzione il corpo di intelligenza e contro intelligenza dello stato DISIP a causa della fuga dalle sue carceri di un notissimo narcotrafficante e guerrigliero colombiano, conosciuto mafioso specializzato per cambiare la cocaina in dollari e di nuovo in armi per rifornire i compagni in lotta.

Terminava la settimana con un nuovo annunzio circa il ripristino di alcune unitá della Guardia ai confini selvatici della nazione con il vicino Brasile peró lo stesso ministro degli interni dichiarava la chiusura della polizia politica famosa negli ultimi tempi per la spietata repressione alla opposizione democratica dichiarando che la stessa a parte di riprendere il suo ruolo originale come strumento di contro spionaggio sarebbe apparsa con un nuovo direttore, militare chiaramente e un nuovo nome. Sará forse una copia della macabra G2 cubana ? Probabilmente e per questo si stanno addestrando i battaglioni di riservisti bolivariani.

A questo si aggiungeva nella giornata di ieri la esplosione di due " niples " bombe di scarsa potenza e di fabbricazione domestica che da noi sarebbero chiamati triki-traki. Nessun persnaggio di rilievo é stato involucrato nei fatti peró il ministro degli interni si é affrettato a supporre la stretta relazione della opposizione con i suddetti esplosivi affermando " Non vengano poi a piangere per i prigionieri politici " riferendosi a una marcia avvenuta nei giorni scorsi in difesa di quei poveracci prigionieri da anni per aver commesso delitto di opinione.

Né le stravaganze dell'ex colonnello nell'ambito militare con la chiamata promozione Fidel Castro che ha lasciato allibiti a piú di un alto ufficiale delle forze armate, né il vá e vieni delle accuse contro la guardia nazionale né la fuga del colombiano e relativa chiusura della polizia politica né infine la opera di teatro , questa volta internazionale montata intorno alla estradizione del supposto terrorista Posada Carriles é servita a distrarre la attenzione dal tema principale che striscia nel regime rivoluzionario e lo stá distruggendo lentamente peró sicuramente, la corruzzione.

Ancora oggi dopo mesi di lotta, di interrogazioni, investigazioni, affermazioni, negazioni ecc ecc non si puó stabilire quanto petrolio produce la petroliera statale PDVSA. Ugo Chavez ha affermato che la produzione oscilla intorno ai 3.2 milini di barili al giorno, fonti ufficiali della OPEC indicano la produzione di 2.6 milioni mentre le agenzie mondiali della energia affermano che Venezuela produce circa 2.4 milioni. Tali cifre paragonate a quelle anteriori all'anno 2002 data in cui la rivoluzione fagocitó alla petroliera licenziando in tronco circa 20.000 dipendenti riportano una caduta di oltre 600.000 barili giornalieri.

Per far fronte alla mancanza di liquiditá nei mesi che precedono alle elezioni, mancanza causata giustamente dalla caduta della produzione di greggio e dalla pessima gestione della societá il regime ha deciso approvare per maggioranza semplice una riforma costituzionale e poter disporre di parte dei fondi disposti come riserva internazionale nel banco centrale. Tale legge permetterá a Chavez disporre di circa 10 mila milioni di dollari da dedicare alla sua campagna tanto dentro come fuori del paese per accelerare da un lato la conquista idelogica del continente sud americano e dall'altro assicurarsi le basi nazionali nelle prossime elezioni sia amministrative che presidenziali.

Oggi, libretto degli assegni in mano il lider bolivariano partirá per la riunione del Mercosur ad effettuarsi in Uruguay dove ha giá proposto interessanti intercambi di enegia e ideologia acompagnati dalla cubanissima " Missione Miracolo " sulla quale informeremo prossimamente.

Maria Luz FdC

Wednesday, June 15, 2005

VENEZUELA LIBRE

VENEZUELA LIBRECaracas 14 Giugno 2005

GIOCHI PERICOLOSI.

Le notizie che ricorrono il Venezuela in queste ultime ore causano certamemte tremiti e brividi fra coloro che cercano di equilibrare la politica nel continente sud americano. Notizie che considerate di per sé sono indicative poi riunite in un unico scacchiere si trasformano in giochi realmente pericolosi.

Le ricordiamo brevemente:
- Nella usuale trasmissione del programma presidenziale Hugo Chavez ha attaccato gli Stati uniti per ben sette ore consecutive giungendo alla conclusione che se questi non accederanno alla estraditazione di Posada Carriles profugo da oltre trent'anni di una carcere venezolana si giungerá probabilmente a una rottura delle relazioni diplomatiche.
- Nello stesso programma Chavez annunciava emozionato che una promozione militare di gran importanza per le forze armate venezuelane giá che determina le promozioni di ufficili di alta graduazione verrá inaugurata e avrá il nome di Fidel Castro. Non possiamo dimenticare che negli anni 60 Castro sbarcó con il suo esercito in Venezuela per occuparla e instaurare un governo filocubano, invasione che causó centinaia di morti nelle file dell'esercito venezuelano.
- Solo ieri forze militari occupavano posti di controllo negli stati Bolivar e Amazona, immense regioni del sud del Venezuela. Tale occupazione alla quale si aggiunge la smobilitazione di un intero contingente di Guardie Nazionali ( Polizia militarizzata ) fá temere la eliminazione della stessa per essere sotituita dai battaglioni di riservisti.

Cosa potrebbe significare la eliminazione del corpo "Guardia Nazionale" ? Secondo gli esperti in temi militari e di coloro che hanno seguito la traiettoria del lider rivoluzionario sin dall'anno 1992, anno in cui intentó impadronirse del potere per mezzo di una rivolta armata Hugo Chavez dichiaró apertamente essere contrario al corpo della Guardia Nazionale e che se la rivolta avesse avuto il successo sperato i piani a breve termine comprendevano la eliminazione di tale corpo armato il quale in realtá fú quello che partecipó attivamente a sonfiggere tanto le truppe castriste nel 60 e la ribellione chavista nel 92.

Il presidente e il partito rivoluzionario al potere non si fidano delle Guardie Nazionali e preferiscono sostituirle con il corpo di riservisti bolivariani, truppe di assalto altamente ideologizzate e abilmente nascoste fra la popolazione civile. Tali truppe che secondo il regime dovrebbero raggiungere presto i due milioni saranno la chiave della guerra asimmetrica che la rivoluzione ha preparato contro la opposizione interna e qualunque ingerenza straniera.

Come accadde nell' Aprile dell'anno 2002 Hugo Chavez ha lanciato sul tappeto una chiara provocazione. Allora fu diretta alla petroliera statale PDVSA con la nomina di un nuovo presidente il quale generó le condizioni per uno sciopero generale del settore e grazie al quale il lider rivoluzionario potette eliminare oltre 20.000 fra dirigenti e impiegati dimostratisi poco fedeli alla ideologia bolivariana. Oggi, la proposta di nominare come padrino della nuova ufficialitá a Castro, un dittarore arcinemico della libertá e della democrazia, potrebbe causare la ribellione e pertanto la immediata espulsione di coloro che non concordano con la forma assolutista e dittatoriale del gerarca cubano. Sarebbe insomma un nuovo colpo di spugna sulle forze armate per eliminare gli ultimi residui di democrazia e di meritocrazia se tuttora esistono.

Mentre le notizie sulla corruzzione emergente nel governo e sulla petroliera sono all'ordine del giorno al punto che le cifre di produzione dichiarate dallo stesso Chavez sono incompatibili con la realtá e con i dati offerti tanto dalla OPEP come dagli operatori internazionali il regime continua a gonfiare la vela del caso Posada Carrile caso che risale agli anni 70 e che solo ora stá riesumando per creare una burrasca a livello diplomatico. Sará come sempre per avvolgere con il solito gioco di luci e ombre il Venezuela e la sua penosa realtá quotidiana ? Sembrebbe peró questa volta i giochi potrebbero trasformarsi in realmente pericolosi

Maria luz FdC

Thursday, June 09, 2005

VENEZUELA LIBRE

VENEZUELA LIBRE
Caracas 8 Giugno 2005

DEMOCRAZIA O ELECTOCRAZIA ?

Tutti i personaggi legati al regime bolivariano instaurato in Venezuela nel 1999 anno in cui l'ex colonnello Hugo Chavez é arrivato alla presidenza della republica hanno come missione prioritaria quella di ripetere costantemente che il governo rivoluzionario é assolutamente democratico grazie alla supposta maggioranza dei voti raccolti nelle varie elezioni.

Qualcuno puó dimostrare il contrario ? Certamente no, il regime rivoluzionario bolivariano si é imposto in tutte le chiamate ai votanti e questo permette tanto a Chavez come al suo apparato di propaganda affermare di seguire alla lettera le regole democratiche come recentemente accaduto per voce del ministro degli esteri Alí Rodriguez durante il suo intervento nella OEA.

Un mistero ? No, un semplice gioco di figure inventato da Fidel Castro per sconfiggere la democrazia nel continente sud americano laddove nei lontani anni 60 e 70 non potette la forza delle armi rivoluzionarie cubane. Una strategia politica affilata in vent'anni esattamente quelli che sono stati necessari al militare Hugo Chavez per giungere al potere.

Come funziona ? É semplice, quasi elementare peró difficile da immaginare giá che sono necessari elementi fondamentali tali come la povertá, politici mediocri, un sistema statale fragile e facilmemente corrompibile, e infine uno stato omnivoro e gestore delle ricchezze nazionali. Tutti gli ingredienti indicati sono presenti nel sud america continente dove come reazione immediata alle terribili dittature militari si é passato a governi di tipo socialista e con predisposizione a nazionalizzare tutte le risorse nazionali.

Nel caso particolare del Venezuela la nazione nell'anno 1998 era governata da un presidente impopolare e da partiti politici i quali non erano capaci di instaurare un autentico e sincero dialogo con il cittadino medio né con le classi piú umili. Hugo Chavez ex militare ribelle condannato nel 1992 per sollevazione armata era pronto ad attuare nel piano politico questa volta guidato da Fidel iniziando l'attacco alla propria struttura democratica del paese. Indubbiamente la ribellione fallita del 92 aveva lasciato ferite aperte peró il successivo presidente Rafael Caldera non ha saputo adottare i correttivi necessari lasciando cosí aperta la porta al bolivarianismo rivoluzionario.

Una volta giunto al potere immediatamente Chavez rinnova la costituzione nazionale e lancia le prime radici per penetrare i poteri pubblici piú significativi, la magistratura, la forza armata e la chiave della democrazia, il potere elettorale che dovrebbe essere il vero arbitro imparziale e sicuro sul quale riposa il proprio concetto della democrazia.

Da allora il cammino é stato contrassegnato da due fattori che di per sé chiariscono la strategia castrista. Mai il Consiglio Nazionale Elettorale ha permesso ai partiti oppositori una reale vigilanza dei metodi utlizzati nelle successive elezioni al punto che le liste degli elettori sono improvvisamente e inspiegabilmemte aumentate laddove il regime poteva esercitare una forte pressione politica e pertanto un controllo reale dei votanti. Tali irregolaritá piú volte segnalate da alcune organizzazioni non governative come SUMATE sono cadute nel vuoto non solo grazie al assoluto e totale dominio della magistratura per parte del regime rivoluzionario vari fra coloro che segnalarono le irregolaritá e i brogli oggi sono oggetto di persecuzioni e rappresaglie.

Bisogna rioconoscere che buona parte della popolazione ha combattuto apertamente la tendeza del regime a fagocitare le strutture statali. In effetti durante gli anni 2002,2003 e 2004 violenti disturbi sono sfociati in decine di morti, centinaia di feriti senza contare coloro che arrestati sono stati sottoposti a torture o sono ancora detenuti sotto accuse prevalentemente politiche. Nonostante le forti reazioni popolari la pressione esercitata dalle forze armate pienamente appoggiata dalla magistratura hanno soffocato per il momento ogni possibile ritorno alla vera democrazia.

Povertá e corruzzione sono la chiave con la quale Fidel Castro ha aperto le porte del sud america alla dittatura mascherata sotto il mantello del nuovo socialismo. Il regime rivoluzionario bolivariano ha investito nell'operazione ben 350.000 milioni di dollari parte dei quali é servita per creare e sostenere la figura del lider e il resto per corrompere le giá deboli istituzioni dello stato. PDVSA, la petroliera statale lo ha permesso con le sue esportazioni di crudo e difronte alla negativa di alcuni dei suoi dirigenti negativa dimostrata con uno sciopero nazionale nell'anno 2004 il regime provvedeva a licenziare in tronco ben 20.000 dipendenti molti dei quali piú volte perseguitati sono oggi profughi in altri paesi o disoccupati.

Vorrá Bolivia seguire lo stesso cammino ? Evo Morales lider cocalero e capo della organizzazione di opposizione ha creato le condizioni come fece Chavez in Venezuela nell'anno 92. Saprá il debole governo boliviano resistere alla pressione ? Difficle dirlo peró giá da tempo é noto l'aiuto ideologico e finanziario del regime venezuelano al partito di Evo Morales e per il momento solo gli USA lo hanno denunziato, quale sará la posizione della EU nella complñicata situazione boliviana ? Probabilmente nessuna come sempre.

Maria Luz FdC

Thursday, June 02, 2005

VENEZUELA LIBRE

VENEZUELA LIBRE
Caracas 1 Giugno 2005

SUMATE, BERSAGLIO PERFETTO.

La agenzia EFE trasmette la notizia che riportiamo in calce:

Caracas, 1 jun (EFE).- El canciller de Venezuela, Alí Rodríguez, dijo hoy que en América Latina existe "mucha preocupación" ante la posibilidad de que el conflicto entre Caracas y Washington "alcance un punto de no retorno" y traspase fronteras.

"Caracas 1 Giugno 2005 EFE Il ministro degli esteri del Venezuela Alí Rodriguez ha detto oggi che in sud america esiste profonda preoccupazione difronte alla possibilitá che le relazioni fra Caracas e Washington arrivino a un punto di rottura tale dal quale non sia possibile un ritorno e possa oltrepassare le frontiere nazionali"

Tali gravi dichiarazioni sono ovviamente dovute alla visita di Maria Corina Machado, direttrice della ONG Sumate alla casa bianca dove é stata ricevuta personalmente dal presidente nord americano G.W.Bush.

In realtá la Organizzazione Non Governativa SUMATE ha collaborato con la opposizione democratica venezuelana sin dai giorni in cui la Coordinadora Democratica lanciava un intento di referendum consultivo sulla permanenza o meno dell'attuale presidente ex colonnello Hugo Chavez.

In qualitá di esperti nelle strutture statistiche e nei sistemi di controllo per computer la ONG é stata sempre al lato degli oppositori al regime rivoluzionario insistendo sull'incorretto maneggio delle liste elettorali utlizzato dal regime chavista attraverso il Consiglio Nazionale Elettorale falsando cosí i risultati tanto della raccolta delle firme necessarie come dei conteggi definitivi nei quali risultó l'attuale presidente riconfermato.

Particolarmente attiva la incaricata delle relazioni di SUMATE, la giovane Maria Corina Machado ha svolto un eccellente lavoro di penetrazione tanto a livello nazionale come internazionale riunendosi giustamente per esaminare i gravissimi inconvenienti sofferti dalla democrazia venezuelana con alcuni dei piú importanti capi di stato tanto come Spagna e Chile, con rappresentati politici di varie nazioni europee cosí come del Canadá ed ora gli Stati Uniti.

Grazie alla sua eccellente formazione professionale e chiarezza nella visione politica Maria Corina Machado é riuscitá a creare un quadro delle difficile situazione alla quale é sottoposto il popolo venezuelano, situazione dovuta alla totale sottomissione dei poteri pubblici come il potere elettorale, la magistratura e le forze armate al regime e in particolare allo stesso lider rivoluzionario Hugo Chavez la cui forma di governo é ogni giorno piú vicina al modello castrista.

La riunione della signorina Machado con il presidente G.W.Bush é stata giustamente la occasione per ricalcare al governo nord americano la debolezza delle strutture democratiche in Venezuela e le possibili ripercussioni a livello continentale dove alle difficili situazioni economiche si potrebbero sommare imprevedibili tragedie politiche come la cubana che sopravvive sotto una dittatura feroce da oltre 45 anni.

La unica reazione del regime venezuelano alla notizia dell'incontro é stata quella di attaccare ferocemente tanto la ONG SUMATE dichiarandola nemica della patria e personalmente contro Maria Corina Machado la quale giá catalogata come nemica del popolo verrá accusata di ribellione contro lo stato in un processo che gli era stato aperto nell'anno 2004 appena dopo il referendum.

Tanto piú violenta sará la repressione tanto maggiore é stato lo sforzo prodotto da Hugo Chavez e dai sui piú fedeli collaboratori per essere ricevuto nella casa bianca tanto dall'anteriore presidente come dell'attuale giá che entrambi hanno rifiutato sempre qualunque tipo di contatto.
Durante tutti gli incontri internazionali ai quali hanno partecipato tanto Clinton come Bush e Chavez quest'ultimo non é mai riuscito ad ottenere la possibilitá di un incontro cosa che Maria Corina semplice rappresentante di una ONG é riuscita rapidamente a concretare.

Il prossimo bersaglio che sicuramente dará al lider bolivariano un travaso biliare sará la partecipazione di SUMATE nella prossima riunione della Organizzazione degli Stati Americani a realizzarsi prossimamente in Florida USA. L'invito fatto ad alcune ONG americane fra cui SUMATE ha causato la ira dell'ambasciatore del regime presso la OEA. In effetti nonostante una franca opposizione a tale partecipazione di tutto lo staff governativo venezuelano alla partecipazione di SUMATE la OEA ha ratificato la sua presenza.

Indubbiamemnte le parole del ministro degli esteri Alí Rodriguez ci fanno ricordare di nuovo la madre di tutte le battaglie o meglio la guerra santa questa volta protagonizzata dalle nazioni sud amricane contro gli odiati Yankee. I fatti parleranno peró a giudicare dalle reazioni in Venezuela il siluro SUMATE lanciato da Bush ha messo in cirsi la nave rivoluzionaria

Maria Luz FdC