VENEZUELA LIBRE

Tuesday, May 31, 2005

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Caracas 30 Magggio 2005

RIVOLUZIONE BOLIVARIANA: OBBIETTIVO POVERTÁ.

Le statistiche del profilo sociale e demografico del Venezuela dimostrano un drammatico aumento della povertá ma ancor piú tragica é la cifra di coloro prima appartenenti alla classe media oggi definitivamente schiacciati dalla politica rivoluzionaria agli strati piú poveri della popolazione.

I quadri statistici elaborati dalla impresa Datos una delle piú importanti della nazione confermano che a partire dell'anno 1998 la classe media cioé quella a cui appartengono coloro che hanno raggiunto un livello socio economico accettabile si é ridotta del 7% passando da un 30 a un 23 % mentre le classi piú abbienti, quelle formate da commercianti e professionisti si sono ridotte a uno sparuto 4-5 %. In cambio la classe piú umile che include la povertá critica e la povertá é aumentata di ben sette punti passando dal 51 al 58 %.

Molti si chiedono come é possibile che dopo sette anni di governo il regime rivoluzionario guidato dal ex colonnello ribelle Hugo Chavez possa vantare una inconsueta popolaritá que ronda un 60 %. Missione impossibile o semplice questione matematica ? La risposta é da ricercarsi nella nuova struttura che la rivoluzione é riuscita a dare alla nazione sud americana.

Giá prima del referemdum del 15 di Agosto del 2004 la scala sociale si era mossa verso il basso generando una quantitá importante di poveri pertanto di persone soggette alla manipolazione economica e politica. Nella campagna lampo lanciata nei mesi che precedettero la votazione il regime lanció tutta una serie di aiuti o sovvenzioni destinati giustamente alle classi piú debilitate dalla terribile situazione economica.

Battezzate dalle stesso Chavez " Le missioni "si tratta in realtá di sovvenzioni che sotto il manto della educazione, del cooperativismo, della anacronica autarchia, o del lavoro assegna ad ogni partecipante una borsa di stuidio o di partecipazione che gli permette comperare in una rete di distribuzione statale i beni fondamentali di consumo cioé gli alimenti. Evidentemente se i beneficiati di tali aiuti acquistassero gli stessi prodotti o alcuni similari nel commercio tradizionale non potrebbero soddisfare la minima necessitá alimentare ed é per questo la rete Mercal creata dal regime rivoluzionario e gestita direttamente dal partito offre ai sipatizzanti i prezzi definiti come di solidarietá.

Crear poveri e soddisfare poi le loro esigenze minime é parte della strategia che ha consentito al lider rivoluizionario creare una piattaforma di voti oscillante fra il 55 e il 60 % cifra che gli permetterá nelle prossime elezioni aministrative e soprattutto nelle presidenziali previste per l'anno 2006 poter contare con una solida base di sostegno popolare.

Non é certo una strategia nuova, dall'ascesa al potere del dittatore cubano Fidel Castro si applica nella isola e funziona perfettamente da oltre 40 anni. La Unione Sovietica di Stalin e la Cina maoista hanno utilizzato la stessa strategia con identici risultati. Controllare la produzione dei beni esseziali, regolarne il prezzo e la distribuzione, creare una base di povertá dá al governo uno strumento di controllo della popolazione difficilmente superabile.

Colui che produce ricchezza é considerato un nemico dello stato e pertanto del popolo. Colui che usufruisce della ricchezza creata vá contro il sistema proletario e pertanto deve essere eliminato in una societá dove vige uguaglianza. Colui che produce ricchezza grazie allo sforzo personale e alla sua capacitá é da considerarsi un nemico della patria giá che il concetto della meritocrazia non puó far parte di uno stato socialista nel quale la legge primordiale é produrre per fini politici e non per scopi economici.

Ogni qual volta le statistiche riportano un crescimento dei gruppi sociali piú fragili cioé i poveri aumenta la quantitá di voti che entreranno nelle urne a favore del regime. Potrebbe essere considerato insolito in una democrazia moderna dove é vigente il segreto elettorale peró in Venezuela il Consiglio Supremo Elettorale ha messo a punto un sistena di controllo denominato " Quaderni di votazione elettronici " dove sono schedati tutti i votanti e secondo la ONG SUMMATE una delle piú competenti del settore saranno individuate le preferenze politiche di ogni cittadino. Porte aperte al voto della paura.

Alcuni partiti della opposizione hanno deciso di partecipare alle prossime elezioni amministrative e uno di essi ha persino lanciato un candidato che si opporrá al lider rivoluzionario nelle presidenziali del 2006. Un passo indubbiamente difficile e pieno di interrogativi fra cui il piú evidente: Sará il candidato presentato da uno dei partiti oppositori solo uno strattagemma legale per dare legittimitá a un processo elettorale che altrimenti sarebbe privo di validitá e di contenuto democratico ?

Maria Luz FdC

Saturday, May 28, 2005

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Caracas 27 Maggio 2005

"SCORDAMMOCE 'O PASSATO"

Dopo una feroce campagna di stampa sui fatti e misfatti della petroliera nazionale PDVSA e una realmente isolita presenza del ministro e presidente della stessa nel parlamento il lider rivoluzionario Hugo Chavez ha iniziato di nuovo con la vecchia napoletanisssima e arciconosciuta sinfonia " Scordammoce o passato ".

La situazione della estrazione e raffinazione del crudo é assolutamente un mistero cosí como lo sono i fondi ricavati dalla sua esportazione. Migliaia di milioni di dollari ingoiati nella voragine rivoluzionaria, sparizione inspiegabile cosí come lo sono gli straordinari aumenti delle importazioni di vetture di super lusso di fabbricazione tedesca e molte di esse con blindaggio incluso. Realmente una strana coincidenza vero ? E a tutto ció il presidente della republica lancia e rilancia la storica frase " scordammoce o passato ".

É assolutamente insolito come dopo ben sette anni di governo il ministro della energia e presidente della petroliera scopra che alcuni contratti sono illegali e che le compagnie incaricate della estrazione d'accordo alle convenzioni sottoscritte con la impresa negli anni dal 94 al 2002 sono fuori delle norme stabilite dallo stesso governo. Cosí come risulta per lo meno assurdo che durante tutta la settimana Hugo Chavez ripeta in lunghe e tediosissime conferenze che é giunto il momento di voltare la pagina e dimenticare il passato, non solo che lui stesso sará il primo a farlo perdonando i suoi nemici.

Dimenticare .........? Questo é quello che vorrebbero tutti coloro che hanno infranto la legge. Peró il presidente insiste che "lui" é disposto a dimenticare. Sará forse che lui ha dimenticato i morti causati durante quei famosi giorni di Aprile del 2002 quando facinorosi appartenenti al partito rivoluzionario e membri delle forze armate sparavano sulla folla ? O avrá dimenticato i morti della Piazza Altamira o quelli trucidati durante le marce per la libertá, proteste contro la evidente parzialitá dimostrata dal Consiglio Nazionale Elettorale.

Vorrá forse scordarsi o far dimenticare a coloro che detenuti durante le manifestazioni furono torturati, picchiati selvaggiamente, bastonati a morte ? O magari vorrá chiudere la pagina amara sulle liste delle persecuzioni ? Le famose liste Tascon incaricate direttamente dalla presidenza della repubblica al diputato Luis Tascon per soffocare nella paura tutti coloro che gagliardamente avevavo votato a favore del referendum revocatorio presidenziale?

O meglio vorrá seppellire la veritá sugli oltre cento prigionieri politici che in attesa di un giudizio incerto languiscono nelle carceri della republica ? E se non fosse sufficente vorrá forse seppellire per sempre lo scandalo e la inefficenza della giustizia che da mesi si arrovella cercando un capro espiatorio per l'atroce delitto del procuratore Danilo Anderson ancora oggi avvolto nelle tenebre della corruzzione ?

Nulla di tutto questo. I politici bastardi e complici abituati a compartire il frutto della corruzzione dimenticano, il popolo, quello vero no. Chi ha gridato Viva la Libertá e per questo é stato brutalmente castigato non puó dimenticare. Come potrebbe una vedova, un figlio, un padre, dimenticare la morte prematura di colui che gli é stato strappato solo per una assurda ansia di potere ? Come potrá dimenticare chi é stato arrestato, picchiato, torturato nel corpo e nello spirito per distruggere l'ansia, la sete della libertá ?

No signore, Dio perdona peró la giustizia deve seguire il suo corso e che la sentenza sia di esempio alle generazioni future.

Maria Luz FdC

Wednesday, May 25, 2005

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Caracas 24 Maggio 2005

TELESUR APRE LE SUE PORTE

Oggi con piatti e tamburi Telesur, il nuovo canale televisivo sognato da Hugo Chavez inizia le sue attivitá. Si apre lo scenario e il ministro delle telecomunicazioni informa al pubblico partecipante dell'evento e in forma contemporanea a tutto il centro e sud america la apertura delle trasmissioni del nuovo canale tematico informativo telesur.

Nata da un sogno dell' attuale presidente delle republica del Venezuela Hugo Chavez o meglio dalla mente di Fidel CastroTELESUR dovrebbe secondo le sue stesse parole contrarrestare le catene informative come CNN le quali trasmettono le notizie del continente sud americano e in particolare quelle provenienti dal Venezuela distorte secondo gli interessi del governo nord americano e in particolare quelli del presidente G.W.Busch.

Durante la presentazione del nuovo canale il ministro incaricato Andrés Izarra ha dato una versione addomesticata della reale funzione del nuovo canale informativo dichiarandolo "imparziale" e dedicato a dare al mondo una visione continentale dei problemi senza subire possibili reinterpretazioni di altri paesi o continenti.

Telesur nasce dallo sforzo economico del regime rivoluzionario bolivariano con alcuni irrisori apporti di altri paesi della regione come Brasile, Argentina e Uruguay. La sede é localizzata in Caracas e da essa si trasmetterá tutta la programmazzione attraverso una costosa piattaforma satellitale a tutto il continente includendo la area dei caraibi, centro america, Messico e il sud degli Stati Uniti.

Il gigantesco sforzo economico sostenuto dai generosi ingressi per la esportazione di greggio offrirá al lider rivoluzionario esportare senza timore di concorrenza la ideologia della rivoluzione a tutti gli angoli del continente centro, sud americano e sicuramente una delle prime trasmissioni sara il famoso programma " Aló Presidente ".

Potremmo chiederci se la somma investita in tale operazione propagandistica fosse stata dedicata a risolvere il crudo problema della povertá che minaccia la nazione, a migliorare il servizio prestato dalla assistenza sociale attualmente pessima o forse alla costruzione di case popolari programma attualmente paralizzato non sarebbe stato piú produttiva ai fini del benessere della nazione ?

Sicuramente si, peró l'attuale regime non avrebbe potuto inoculare la ideologia rivoluzionaria castrista a circa 600 milioni di persone perché tale é la quantitá che si stima possa vedere Telesur.

Vedere il mondo e ció che succede in esso giornalmente attraverso gli occhi di Fidel Castro, ripeterlo via Telesur e sicuramente commentato con la voce di Hugo Chavez a 600 milioni di persone. Una impresa titanica che sicuramente dará i suoi risultati.

Maria Luz FdC

Sunday, May 22, 2005

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Lettera aperta a:
Francesco Battistini e Francesca Caferri entrambi giornalisti espulsi dal governo cubano per ragioni politiche.
Caracas 22 Maggio 2005

Amici, colleghi nella ricerca della veritá e soprattutto liberi e ingenui pensatori genere del quale oramai l'Italia e forse il mondo scarseggia.

Pensavate, credevate, sicuramente in buona fede di visitare un colombaio dove sopravvivono le poche colombe della pace e fra esse un tal Fidel Castro ultimo paladino dei poveri. Nulla di tutto ció, Nelle tiepide acque del mar dei Caraibi dove sorge Cuba, una perla coperta di vegetazione lussurreggiante e di splendide mulatte hanno trovato solo un nido di avvoltoi. Le poche e spaurite colombe, quelle che ancora resistono alla caccia spietata, erano rinchiuse in una stanza parlando di pace mentre tutti coloro che come voi cercavano che tali voci filtrassero al mondo esterno erano silenziati, isolati e rimpatriati come delinquenti.

Una realtá che il mondo insiste in ignorare. Fidel Castro una preistorica evidenza di quanto nei tempi piú oscuri dello stalinismo e tuttora vigente per un popolo che dopo quaranta anni di dittatura feroce non riesce a commuovere una umanitá cieca alla veritá. Oggi il dittatore é risorto grazie alla complicitá di un regime che gli offre ben 90.000 ( novantamila ) barili di petrolio greggio al giorno a cambio delle dottrine che gli hanno permesso insediarsi nel potere per quasi mezzo secolo.

La maggior parte di questo petrolio é rivenduto da Castro nel mercato partallelo con grandi guadagni alimentando gli avvoltoi che ogni giorno con piú forza schiacciano ogni idea di libertá e democrazia nell'isola. Forse i colleghi della Republica e del Corriere non lo sapevano ? O forse la illusione di trovare nella maglia feroce della dittatura un sentiero di gli ha fatto dimenticare la vera personalitá di Fidel Castro ?

Non é sufficente vociferare per la estradizione di Posada Carriles criminale recentemente arrestato negli Stati Uniti quando il giornale ufficiale della rivoluzione cubana Gramma risalta come eroi coloro che in palestina, Irak, Afganistan, Colombia ucidono centinaia di persone innocenti. Una veritá due discorsi, come sempre sono utilizzati dai rivoluzionari per giustificare. Fidel Castro, Hugo Chavez, un unico obbiettivo distruggere la libertá

Quante e quali prove sono necessarie per risvegliare l'Italia difronte al pericolo che stá minacciando il continente sud americano. Mille e milla volte abbiamo ripetuto la avvertenza: Fidel Castro é colui che ha pianificato lo sbarco sul continente utilizzando Hugo Chavez come ponte e come finanziatore dell'impresa. Un piano iniziato da circa 25 anni e che si stá realizzando adesso. Nei discorsi dell'ex colonnello ribelle Hugo Chavez ora presidente della republica bolivariana del Venezuela é chiaro che da quando entró a far parte delle forze armate é iniziata la cospirazione con l'appoggio idelogico del regime cubano.

Dopo aver fallito nell'intento di esportare la guerriglia tanto in sud america come in Africa Fidel ha cambiato la tattica, peró per questo si rendevano necessarie due condizioni: Trovare nella geografia sud americana un punto di appoggio per lo sbarco e poter finanziare la costosissima operazione di filtrarsi in forma pseudo legale nelle deboli maglie della democrazia. La soluzione é stata Hugo Chavez, gli ha fornito il porto di sbarco al punto che oggi oltre 40.000 cubani sono utlizzati dal regime rivoluzionario venezuelano e gli abbondanti mezzi economici per la penetrazione.

Aumentare la povertá significa in termini rivoluzionari o castristi aumentare la dipendenza del popolo dal potere centrale il tutto accompagnato dal falso sistema di educazione creato che é solo la preparazione della fase di addottrinamento e che oggi non permette al popolo cubano sognare, opinare o quanto meno pensare. Questa é la realtá cubana e presto sará la realtá venezuelana.

Visitare una casetta di colombi e trovare un nido di avvoltoi? Sicuramente una sgradita sorpresa, peró servirá per aprire gli occhi di coloro che ancora credono nelle parole di un vecchio dittatore o di un giovane apprendista ?

Maria LUz FdC

Friday, May 20, 2005

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Caracas 19 Maggio 2005

IMPOSSIBILE SEPPELLIRE FANTASMI !

Nuovi interessanti risvolti nella macabra e vergognosa storia della famosa lista Tascon meglio conopsciuta come lista della persecuzione. É apparsa alla luce riscattata da uno dei partiti della opposizione una comunicazione inviata nel 2004 poco prima del famoso referendum dal proprio presidente Hugo Chavez all'allora direttore del CNE " Consiglio Nazionale Elettorale " Signor Carrasquero chiedendo in copia la lista di coloro che avevano sottoscritto il petitorio per un referendum revocatorio.

Parallelamente il tribunale supremo di giustizia oggi controllato interamente dal regime ha ammesso una querela introdotta da molti mesi contro il diputato Luis Tascon autore della pagina WEB nella quale fu pubblicato tale elenco di nomi per uso di documenti personali non autorizzati. Tale pubblicazione a termini di legge costituisce un reato in quanto viola la privacitá informando pubblicamente e senza previa autorizzazione su tendenze politiche riservate.

In uno dei recenti discorsi pronunziati nel corso del programma " Aló Venezuela " lo stesso Chavez dichiaró che era ora di sotterrare le famose liste cha hanno dato luogo a tante miserabili persecuzioni. Tale affermazione non lo esime dell'atto di istigazione a deliquere giá che attraverso tali elenchi sia prima che durante e dopo il referendum tutti gli enti statali e parastatali cosí come le societá collegate con il regime hanno castigato i firmanti escludendoli dal lavoro e da ogni attivitá commerciale o personale che fosse relazionata con il governo.

Se il diputato Luis Tascon é stato l'autore materiale é oggi provato che Hugo Chavez puó essere indicato come autore intellettuale o comunque complice giá che essendo a conoscenza del delitto e in qualitá di primo magistrato della republica non ha fatto nulla per evitarlo. Principio giuridico della azione o omissione.
Ricordiamo che é in corso un processo presso la corte internazionale della Haya contro lo stesso Hugo Chavez per i tragici fatti avvenuti nei giorni 10,11,12 di Aprile dell'anno 2002, fatti che causarono la morte di 19 cittadini e gravi lesioni di circa un centinaio.

La accusa rispetto alle liste della persecuzione é stata aggregata al dossier giá che secondo lo statuto di Roma la persecuzione continuata di gruppi etnici, politici o religiosi é da considerarsi un crimine internazionale. Ció senza dubbio lancia un velo sul lider rivoluzionario e su tutto il suo processo politico considerato per alcuni un cammino positivo al socialismo e per molti una via diretta alla dittatura sul modello castrista.

Per ovviare tale inconveniente il tribunale supremo venezuelano assolutamente inginocchiato alla causa rivoluzionaria ha giocato di anticipo accettando la richiesta di una querela contro il diputato Tascon, causa nella quale sará sicuramente ventilato il nome di Hugo Chavez. Attuando d'accordo ai principi legali il ricorso ai tribunali internazionali é ammissibile solo quando si sono esaurite infruttuosamente tutte le istanze nazionali cosa che al momento é stata scavalcata con tale accettazione la quale é avvenuta stranamente solo molti mesi dopo che é stata presentata.

Una buona giocata giuridica ? Potrebbe essere peró il fantasma delle liste della vergogna continua volando nella notte di Caracas e per Chavez sará difficle seppellirlo come é stato fatto con le vittime della repressione.

Maria Luz FdC

Wednesday, May 18, 2005

VENEZUELA LIBRE

VENEZUELA LIBRECaracas 17 maggio 2005

REVOLUTION OR NOT ?

Rivoluzione, rivoluzionario o no ? É come dire essere o non essere ? Vivere nella cornucopia della abbondanza o no ? Corrompere o passivamente lasciarsi corrompere ? Mah........? Forse la vera domanda é: Nelle prossime elezioni amministrative di Agosto Votare o non votare ?

In realtá per un cittadino che tuttora crede nella libertá e nella autentica democrazia é un problema difficile da risolvere. Non si puó certo affermare che la opposizione faccia da contrappeso al regime rivoluzionario bolivariano, né che si possa profilare in essa personaggi o idee che in alcun modo polarizzino l'interesse della popolazione. In gergo militare si potrebbe definire come zero nemici, zero idee peró non é certo per la assenza di lider o generali che la battaglia si fá piú facile, al contrario, il vero nemico di Hugo Chavez e della sua pseudo rivoluzione made in Cuba é semplicemente da un lato il suo affanno personale di trasformarsi nella figura mondiale dei castigati dalla globalizzazione, dall'altro l'enturage di cui si circonda che come un parassita si afferra a lui.

Nulla di piú grave, i parassiti finiscono per uccidere colui che li sostiene e la vittima nel caso specifico non sará perdonata giá che é perfettamente cosciente di ció che stá succedendo.
La situazione della petroliera statale PDVSA é il caso piú tipico. Coinvolta da settimane in un gigantesco scaldalo che ha trapassato i confini della nazione non dá segni di cedere, al contrario il presidente della sociatá che compie funzioni di ministro di energia ha scavalcato nuovamente una interpellazione nel parlamento rimandandola senza maggiori spiegazioni a fine del mese di Maggio.

Nuovamente si sono mosse le acque turbolente in seno al partito rivoluzionario MVR. Il diputato Luis Tascon recentemente allontanato dal seno dello stesso partito per la pubblicazione delle famose e vergognose liste di persecuzione poltica oggi é stato riammesso dal comité centrale evidentemente per non creare fratture interne ed indebolire ancor di piú la struttura del regime in viste della prossimitá delle elezioni.

Nuovamente ci chiediamo se la facciata o meglio il piedistallo di Hugo Chavez sia cosí solido come dovrebbe supporsi. In Brasilia tappa finale della marcia dei "senza terra" fazione radicale della sinistra brasiliana uno dei rappresentati ha dichiarato oggi che la figura invitata será Hugo Chavez anche se la sua presenza non é prevista. Sicuramente non é un gesto pàrticolarmente apprezzato da Lula Da Silva, presidente del paese amazzonico che stá cercando di condurre un governo socialista di tipo moderato. In Bolivia nuovamente la figura di Evo Morales balza alla ribalta con una marcia contro l'attuale governo esigendo la nazionalizzazione del gas prodotto di grande importanza per la difficile economia boliviana. Tanto Evo come Chavez sono stati solo pochi giorni fá ospiti specialissimi di Fidel Castro.

Qualcuno suggeriva che l'apice tanto della bellezza come del potere sono quando inizia la caduta sará forse vero ?

Maria Luz FdC

Saturday, May 14, 2005

VENEZUELA LIBRE

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Caracas 13 Maggio 2005

PARLANDO DI GREGGIO

In questi ultimi giorni si é accesa quí in Venezuela una forte polemica sulla produzione della petroliera statale PDVSA la quale secondo informazioni ricavate da fonti specializzate ha avuto una profonda caduta.

Gli organismi internazionali che raccolgono i dati di produzione ed esportazione mondiale riportano una produzione attuale di 2.7 milioni di barili giornalieri contro i 3.2 - 3.3 che erano esportati nell'anno 2002 poco prima della gigantesca marcia che obbligó il presidente Hugo Chavez a allontanarsi dal potere.

Tale caduta pari a 600 mila barili di per se potrebbe essere considerata una mossa strategica della nuova Venezuela rivoluzionaria per obbligare un aumento del prezzo del greggio peró dobbiamo considerare che oggi grazie ai convegni di sfruttamento con vari gruppi internazionali molti strettamente legati al nord america la produzione propria di PDVSA cioé del regime é di 1.2 - 1.3 milioni di barili e i restanti sono in realtá prodotti dalle multinazionali e poi esportati secondo le modalitá e i convegni firmati.

I problemi della attuale petroliera statale emergono spontaneamente e sono immediatamente smentiti dalle voci ufficiali. Manifestazioni costanti, incidenti ripetuti che paralizzano la produzione, accuse di corruzzione sia nell'interno della societá come delle compagnie contrattate, liquidazione del personale e furti del materiale sono all'ordine del giorno al punto che lo stesso Chavez ha dovuto internamente ammettere una caduta nella produzione e obbligare il presidente della petroliera e ministro di energia Ramirez a presentarsi al parlamento per dare spiegazioni sulla situazione.

I gerarchi e lo stesso Chavez hanno accusato della pessima gestione realizzata gli atti di sabotaggio compiuti dalla CIA o per lo meno supervisati da quest'ultima. Infiltrazione di elementi sovversivi appartenenti alla opposizione fascista, Corruzzione generalizzata propiziata da elementi esterni e no é da escludere lo zampino dei marziani che lui chiama "la mano pelosa". Peró la preoccupazione rimane e si ingigantisce al punto che il nuovo zar del petrolio durante la ultima riunione dei paesi arabi e sud americani ha dichiarato rassicurante che il Venezuela rivoluzionario stá producendo a piú non posso e che realmente non si puó fare di piú per passare il livello di 3.2 milioni di barili " Lo giuro o quasi " che é il nostro tetto.

Tutti sanno che la rivoluzione si basa su due elementi fondamentali, la quantitá di denaro con il quale attraverso le famose missioni il lider bolivariano crea e finanzia il suo dialogo con il popolo, la personalitá istrionica per mezzo de la quale stabilisce il contatto con le masse piú umili le quali credono e sperano tuttora in un futuro migliore. Mancado il primo elemento il secondo cade automaticamente e questo é quello che preoccupa al bolivariano. " Panem et circenses eleggevano i senatori romani " Missioni, cioé soldi e e racconti aiutano a mantenere la fiducia del popolo.

Come risponderá questo strano personaggio che nel 1992 fucile in mano cercó di rovesciare un governo democratico e oggi si presenta al mondo come lo zar del petrolio ? Negli anni 30 e 40 l'immagine del magnate petrolifero era quella di un texano semianalfabeta che con stivali, cappellone e laccio al collo viaggiava su un transatlantico mascherato da vettura con un paio di corna piantate nel immenso cofano. Negli anni 60 si trasformó la immagine e il vero magnate indossava una lunga tunica, si copriva con un turbante e viaggiava il mondo in un vero transatlantico color oro con smeraldi incrostati quá e lá. In realtá il transatlantico gli serviva per vivre in Sardegna.

Oggi la immagine é di nuovo cambiata e lo zar del petrolio si mimetizza con i luoghi. Nel circolo interno si identifiica con camice rosse o verde oliva di taglio militare sulla onda Fidelista lanciado braccia e frasi che sicuramente sono raccolte da un seguito di scrivani o meglio giornalisti sulla onda attuale. Negli ambienti internazionali il vestito si trasforma in un perfetto abito confezionato dai migliori sarti giustamente per rappresentare la saggezza, continuitá e permanenza dei valori rivoluzionari. Chiaro che Cuba non é considerato territorio straniero bensí paese in simbiosi con quello nazionale.

Le quotazioni del greggio questa settimana sono scese anche se solo leggermente: Chi potrebbe scommettere sul futuro ?

Maria Luz FdC

Wednesday, May 11, 2005

VENEZUELA LIBRE

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Caracas 10 Maggio 2005

RIVOLUZIONE: DELITTO E CASTIGO

Giá dalle parole pronunziate durante la interminabile trasmissione sabatina del lider rivoluzionario e presidente Hugo Chavez si prevedevano cambi nel partito del regime.
" Le liste di Tascon saranno sotterrate " e con ció il "caudillo" del bolivarianismo ha preteso seppellire un vergognoso episodio e con esse il parlamentare ufficialista Luis Tascon.

Il Delitto :
Le arcifamose liste di Tascon al contrario di quelle di Schindler che permisero la salvezza di centiania di ebrei sono un elenco di circa 3.5 milioni di persone che durante la raccolta delle firme effettuata nell'anno 2003 espressarono la volontá poltica di sollecitare, come per certo previsto nella costituzione venezuelana, un referendum revocatorio per il presidente della republica ex colonnello Hugo Chavez.

Tale lista o elenco di nomi fú pubblicato in una pagina web in apparenza del diputato Tascon nell' Agosto del 2003 e pubblicizzata dal lider rivoluzionario Hugo Chavez al fine che tutti coloro che avevavo aderito al progetto poltico del referendum potessero " ritirare la loro firma a tempo " giá che secondo il regime la stessa era stata molto probabilmente plagiata o falsificata.


Molti alti gerarchi fra cui alcuni ministri dichiararono pubblicamente che gli aderenti cioé coloro che apparivano nella lista dovevano essere considerati nemici del regime e pertanto della patria o dello stato dando cosí inizio a una onda repressiva tanto nei contratti di lavoro con enti pubblici come con tutte le societá legate alle forniture statali. Avere fra i dipendenti un individuo il cui nome appariva nella lista era sino a pochi giorni fá sinonimo di apartheid.

Di chi fú la idea di compilare tale elenco ? Probabilmente il diputato Tascon fú utlizzato come testa ferro peró il vero responsabile é senza dubbio da ricercarsi molto piú in alto. nei comité ristretti dell'alto partito rivoluzionario e senza dubbio con la previa approvazione del lider bolivariano a cui nulla coglie di sorpresa e meno ció che nasce nel seno della rivoluzione.

La perversione nel perseguitare con tutti i mezzi disponibili coloro il cui unico delitto fú quello di esprimere una opinione politica é durato sino a alcuni giorni fá quando finalmente il capo dello stato e rivoluzionario ha dato la ordine di sotterrare gli obbrobriosi elenchi pensando cosí di sotterrare il delitto. Ha forse dimenticato che seppellire il corpo del reato non significa far sparire il reato come per magia, esiste Tascon, le liste e le centinaia di migliaia di persone che per queste hanno perduto il lavoro, la casa, forse la famiglia e molti oggi sono costretti a vivere lontano della patria.

Il Castigo :

Ieri in una seduta maratonica il direttorio del partito rivoluzionario ha emesso la sua sentenza: Il diputato Luis Tascon é sospeso politicamente pro tempore e quindi dovrá passare nel purgatorio di coloro che per una " buona " ragione si sono sacrificati per salvare la reputazione del massimo lider.

La persecuzione di gruppi per motivi razziali, politici, etnici o altri é considerata come delitto grave nel tribunale internazionale e nel trattato di Roma. Quí ed oggi il partito rivoluzionario bolivariano ha emesso la sua sentenza: Luis Tascon é politicamente sospeso sino a quando il popolo dimenticherá o meglio sino a quando un'atro scandalo lo sommergerá. Il vero responsabile, i membri della direzione centrale del partito rivoluzionario non saranno accusati mentre il suo lider vedi caso é in Brasile nella importante riunione araba-sud americana. e pertanto affermerá che non ne sapeva nulla.

Maria Luz FdC


Saturday, May 07, 2005

VENEZUELA LIBRE

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Caracas 6 Maggio 2005

FRATTURE NEL PIEDISATALLO ?

Da circa una settimana e spinto con forza dalle agenzia informative collegate alla fonte ufficiale é apparso uno studio statistico sulla accettazione o meno del ex colonnello e ora presidente Hugo Chavez. La societá che lo ha effettuato é indubbiamente una delle piú apprezzate del paese e i suoi risultati sono previsibilmente molto vicini alla veritá.

I Dati :
-Data di esecuzione : Dal 19 al 2 di Marzo 2005, una delle piú recenti nel suo genere
-Margine di errore dichiarato dalla impresa max: 2.7 %
-Non sono dichiarati i luoghi o gli strati sociali dove si realizza la inchiesta.

I Risultati:
I risultati della inchiesta sono estremamente favorevoli al ex militare, un 70.5% sono d'accordo con il suo regime mentre solo un 27 % non é d'accordo.
L'impatto delle cifre é quello che ha creato una corrente di divulgazione soprattutto nell'ambito dei paesi esteri tanto continentali come europei, peró come sempre lo studio realizzato dalla inchiestatrice é molto piú completo ed analitico delle cifre sopraindicate.

Alcune sono rivelatrici della realtá del Venezuela attuale ed una in particolare indica il vero desiderio della popolazione.
-Il 77.5 % degli inchiestati hanno dichiarato essere in totale disaccordo con la idea rivoluzionaria di allienare Venezuela a una situazione simile alla cubana identificando questa ultima come una meta assolutamente indesiderabile.

-Alla domanda se credevano che il regime di Hugo Chavez era diretto a un socialismo copiato dal modello cubano un 54.5 rispondevavo negativamente mentre un solido 35.5 rispondevano affermativamente.

Tali cifre di per sé favorevoli al regime vanno lette peró in trasparenza sulla falsariga di quelle che riportano l'incremento delle tassa di povertá nella nazione. Secondo le statistiche emesse dallo stesso governo rivoluzionario la povertá si é incrementata negli ultimi sei anni, cioé il regime attuale, di un 10 % tanto nel settore della povertá assoluta giungendo a un terribile 25 % come in quello della povertá limite gingendo a un 55%. La classe media si é pertanto ridotta in forma progressiva e oggi l'ottanta percento della popolazione non raggiunge un livello di vita considerato universalmente accettabile.

Come e di che vive allora il venezuelano medio ? Dall'anno 2002 quando Hugo Chavez miracolosamente risuscita dopo un teatrale colpo di stato il regime ha creato due reti parallele di sovvenzione alla popolazione.
-Rete di negozi e magazzini denominata Mercal nella quale vende prodotti alimentari sovvenzionati dal regime con uno sconto oscillante da un 12 % sino a un 30 %
-Rete di sovvenzioni e aiuti economici denominate " Missioni " che sotto un profilo di educazione, formazione professionale, formazioni militare, permettono alla classe úmile e meno umile ricevere un pagamento mensile di circa 100 dollari.

Questa massa di denaro frutto delle esportazioni di crudo soprattutto adesso con i prezzi internazionali alti permette al regime e a Hugo Chavez in particolare legarsi con il grosso della popolazione giá che oggi molti temono perdere quei pochi benefici che ricevono dalla rivoluzione e che gli permettono di sopravvivere in una nazione dove la disoccupazione reale é del 18 % e il 57 % dei dichiarati lavoratori sono in realtá solo venditori ambulanti senza nessun beneficio sociale o assistenziale.

É indiscutibile che il regime bolivariano ha creato un cordone ombelicale con la maggior parte della popolazione la quale vive grazie alla rivoluzione giá che si é creata una dipendenza diretta economica la quale si traduce in totale dipendenza poltica. Non solo, Hugo Chavez ha utlizzato buona parte degli ingressi di esportazione per creare una immagine e una personalitá tanto nazionale come internazionalmente con eccellenti risultati.

Oggi in prossimitá delle elezioni comunali nelle quali letteralmente si sbranano fra di loro gli appartenenti al partito rivoluzionario il venezuelano medio cioé compreso nel 80% dei favoriti con i sussidi é convinto che tutte le colpe delle pessime gestioni regionali ricadono sui funzionari medi o sia caso qualche gerarcha di alto livello in cambio considerano Chavez assolutamente esente di responsabilitá o al massimo privato delle informazioni necessarie per poter intervenire.

Tale immagine permette al Lider bolivariano mantenere un alto livello di credibilitá o di connessione con la popolazione come lo define il presidente della societá a carico della quale é stata l'inchiesta. Pochi considerano che il costo di tale immagine é stato disastroso per la economia venezuelana e in particolare per la propria industria petrolifera che gli ha permesso giustamente creare il personaggio.

In questi ultimi mesi il flusso di capitali di investimento tanto necessari per il mantenimento e le nuove ricerche di perforazione é stato nullo giá che tutti i proventi delle esportazioni sono stati dedicati all'insaziabile appetito politico. Tutto ció che Chavez ha destinato a sussidi diretti o indiretti per comprare i votanti é stato sottratto al necessario reinvestimento nella industria al punto che oggi la petroliera statale PDVSA é entrata in crisi.

Per la prima volta il presidente della petroliera e lo stesso Hugo Chavez hanno ammesso che non si sono compiute le quote di esportazione previste assumendo che le colpe sono da ricercarsi in atti di sabotaggio della CIA nord americana o in una manovra della semiparalizzata opposizione o meglio dei mezzi di informazione i quali trasmettono notizie distorte. La realtá che si suppone giá che da circa tre anni la impresa statale non rende pubblici i suoi bilanci é che la stessa PDVSA non sia nella attualitá capace di produrre piú di 1.2 - 1.5 milioni di barili di greggio al giorno quando nell'anno 2002, prima del licenziamento di circa 20.000 ( ventimila ) tecnici a causa dello sciopero la produzione oscillava sui 2.7-2.8 milioni di barili al giorno di greggio.

Il mondo di Hugo Chavez e pertanto la repubblica bolivariana rivoluzionaria si sostenta su due pilastri fondamentali, la personalitá istrionica dell'ex colonnello che sublimata con 200.000 milioni di dollari ha creato un immagine di dipendenza nel popolo venezuelano, il supporto economico che permette al regime sostenere tale dipendenza con sussidi e donazioni costanti. Entrambi sono appoggiati sulla produzione degli idrocarburi, sulla quantitá e sul prezzo mondiale di questi ultimi.
Qualora il prezzo si mantenesse elevato, cosa improbabile a lungo termine, e la produzione diretta continuasse a scendere come ha fatto durante gli ultimi due anni sarebbe molto difficile a Hugo Chavez mantenere in piedi un regime basato su fattori strettamente economici.

Saranno le prime fratture nel piedistallo ?
Maria Luz FdC

Wednesday, May 04, 2005

VENEZUELA LIBRE

VENEZUELA LIBRE
Caracas 3 Maggio 2005

"ABBIAMO L'OBBLIGO DI AIUTARE"

Queste sono le dichiarazioni del Ministro degli italiani all'estero Mirko Tremaglia rilasciate durante la riunione del Consiglio Direttivo e alla assemblea dei soci dell'Alleanza degli Ospedali Italiani nel mondo.

Bravissimo al Ministro Tremaglia e ai sui collaboratori fra essi la Dottoressa Veronica Baldini per preoccuparsi degli ospedali italiani all'estero. Non solo bensi per concordare il trasferimento delle apparecchiature obsolete in Italia ed utlizzarle nei centri assistenziali che sin dal lontano 1853 esistono qui in sud america.

Felici saranno le colonie italiane di Montevideo Uruguay, di Buenos Aires, Rosario e La Plata Argentina per disporre di tali attrezzature che sicuramente porteranno benefici alla salute soprattutto dei piú anziani o indigenti. É emozionante il sapere che fin nel lontano Egitto esiste un ospedale italiano, infatti la cittá del Cairo ne possiede uno dove la nostra immensa colonia laggiú residente potrá usufruire di tali aiuti.

"Una vera gara di solidarietá della quale non possiamo che sentirci fieri " Ha concluso il Ministro e noi con Lui giá che ci ha ricordato nuovamente che il Venezuela non é parte di questo piccolo mondo blu. Noi sicuramente apparteniamo ad un' altra galassia e pertanto i nostri ospedali sono quelli che la pubblica assitenza venezuelana ci offre cioé nulla o le cliniche private alle quali sono ben pochi quelli che possono assitere per ovvie ragioni.

Mi chiedo se la Dottoressa Baldini é a conoscenza del numero di italiani residenti quí in Venezuela rispetto per esempio a quelli del Cairo o di Montevideo perché dai tempi di Colombo qui non sventola una bandiera italiana su un ospedale nemmeno in quelli da campo. Gli unici vessilli della patria lontana li vediamo sull'ambasciata e consolati del resto nelle nostre case e nel cuore di ognuno di noi.

O forse il Ministro Tremaglia ignora che qui in Caracas, capitale della nazione gli unici a dare un pó di assitenza agli emigranti sventurati, e ce ne sono a bizzeffe, sono un padre incaricato della Chiesa di Pompei e alcune dame che sacrificano i loro giorni per assitere alla meglio gli anziani connazzionali colpiti dalla sventura.

Varie sono state le commissioni o i parlamentari che hanno visitato questa nazione ora propaggine della cuba comunista e la risposta é stata sempre la stessa: Quanti sono coloro che hanno bisogno ? Dove sono ? Perché non sono registrati nell'ambasciata ? Pero qualcuno si é chiesto perché coloro che partiti per sfuggire alla fame e alla miseria, coloro che hanno abbandonato case, parenti, lingua nella ricerca di un sogno forse di una fantasia oggi sfuggono ai loro stessi conterranei ?

La faccia piú triste é quella della disgrazia, della fame mai soddisfatta, dei sogni non compiuti, delle fantasie sfuggite. Si vergognano di loro stessi, di appartenere oramai a un submondo che per la maggior parte di noi é cosa del passato. Vivono nei ranchos o fabelas confusi con coloro che unici nel mondo gli offrono la triste peró autentica compassione, quella dei poveri. Pochi sono quelli che si spingono a richiedere la assistenza o aiuti, la maggior parte scompare per sempre. Come ritornare ? Che dire a coloro che sono rimasti ? Come resistere le burle dei compaesani ? Meglio sparire.

Apparentemente per noi non ci sono Ospedali, né centri assistenziali, né trasferimenti di apparecchiature che anche se un pó fuori moda sarebbero di gran aiuto, per noi rimane come sempre un padre caritativo e qualche dama che sacrificherá la sua giornata per offrire un piatto di minestra a colui che la necessita. Di nuovo grazie a voi, grazie di cuore a nome di tutti coloro ai quali donate il vostro tempo e i vostri sforzi.

Maria Luz FdC

Sunday, May 01, 2005

VENEZUELA LIBRE

VENEZUELA LIBRE
Caracas 1 Maggio 2005

VENEZUELA, PANE O PAURA

Oggi primo di Maggio in Caracas capitale del Venezuela come del resto in quasi tutti i paesi del mondo si celebra il primo Maggio meglio conosciuto come festa dei lavoratori con le sfilate che i partiti, sindacati e organizzazioni di lavoratori in generale fanno per ricordare una data determinante nelle libertá individuali e collettive dell'uomo.

A differenza di altri paesi qui in Venezuela oggi sfileranno due gruppi, uno sicuramente numeroso in rappresentanza del regime che brillerá con il colore rosso delle sue camicie nella capitale, l'altro sparuto e senza colore ultima rappresentanza di coloro che tutt'oggi rifiutano di arrendersi alla prepotenza del potere. L'uno canterá inneggiando alla rivoluzione e al suo lider avvolto in una apoteosica follia, l'altro senza forma né volto solo potrá ricordare con tristezza i suoi caduti vittime della repressione.

Venezuela anno 2005 terra del pane o della paura. Essere o non essere, libertá di opinare o pane per vivere. Queste sono le opzioni fra le quali la pseudo rivoluzione castro bolivariana ci obbliga a scegliere. Quando nell'anno 2004, anno del referendum furono elaborate e pubblicate le famose liste Tascon, elenchi che contenevano i nomi di coloro che liberamente avevano espresso la volontá di revocare all'attuale presidente Hugo Chavez lo stesso regime approvó per voce dei suoi stessi gerarchi l'uso repressivo di tali liste limitando gravemente i diritti umani e civili di coloro che apparivano come firmanti a favore del referendum revocatorio.

Oggi a distanza di mesi e grazie alla dubbiosa vittoria elettorale il lider bolivariano ha rinforzato la posizione radicale del regime e di conseguenza ridotto ancor piú lo spazio alla critica e alla libertá di espressione unico baluardo della vera democrazia. Ben poche sono le cose per le quali il popolo venezuelano oggi dovrebbe festeggiare, o sia caso lo sparuto aumento dichiarato unilateralmente dal presidente Hugo Chavez é sufficente per soddisfare le necessitá della nazione ?

Solo il 40 % dei lavoratori riceverá il beneficio monetario che gli permetterá di raggiungere un 80% del costo della alimentazione mentre il restante 60 % rimarrá sotto il livello economico indispensabile per una vita decente. Mentre il livello di disoccupazione raggiunge il 18 % oltre la metá dei lavoratori che il regime dichiara come tali sono in realtá venditori ambulanti senza nessun beneficio ne sindacale né assistenziale.

É a volte difficile comprendere come l'attuale regime rioluzionario e come lo ricalca continuamente il suo lider Hugo Chavez possa godere di tanta popolaritá al punto che ha praticamente cancellato la opposizione dalla configurazione poltica del Venezuela. Oggi e in tutte le oceaniche riunioni del partito rivoluzionario che sostiene il regime appaiono evidenti i simboli del sistema pane per voto. Vivere con molto meno di due dollari al giorno in un paese dove il costo della alimentazione é pari a quello italiano non é facile. Per questo il regime ha tessuto una rete di magazzini statali dove si possono acquistare alimenti a prezzi infimi o addirittura regalati dipendendo dalla posizione occupata nel partito o dalle simpatie politiche del cliente.

I famosi magazzini MERCAL vanto del presidente ex colonnello Hugo Chavez sono in realtá uno strumento di penetrazione ideologica o di persecuzione politica giá cha la esclusione puó significare la fame per molti. Aquistare a prezzi sussidiati e partecipare nelle missioni del regime significa in realtá il sopravvivere o meno in questo mondo difficile di povertá assoluta che é Venezuela. Ogni alimento, ogni donazione ricevuta attraverso le chiamate missioni che nulla hanno di francescano e molto di addottrinamento politico permettono a colui che sarebbe costretto a vivere nella fascia della miseria riuscire a sbarcare il lunario. Peró a differenza delle opere benefiche la rivoluzione lo utlizza come mezzo idelogico e coercitivo.

Quelli che si sono opposti al regime, coloro che hanno alzato le loro voci contro un governo che ha fagocitato tutti gli altri poteri, chi ha gridato nelle strade e nelle piazze contro la imposizione di un sistema rivoluzionario ingiusto e settario oggi é lontano dalla patria o languisce nelle carceri del sistema giudiziario che é utilizzato come strumento politico. Pane o paura, libertá a cambio di condiscendenza, tradimento dei principi morali e della libertá a cambio della impunitá offerta dal omnipotente stato sovrano.

Ben 240 prigionieri politici sono oggi nelle carceri venezuelane accusati di crimini inesistenti. decine di cittadini sono morti per riaffermare la volontá di pace e di democrazia del popolo venezuelano peró la unica voce che si é alzata é quella del parlamento europeo chiedendo al presidente Hugo Chavez e al suo governo che rispetti la libertá di espressione. É forse sufficente ? Alcuni paesi europei riceveranno nel mese di Luglio la visita di Hugo Chavez e fra questi l'Italia. Avrá la forza la nazione culla della civiltá di imporre il rispetto ai diritti umani o sará tutto relativo alle offerte che il lider rivoluzionario faraone del greggio fará ?

Assoluta é la libertá relativo é il prezzo per venderla. Assoluta é la veritá, relativo é il prezzo della menzogna.

Maria Luz FdC