VENEZUELA LIBRE
VENEZUELA LIBRE
Caracas 30 Magggio 2005
RIVOLUZIONE BOLIVARIANA: OBBIETTIVO POVERTÁ.
Le statistiche del profilo sociale e demografico del Venezuela dimostrano un drammatico aumento della povertá ma ancor piú tragica é la cifra di coloro prima appartenenti alla classe media oggi definitivamente schiacciati dalla politica rivoluzionaria agli strati piú poveri della popolazione.
I quadri statistici elaborati dalla impresa Datos una delle piú importanti della nazione confermano che a partire dell'anno 1998 la classe media cioé quella a cui appartengono coloro che hanno raggiunto un livello socio economico accettabile si é ridotta del 7% passando da un 30 a un 23 % mentre le classi piú abbienti, quelle formate da commercianti e professionisti si sono ridotte a uno sparuto 4-5 %. In cambio la classe piú umile che include la povertá critica e la povertá é aumentata di ben sette punti passando dal 51 al 58 %.
Molti si chiedono come é possibile che dopo sette anni di governo il regime rivoluzionario guidato dal ex colonnello ribelle Hugo Chavez possa vantare una inconsueta popolaritá que ronda un 60 %. Missione impossibile o semplice questione matematica ? La risposta é da ricercarsi nella nuova struttura che la rivoluzione é riuscita a dare alla nazione sud americana.
Giá prima del referemdum del 15 di Agosto del 2004 la scala sociale si era mossa verso il basso generando una quantitá importante di poveri pertanto di persone soggette alla manipolazione economica e politica. Nella campagna lampo lanciata nei mesi che precedettero la votazione il regime lanció tutta una serie di aiuti o sovvenzioni destinati giustamente alle classi piú debilitate dalla terribile situazione economica.
Battezzate dalle stesso Chavez " Le missioni "si tratta in realtá di sovvenzioni che sotto il manto della educazione, del cooperativismo, della anacronica autarchia, o del lavoro assegna ad ogni partecipante una borsa di stuidio o di partecipazione che gli permette comperare in una rete di distribuzione statale i beni fondamentali di consumo cioé gli alimenti. Evidentemente se i beneficiati di tali aiuti acquistassero gli stessi prodotti o alcuni similari nel commercio tradizionale non potrebbero soddisfare la minima necessitá alimentare ed é per questo la rete Mercal creata dal regime rivoluzionario e gestita direttamente dal partito offre ai sipatizzanti i prezzi definiti come di solidarietá.
Crear poveri e soddisfare poi le loro esigenze minime é parte della strategia che ha consentito al lider rivoluizionario creare una piattaforma di voti oscillante fra il 55 e il 60 % cifra che gli permetterá nelle prossime elezioni aministrative e soprattutto nelle presidenziali previste per l'anno 2006 poter contare con una solida base di sostegno popolare.
Non é certo una strategia nuova, dall'ascesa al potere del dittatore cubano Fidel Castro si applica nella isola e funziona perfettamente da oltre 40 anni. La Unione Sovietica di Stalin e la Cina maoista hanno utilizzato la stessa strategia con identici risultati. Controllare la produzione dei beni esseziali, regolarne il prezzo e la distribuzione, creare una base di povertá dá al governo uno strumento di controllo della popolazione difficilmente superabile.
Colui che produce ricchezza é considerato un nemico dello stato e pertanto del popolo. Colui che usufruisce della ricchezza creata vá contro il sistema proletario e pertanto deve essere eliminato in una societá dove vige uguaglianza. Colui che produce ricchezza grazie allo sforzo personale e alla sua capacitá é da considerarsi un nemico della patria giá che il concetto della meritocrazia non puó far parte di uno stato socialista nel quale la legge primordiale é produrre per fini politici e non per scopi economici.
Ogni qual volta le statistiche riportano un crescimento dei gruppi sociali piú fragili cioé i poveri aumenta la quantitá di voti che entreranno nelle urne a favore del regime. Potrebbe essere considerato insolito in una democrazia moderna dove é vigente il segreto elettorale peró in Venezuela il Consiglio Supremo Elettorale ha messo a punto un sistena di controllo denominato " Quaderni di votazione elettronici " dove sono schedati tutti i votanti e secondo la ONG SUMMATE una delle piú competenti del settore saranno individuate le preferenze politiche di ogni cittadino. Porte aperte al voto della paura.
Alcuni partiti della opposizione hanno deciso di partecipare alle prossime elezioni amministrative e uno di essi ha persino lanciato un candidato che si opporrá al lider rivoluzionario nelle presidenziali del 2006. Un passo indubbiamente difficile e pieno di interrogativi fra cui il piú evidente: Sará il candidato presentato da uno dei partiti oppositori solo uno strattagemma legale per dare legittimitá a un processo elettorale che altrimenti sarebbe privo di validitá e di contenuto democratico ?
Maria Luz FdC
