VENEZUELA LIBRE

Monday, April 25, 2005

VENEZUELA LIBRE

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Caracas 25 Aprile 2005

GUERRA O POTERE ASIMMETRICO ?

Il regime rivoluzionario bolivariano ha iniziato nella cosciuta isola di Margarita manovre di guerra asimmetrica del tipo civico militare per osservare la compenetrazione della forza armata con l'esercito rivoluzionario parallelo composto da civli e riservisti armati. Dai risultati di tali manovre il partito potrá apprezzare gli sviluppi della nuova tattica di guerra-guerriglia allo stile vietcong da utilizzare in caso di attacco e invasione.

Ogni volta che il lider rivoluzionario e presidente del Venezuela ex colonnello Hugo Chavez lancia attraverso i canali televisivi i suoi discorsi lungometraggio ripropone il tema della guerra asimmetrica e del prossimo attacco che gli stati uniti lanceranno contro il Venezuela. Questa volta lo ha condito con la espulsione di alcuni ufficiali nord americani destinati all'allacciamento delle forze armate venezuelane con l'esercito USA. Tale programma era operativo da circa 25 anni e di colpo Hugo Chavez lo ha eliminato accusando i militari del nord di promuovere azioni contro il regime.

É in realtá non é difficile comprendere come il dichiarare costantemente circa la preparazione per una guerra asimmetrica serva in realtá solamente ad alimentare un profondo odio razziale contro i gruppi anglosassoni dominanti nella politica del vicino paese. Creare nemici esterni é da sempre stata l'arma preferita dei governi dittatoriali peró ha sempre portato funeste conseguenze soprattutto quando la nazione é attualmemte governata con un potere asimmetrico.

Uno dei capisaldi della democrazia é giustamente la simmetria dei poteri e degli organismi che compongono lo stato. Quando esiste uno sbilancio fra il potere esecutivo e gli altri il governo si trasforma in un regime autoritario o asimmetrico. Quí, nella Venezuela attuale, l'esecutivo ha fagocitato tutti gli altri poteri privando giustamente lo stato del necessario equilibrio e le previsioni a breve termine fanno supporre una progressiva avanzata nel cammino della asimmetria e quindi della dittatura.

Gli esempi sono evidenti e costanti. Le dichiarazioni della procuratrice generale della republica sono assolutamente determinati quando afferma " La costituzione sará interpretata d'accordo agli interessi della rivoluzione " dimenticando che la rivoluzione é un partito di governo e non uno stato. La decisione del congresso unicamerale di rinnovare i membri del tribunale supremo aumentando il suo numero é stata presa in maggioranza semplice quando secondo la costituzione vigente dovrebbe essere approvata con la maggioranza dei tre quarti della assemblea.

Il Consiglio Nazionale Elettorale destinato dalla costituzione nazionale al controllo di tutti gli eventi elettorali dello stato é stato creato in forma spuria dal congresso e non dalla corte suprema alla quale corrisponde, non solo quattro dei cinque membri del suo direttivo appartengono in forma aperta e dichiarata al partito di governo, cosa espressamente proibita nella costituzione stessa. Tale asimmetria o preponderanza ha generato una serie di atti e regolamenti che violentano la societá civile. L'uso di truppe regolari o alternative in attitudine intimidatoria durante le elezioni, l'uso di macchine di votazione con riconoscimento previo del votante, la persecuzione attraverso di liste dei cittadini i quali hanno espresso nel corso di firme o votazioni intenzioni di voto contro il regime e il suo presidente.

Una guerra asimmetrica inventata solo per nascondere la esistenza uno stato asimmetrico persecutore e violatorio delle norme fondamentali della democrazia. Quanto avvenuto in Ecuador non é un nuovo avviso ?

Maria Luz FdC

Thursday, April 21, 2005

VENEZUELA LIBRE

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Caracas 21 Aprile 2005

ALL'OMBRA DEL CANNONE.

Ieri, in una agitata giornata conclusiva di altre segnate da continue manifestazioni popolari é caduto uno dei colonnelli del sud america. Lucio Gutierrez, ex colonnello ribelle giunto alla presidenza con una elezione democratica é stato defenestrato da un atto di dubbia validitá costituzionale approvato dal parlamento ecuatoriano riunito di urgenza.

Il vicepresidente é stato nominato per assumere il mandato presidenziale e si suppone che in un termine ragionevole di tempo convochi alle elezioni generali nella sofferta nazione andina. Nulla di nuovo nelle repubbliche teoricamente democratiche che dagli anni 20 cercano disperatamente scrollarsi da dosso la balia militare alla quale sono da sempre e tuttora sottoposte.

L'esempio di quanto avvenuto in Ecuador prova nuovamente che in sud america quando l'esercito ritira l'appoggio al presidente per costituzionale che sia o per meritevole abbia risultato la sua gestione automaticamente viene defenestrato. Di fatto gli stessi giornalisti e politici locali che hanno commentato la giornata di ieri hanno definito il momento culmine del processo quando la forza armata ecuatoriana rappresentata per lo stato maggiore dell'esercito informava sul ritiro delle truppe che di norma difendono il parlamento e il presidente.

Oggi i giochi sono fatti, il nuovo presidente Alfredo Palacios ha dichiarato essere apolitico e pertanto ha promesso un governo onesto e sorretto da un preaccordo con le forze armate cosa che per il momento gli assicura la stabilitá. É morto il re, viva il re dichiarano i generali il popolo tace e acconsente. Nel caso della rivolta in Ecuador l'ex presidente Lucio Gutierrez é scappato e attualmente si trova nella ambasciata del Brasile che gli ha concesso asilo politico.

Molti sono i punti di coincidenza fra Lucio Gutierrez e l'ex colonnello Hugo Chavez giunto alla presidenza del Venezuela seguendo un cammino similare, dalla ribellione fallita a una elezione democratica abbonata dalla tragedia dei vecchi partiti oramai ciechi alle esigenze pubbliche. Uno stesso cammino per giungere peró una gran differenza nel procedere una volta raggiunto il potere.

Mentre Lucio Gutierrez basava la sua popolaritá su un esercito appartentemente fedele Hugo Chavez guidato dai consigli di Fidel Castro si apprestava quasi dal primo giorno di governo a riformare le forze armate ben sapendo che rappresentano il cardine su cui si appoggia qualunque regime autoritario. La fiducia eccessiva di Gutierrez nell'esercito e il suo governo di falso populismo sono state le cause piú evidenti della sua caduta al punto che una manifestazione di relativa importanza é stata sufficente per eliminarlo dal vertice del potere.

Al contrario Hugo Chavez non ha mai confidato nelle forze armate regolari venezuelane e, dopo vari intenti di riforma ha deciso in Aprile del 2002 decapitare lo stato maggiore con un pseudo colpo di stato che gli ha permesso rimuovere in un solo movimento la cupola militare sostituneldola ipso facto con i ranghi medi a lui piú vicini. Seguendo comunque le indicazioni del consigliere Fidel Castro, esperto sostituzioni ed eliminazioni, ha deciso affiancare all'esercito regolare un esercito parallelo utlizzando la voce di riservista che appare nella costituzione.

In effetti l'esercito di riservisti, i quali sono per decreto agli ordini diretti ed escusivi del presidente, verranno equipaggiati con le armi che lascerá l'esercito regolare giá che per questi é previsto l'arrivo di un forte contingente di armamento russo. Non solo, per maggiore prudenza i proiettili che sono usati dall'esercito regolare il quale si suppone deve difendere lo stato e la republica non sono compatibili con le armi che doteranno i riservisti o esercito parallelo il compito del quale secondo parole dello stesso Chavez sará di difendere la rivoluzione e quindi lui stesso da qualunque attaco nemico tanto esterno sia interno come potrebbe esserlo la opposizione.
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É a questo punto evidente la strategia di Hugo Chavez appoggiata sulla esperienza cubana. Non fidarsi delle forze armate regolari e costituire un cordone di difesa proprio senza che i due possano intercambiarsi. Ció costituisce uno scudo perfetto per il regime, in ogni caso e in qualunque evenienza uno dei due riponderá all'appello. Fidel quando giunse al potere eliminó le forze armate del caduto dittatore Fulgenzio Batista e le sostituí con i guerriglieri fidelisti che lo accompagnavano nella Sierra Maestra. Si trattó a quel tempo di una sconfitta militare delle forze regolari e quindi la sostituzione fu automatica.

Un poco piú laboriosa é stata la sostituzione realizzata in Venezuela peró oggi sotto gli occhi di un mondo indifferente e di una opposizione castrata dopo il 15 di Agosto Hugo Chavez puó continuare con i suoi piani di espansione idelogica continentale, piani lubrificati dai milioni di barili di greggio che ogni giorno viaggiano verso il mondo spianando il cammino.

Maria Luz FdC

Tuesday, April 19, 2005

VENEZUELA LIBRE

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Caracas 18 Aprile 2005

CONFERMA DI PERSECUZIONI.

Ieri, nel suo programma abituale il presidente della republica Hugo Chavez confermava circa il suo desiderio di eliminare la " Lista Tascon " strumento di persecuzione politica ampiamente utilizzato durante e dopo il referendum del 15 di Agosto del 2004.

La tristemente famosa " Lista Tascon " é ne piú né meno che la raccolta di nomi e dati anagrafici completi di tutti i cittadini venezuelani che firmarono per giungere al referendum presidenziale dell'anno 2004. Tale raccolta di dati pubblicata in una pagina WEB appartenente al diputato del partito del regime Luis Tascon fu utilizzata e lo é ancora per minacciare e castigare tutti coloro i quali si opposero al regime chavista.

Il disco con registrati tali dati fú distribuito e utilizzato da tutti gli uffici pubblici, appaltanti e sub appaltanti per elimare dal loro personale tutti coloro che apparivano in tale lista, non solo le imprese private erano minacciate di esclusione da qualunque appalto pubblico se nel loro personale erano compresi i firmanti del referendum indicati nel registro Tascon.

La persecuzione di tipo morale e materiale é ampiamente condannata internazionalmente e nella carta dei diritti umani cosí come nel trattato di Roma. Hugo Chavez durante tutto questo periodo é stato perfettamente al corrente di tali atti eseguiti dal suo regime e con il suo consenso per perseguire i possibili avversari poltici.

Per comprendere l'importanza di tali persecuzioni non possiamo dimenticare che in Venezuela il datore di lavoro pìú importante é il governo tanto in forma diretta che indiretta. Non solo, lo stesso governo é quello che maneggia il volume piú importante di esportazioni e pertanto di denaro con il petrolio graggio, il ferro e l'alluminio che oggi piú che mai sono sotto il ferreo diretto controllo del presidente e dei suoi collaboratori piú fedeli.

Tale base di dati che in una nazione democratica e moderna dovrebbe essere strettamente riservata agli enti di controllo elettorale fú nei momenti piú accesi del referendum distribuita nei chioschi e da venditori ambulanti, non solo, tutte le ambasciate e corpi consolari furono dotate di essa per ostacolare qualunque tramite burocratico tanto dentro come fuori della nazione per coloro che parteciparono nel referendum presidenziale.

Forse la tenebrosa pseudo giustizia veneziana, la giustizia della camera dei diei e dei dogi é un esempio di quella instaurata dal regime rivoluzionario. Nella Venezia medioevale la persecuzione e la tortura era utilizzata a discrezione per evidenti ragioni politiche e gli inquisitori utilizzavano le accuse anonime poste nella bocca del leone murata nella piazza S. Marco. Quí, nella republica bolivariana del Venezuela esiste un tribunale supremo di giustizia che dipende totalmente dalle direttive politiche rivoluzionarie e il sistema accusatorio si basa sulla famosa lista Tascon o su un libro scritto e pubblicato da colui che si autonominó presidente. Carmona Estanga oggi esiliato poltico nella vicina Colombia.

"La legge e la costituzione si interpretano d'accordo alle necessitá della rivoluzione " Il famoso principio Plaza, si applica in Venezuela cosí come al tempo dei dogi veneziani si applicava il giudizio dei dieci la differenza é che la terribile guistizia veneziana imperava nel medio evo.

Il trattato di Roma condanna espressamente la persecuzione politica e di fatto a coloro per partecipare in essa o di omettere le misure necessarie non sono intervenuti per evitarla. Hugo Chavez ha riconosciuto pubblicamente l'essere informato di tali misure repressive e pertanto dovrá rispondere per i fatti accaduti tanto per azione come per omissione.

Maria Luz FdC

Saturday, April 16, 2005

VENEZUELA LIBRE

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Caracas 15 Abril 2005

" ESSERE RICCHI FÁ MALE !"

Testuali parole del ex colonnello ribelle adesso presidente del Venezuela Hugo Chavez durante un discorso pronunciato in occasione dei festeggiamenti da lui stessi dichiarati per il suo trionfale ritorno al potere dopo il massacro e l'abbandono della presidenza avvenuto l' 11 Aprile del 2002.

Vestito con divisa di campagna allo stile cubano secondo le nuove regole imposte alle forze armate e difronte a un gruppo di riservisti, circa 20.000 schierati quali guardie pretoriane nel cortile del forte Tiuna in Caracas capitale della republica per circa tre ore arringava la truppa illustrando i nuovi elementi che verranno inseriti nella politica rivoluzionaria.

Come abitudinari e ripetitivi i violenti attacchi agli Stati Uniti acusandoli di star preparando una invasione allo stile Iraq peró questa volta appoggiati dalle forze della OTAN la quale secondo informazioni del servizio di controspìonaggio giá da mesi si stá esercitando per uno sbarco e ocupazione del territorio venezuelano.

Nulla come vedere un capo di stato vestito da militare alla moda Fidelista informare sui piani della guerra asimmetrica o di guerriglia contro coloro che credevamo sino a poco fossero i nostri piú apprezzati alleati ci ha riportato molti anni indietro e a situazioni le quali credevamo aver superato.

La paga dei riservisti sará raddoppiata e il numero moltiplicato per cento per difendere la " Nostra rivoluzione bolivariana " e a questo punto si é chiarito ogni dubbio: Dietro il sipario mimetizzato nel quale appare lo zio Sam con i denti affilati e il ghigno satanico la scena reale é la difesa della rivoluzione contro tutti coloro che vi si oppongano. Chiaro votino per chi votino giá che non si puó perdere la immagine di democrazia abilmente dipinta nello scenario internazionale.

Durante tal funesto discorso Hugo Chavez ha informato che tutti i contratti con le imprese petrolifere private per lo sfruttamento di pozzi considerati allora dalla petroliera statale come improduttivi firmati dal 1992 sino al 1999 saranno annullati o comunque riconsiderati alla luce della nuova tendenza bolivariana. Tali imprese tanto nazionali come straniere dovranno associarsi con cooperative locali per poter essere di nuovo concessionarie sia con il favore o contro la legislazione internazionale giá che il petrolio é adesso considerato come elemento strategico rivoluzionario.

"Essere ricchi é male !" Dichiarava poi ripetendo piú tardi il discorso da un ponteggio gigantesco montato nelle vicinanze del palazzo presidenziale. La camicia rossa adesso sostituisce il verde oliva militare, lo scenario é cambiato e il popolo é quello che assiste ora alla riunione per festeggiare il ritorno del presidente. " I ricchi dovrebbero donare tutto il loro denaro e mettersi un basco rosso per seguire i passi della rivoluzione " mentre gli applausi scoppiano costantemente.

É vero, se essere ricchi é male e va contro i canoni della rivoluzione perché Fidel Castro é considerato dalla rivista Fortune come uno degli uomini piú ricchi del mondo ? Perché Hugo Chavez appena giunto alla presidenza ha aquistato uno degli aerei executive piú cari del mondo ? Perché la sua famiglia sino a qualche anno indietro umili contadini é oggi una delle piú ricche del Venezuela ?

Cosí come é difficile credere a un uomo che parla di amore e di pace vestito da soldato e con attitudine minacciosa lo é altrettanto credere nella povertá di colui che ha dissipato sino ad ora ben 300.000 milioni di dollari in un paese dove nello stesso periodo la povertá é aumentata dal 45 % al 55 % . Come parlare di povertá quando si conduce una nazione nella quale in sei anni la svalutazione reale della moneta é stata del 400 % e dove un 28 % della popolazione vive con meno di un dollaro al giorno ?

Maria Luz FdC

Tuesday, April 12, 2005

VENEZUELA LIBRE

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Caracas 11 Aprile 2005

VENEZUELA 11 APRILE 2002, 19 MARTIRI.

Son solo passati tre anni dal massacro di 19 cittadini venezuelani che nelle strade della capitale sfilavano esigendo piú democrazia e libertá e il mondo si é gia dimenticato di loro.

Centinaia di feriti hanno faticosamente ricostruito le loro vite giunte quel giorno all'orlo del precipizio solo per esigere a un regime piú libertá e democrazia e il mondo si é dimenticato di loro.

Milioni di persone quel fatidico 11 di Aprile abbiamo marciato per esigere la restituzione dei nostri diritti e l'amore rivoluzionario ci ha accolti con proiettili, sassate, bastonate, insulti e il mondo si é dimenticato di noi.

Decine di migliaia di persone hanno perduto il loro lavoro unico sostegno della famiglia ed ancora oggi ne pagano le conseguenze e il mondo si é dimenticato di loro.

Migliaia di persone sfilano giorno e notte difronte alle sedi diplomatiche straniere nella speranza di sfuggire ad un ingiusto castigo e con la certezza di trovare fuori dei confini della terra che li ha visti nascere lavoro, libertá e giustizia e il mondo é indifferente difronte a tanta tristezza.

Mi chiedo perché il mondo si é dimenticato di noi ? Oggi 11 di Aprile ben tre anni dopo aver visto massacrare il mio popolo volevo portare un fiore, un solo fiore un semplice ricordo sotto il ponte che ha visto correre il sangue e le lacrime della mia gente peró il terrore mi ha vinto. Il terrore di perdere me stessa, la famiglia, i figli, tutti i miei cari.

Adesso capisco perché il mondo si é dimenticato di noi. Noi stessi ci siamo obbligati a vivere dimenticando il giorno anteriore. Dimenticando le offese ricevute, i soprusi sopportati, le impunitá fatte leggi, le impudiche richezze velocemente accumulate.

Ci siamo pbbligati a dimenticare per sopravvivere, non vedere per non soffrire, tacere per timore. Forse un giorno avró il coraggio di alzare gli occhi, la voce e offrendo un petto oramai stanco dire: "Quel giorno c'ero anch'io, questo é il mio testimonio" Sino ad allora il mondo ci avrá dimenticato.

Maria Luf FdC

Sunday, April 10, 2005

VENEZUELA LIBRE

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Caracas 10 Aprile 2005
LA RACCOLTA DELL'ODIO

Nonostante la smentita data dal presidente Hugo Chavez rispetto a quanto indicato del suo piú fedele collaboratore E.Otaiza ex commilitone ribelle appartenente alla ala radicale della rivoluzione e recentemente nominato presidente dell'Istituto Nazionale della Terra. il pensiero del lider bolivariano risulta evidente nelle dichiarazioni della agenzia EFE che riportiamo testualmente.

VENEZUELA-EEUU
Chávez: militares y civiles deben prepararse para conflicto
Caracas, 8 abr (EFE).- El presidente de Venezuela, Hugo Chávez, dijo que su país debe de estar preparado para afrontar un hipotético conflicto asimétrico con los Estados Unidos que tendría como objetivo final el control de los recursos petroleros.

E.Otaiza considerato uno dei piú radicali e violenti difensori della causa rivoluzionaria é stato recentemente nominato dallo stesso presidente Chavez alla presidenza dell' Istituto Nazionale della Terra. Tale nomina ha permesso attivare i meccanismi di " recupero " secondo il regime di oltre 150.000 ettari di terre confiscate al famoso Hato Piñero conosciuto nel mondo per gli studi di conservazione di flora e fauna silvestre e al Hato Charcote di proprietá di una compagnia Inglese utilizzati con fine di allevamente intensiso e estensivo di bestiame.

Durante una conferenza stampa il Signor Otaiza dichiarava apertamente sulla necessitá di un esercito parallelo definito come riserva popolare e sulla filosofia dell'odio verso il governo nord americano secondo lui prossimo eventuale aggressore del territorio nazionale. Interrogato al riguardo Hugo Chavez smenitva la ideologia dell'odio affermando che la rivoluzione bolivariana si basava sull'amore costruttivo verso qualunque nazione e popolo della terra.

Tali dichiarazioni date a giornalisti nazionali e per il consumo interno contrastano con la posizione chiara riportata dalla agenzia EFE, dichiarazioni nelle quali é evidente la posizione ostile del presidente verso il vicino paese del nord. Il preparare un paese e un esercito tanto professionale come parallelo o di riservisti a una guerra asimmetrica o guerra totale non si puó immarcare certo in una posizione pacifista soprattutto quando a tali dichiarazioni si aggiungono gli ingenti aquisti di armi fatti recentemente dalla nazione sud americana alla Russia, Cina, Spagna e Brasile.

Saranno queste le armi dell'amore alle quali Chavez si riferisce ? I famosi fucili AK47 utilizzati dalla guerriglia in tutto il mondo, gli elicotteri artigliati russi altrettanto famosi nel conflitto di Afganistan, gli aerei trasporto truppe e di combattimento aquistati alla Spagna e al brasile sono forse le armi dell'amore e della compresione rivoluzionaria tanto pubblicizzata da Chavez ?

É evidente che la semina dell'odio verso la nazione nord americana fa parte della strategia rivoluzionaria e serve come elemento di coesione popolare giá che sino ad ora l'unico supporto reale base sulla quale riposa la struttura del regime rivoluzionario é il denaro proporzionato dalle esportazioni petrolifere e ulizzato per comperare gli strati piú poveri della popolazione. Come dimenticare che il 75 % degli abitanti vive in condizioni di povertá critica e pertanto di assoluta dipendenza degli aiuti che il regime gli fá pervenire attraverso le varie " missioni " ?

Tale dipendenza economica non garantisce evidentemente una assoluta fedeltá cosa che potrebbe cristallizzare seminando odio verso il nemico indicato da Fidel Castro, G.W.Busch e tutto il governo nord americano definito ripetutamente dallo stesso Chavez come l'impero del male.

La raccolta dell'odio come di qualunque altra cosa si produce arando e abonando la terra come stá facendo il regime e il suo lider ,creando una base filosofica di odio e preparando la popolazione civile a una guerra asimmetrica cioé senza quartiere né rispetto delle norme contenute nella convenzione di Ginevra. Poi attraverso di portavoce non autorizzati e quindi rapidamente smentiti lanciare campgne di odio contro un ipotetico nemico che in realtá si puó identificare con una classe sociale.

Nulla di nuovo nel campo della politica e meno in quello della filosofia La semina e la raccolta dell'odio sono fondamentali per la sopravvivenza di qualunque regime. Presto Hugo Chavez visiterá l'Italia il cui pendolo politico si stá spostando verso un centro sinistra. Sicuramente il libretto degli assegni dell' adesso conosciuto come il nuovo magnate sud americano del petrolio spalancherá le porte del bel paese.

Viva l'Italia, Viva il Venezuela, viva i dollari e per il resto ? Bah ........Vedremo, i nostri morti, imprigionati, torturati ecc, questi ce li piangiamo noi.

Maria Luz FdC

Wednesday, April 06, 2005

VENEZUELA LIBRE

VENEZUELA LIBRE
Caracas 6 Aprile 2005

LA FORZA DELLA VERITÁ

Son passati due giorni dalla morte del Papa Giovanni Paolo II e solo adesso il mondo intero si stá rendendo conto della immensa forza che un semplice uomo possedeva. Un anziano oramai curvato dagli anni e dalle malattie che con la forza di un terremoto ha scosso la terra lasciando una opera immane e un legato titanico a colui che gli succederá, la forza della veritá.

Pochi sono coloro che nel mondo, compartendo o meno la fede e la visione del Pontefice non hanno partecipato anche solo per pochi minuti attraverso uno schermo televisivo o un informativo radiofonico alle esequie di Giovanni Paolo il Papa polacco. Colui che della veritá ha costruito un potere immenso e usandola come un maglio senza timore ha fratturato un impero costruito sull'inganno e la menzogna. Il comunismo é stato sconfitto da un uomo che ha risposto alla potenza militare solo con la forza della veritá e con il coraggio di sostenerla dovunque si é recato.

La forza della veritá e quella della giustizia oggi sono consacrate dai milioni di persone che arrivati da tutti i continenti, parlando lingue diverse, appartenendo a razze e religioni un tempo nemiche attendono ore pazientemente in coda in una Roma oramai saturata per dare l'ultimo addio non solo all'uomo bensí a quello che ha rappresentato, la forza della fede e della veritá.

Quale altro essere umano ha ricevuto un testimonio cosí grande da parte della umanitá intera ? Nessuno, e nessuno lo riceverá mai piú sino a quando coloro che confondono il potere con la veritá si rendano conto del peso insignificante che rappresentano difronte a una dimostrazione cosí schiacciante. Giovanni Paolo, il Papa di Cracovia come lo chiamavano familiarmente i parenti e amici ha sconfitto un impero tenebroso solo con la veritá e la sua immensa forza per sostenerla difronte alle avversitá.

Si chiama Fede ? O solo ferrea volontá di credere nella giustizia ? O profonda convinzione in un essere umano fatto a immagine del Dio Creatore ? Difficle dirlo peró sotto il suo peso sono caduti i missili nucleari e le piú feroci repressioni. Insolito vedere Fidel Castro recarsi a una chiesa e approvare l'operato del Papa, peró tutti sappiamo che Fidel, uno degli ultimi dittatori, ha sempre giocato di anticipo e grazie a questa abilitá si é mantenuto. Oggi Fidel, amico fraterno di Hugo Chavez Fria che come lui ha sempre e solo creduto nel potere personale, oggi ha giocato sulla carta del Papa di Cracovia. Ha giocato di anticipo giá che é cosciente che in qualunque momento se lo troverá di fronte peró questa volta come giudice.

Chi ricorda i funerali di Stalin ? Chi quelli di Mao ? E chi quelli di tiranni, re, imperatori ? Nessuno o pochi, pochissimi, sicuramente fra loro chi come Castro presi dal panico si sono resi conto che lottare contro la forza della veritá é inutile, la sconfitta é sicura. La veritá non uccide come il potere, accerezza e consiglia. La veritá non imprigiona e tortura, la veritá spiega e illustra. La veritá non attacca non offende, la veritá ti tende una mano sicura e aiuta.

Castro si é recato in Chiesa nella sua isola che galleggia grazie ai barili di petrolio venezuelani che gli regala Hugo Chavez perché nel labirinto del suo potere esistono spiragli di visione. La etá lo consiglia, pero, coloro che lo hanno seguito nella tragica avventura avranno gli stessi spiragli ? O semplicemente vorranno misurare il meschino potere politico con la forza della veritá ?
Tutti ricordiamo le parole del Santo Padre nella sua ultima visita qui in Venezuela riferendosi alla necessitá del popolo di un risveglio morale e di partecipazione.

Saremo capaci di alzarci dallo stato di abbattimento nel quale ci troviamo ? Ci hanno convito che il potere politico dell'uomo é insuperabile peró nulla é piú lontano della veritá, nulla, assolutamente nulla é poderoso come la forza della veritá e il Papa ne é stata la dimostrazione universale.

Maria Luz FdC

Tuesday, April 05, 2005

VENEZUELA LIBRE

VENEZUELA LIBRE
Caracas 4 Aprile 2005

PARALLELISMI

Il 18 aprile 1980 i movimenti di liberazione guidati da Mugabe e da Joshua Nkomo ottengono l'indipendenza. Robert Mugabe diventa primo ministro e qui finisce la favola rivoluzionaria. Sfruttando il clima storico Mugabe sviluppa nei media del regime da lui controllati un culto della personalità degna di Mobutu, il peggior dittatore africano. La nascita dell’opposizione, I giornali vicini a essa, le sedi dell’opposizione e i funzionari sospettati di parteggiare per i democratici sono vittime di una feroce repressione. Contro tutti Mugabe continua a giocare la carta ormai logora e strumentale del nazionalismo contro i "nemici esterni", servi di Blair e degli Usa che lo hanno posto nella lista nera delle "nazioni canaglia".

Mugabe ha confiscato le aziende agricole di più di 4mila agricoltori bianchi. non tanto per realizzare una riforma agraria attesa dalla popolazione ma per punire il sostegno della classe borghese all'opposizione e rinfocolare i sentimenti anticoloniali. Ma il gioco non funziona più. "L'esproprio proletario" di Mugabe si è risolto in una distribuzione di terre a familiari, amici e simpatizzanti, con il risultato che il granaio della regione si è trasformato in un paese dove si fa la fila per mezzo chilo di mais. Per questa gente costretta a vivere con un inflazione del 350% , le infrastrutture sanitarie e scolastiche collassate Il sogno rivoluzionario si è trasformato in incubo dove negozi vuoti e oppositori torturati o imprigionati. Sono stanchi di aspettare, "Pancia vuota" è pronta a combattere e i rischi di una transizione violenta in Zimbabwe non sono da scartare.

Jean Leonard Touadi

Questa é una breve nota giornalistica inviata da un collega alla pagina "Lettera 22" sulla terribile situazione della libertá e democrazia in Zimbawue dove in una recente e assolutamente viziata elezione ha di nuovo vinto il partito rivoluzionario del "Signor"Robert Mugabe.

Il governante africano Robert Mugabe é stato recentemente dichiarato dall'attuale presidente del Venezuela ex colonnello Hugo Chavez amico del popolo venezuelano e gli é stata consegnata una condecorazione e la replica della spada del liberatore di america Simon Bolivar mentre il " Signor Mugabe " stava letteralmente dormendo al punto che la spada, simbolo di tanta importanza storica per la nazione sud americana cadde al suolo durante la cerimonia

Di nuovo il socialismo castro-bolivariano, di nuovo la favola della rivoluzione raccontata in mille modi e mille lingue differenti peró sempre con gli stessi tragici risultati. Quella che era una splendida economia agricola africana tale da essere denominata il granaio dell'africa oggi riesce a mala pena a non far morire di fame gli abitanti di Zimbawue e elezione dopo elezione Mugabe e i suoi rivoluzionari schiacciano la oramai sparuta opposizione.

I parallesmi con la venezuela rivoluzionaria sono evidenti e la unica differenza realmente palpabile sono le missioni inaugurate da Chavez per salvare il suo regime dal pericolo del referendum e la inflazione che quest'anno si prevede al di sotto del 20 %.

Costituisce questa differenza punti a favore del governo chavista rispetto a quello di Mugabe ?
Se é vero che il dittatore africano aveva a sua disposizione i granai dell'africa la rivoluzione bolivariana castro-chavista venezuelana ha:
-Ricevuto per fatture di esportazione petrolifere ben 250.000 milioni di dollari in sei anni di governo.
-Il debito estero é passato da 22.000 a 27.000 mila milioni di dollari
-Il debito interno é passato da 1.069 a 13.500 milioni di dollari
A tutto ció bisogna sommare una emissione di buoni in euro per 1.000 milioni e una nuova per ben 1.500 milioni.

Oggi in Venezuela, nazione con riserve di crudo superiori a qualunque altro paese americano la povertá critica cioé quella dove non si mangia é del 26 %, un aumento del 10 % rispetto a sei anni fá e la povertá é del 54 % con un aumento dello stesso 10 % rispetto agli inizi del regime rivoluzionario. Dati ufficiali stesso governo bolivariano.

Di fronte a questo desolato panorama ci sentiamo particolarmente vicini alla popolazione di Zimbawue giá che la sventura rivoluzionaria ci ha colpito profondamente e se oggi i nostri dati statistici della nutrizione sono ancora su livelli accettabili é solo per gli immensi giacimenti di oro nero dei quali la popolazione in generale raccolgie solo le briciole.

Molto presto come nella repubblica africana anche quí ci saranno elezioni di tipo amministrativo le quali verranno organizzate dal regime rivoluzionario secondo i canoni giá utilizzati anteriormente.
Un consiglio elettorale totalmente controllato dal regime e ugualmemte il sistema automatizzato delle liste dei votanti.

La opposizione o quello che resta di essa si prepara per affrontare la sfida delle urne con la stessa ingenuitá politica che mi permetto oramai definire come infantilismo per non giungere a pensare nella peggior mala fede. Non solo non é riuscita a coesionare un fronte unico e compatto per dare al Venezuela e al mondo una immagine di unitá bensí fra gli stessi lider dei rachitici partiti che ancora esistono non hanno sviluppato un solo abbozzo di idee sufficenti e convincenti.

Amici di Zimbawue, viviamo in continenti diversi, siamo lontani migliaia di kilometri peró realmente vicini nella grande sventura di non avere la capacitá per approfittare un immenso esercito di cittadini che vuole solo vivere in pace libertá e democrazia. Che tristezza !

Una breve nota al margine, oggi in Venzuela il costo di un passaporto si traduce in circa tre o quattro giorni di coda continua e alle intemperie presso l'ufficio incaricato di compilare il documento o in 500 dollari dati al funzionario che agilizzerá il tramite. La tariffa si applica chiaramente a coloro che non hanno credenziali rivoluzionarie. Mi chiedo se in Zimbawue la situazione é simile ?

Maria Luz FdC

Friday, April 01, 2005

VENEZUELA LIBRE

VENEZUELA LIBRE
Caracas 1 Aprile 2005

PROFILI E CONTRASTI

Il mondo tace. Nonostante milioni di televisori e radio trasmettono costantemente notizie sul difficile stato di salute del Papa Giovanni Paolo II una cappa di silenzio accompagna la lunga attesa di coloro che vedono nella sua scomparsa la fine di una era cosí come la sua assunzione al papato ne marcó l'inizio.

Dalla lontana e quasi sconosciuta Cracovia Giovanni Paolo II ha spinto la fede cristiana ai confini del mondo avvicinandola con la sua presenza viva in tutti i continenti e lanciando ponti laddove la storia e la inconprensione li avevano distrutti. Nato uomo in Polonia si é trasformato attraverso la umiltá e la perseveranza in un gigante della vita pubblica mondiale al punto che cittadini di tutti i paesi oggi piangono la sua malattia e guardano con perplessitá il futuro.

Artefice della disintegrazione del comunismo sovietico riveló la vera debolezza del sistema politico quando questo non include la fede e la partecipazione volontaria dei popoli. Una filosofia senza sentimenti é solo un esercizio retorico destinato al fallimento e cosí fú cominciando dalla sua nativa Polonia. Nato semplice uomo oggi immenso gigante nella storia universale.

Un altro uomo é nato nelle tristi difficoltá della povertá argentina. Diego Armando Maradona oggi ospite di onore del presidente del Venezuela Hugo Chavez é seduto al lato del lider rivoluzionario bolivariano dichiarando il suo amore e ammirazione per colui che dopo aver condotto una fallita e sanguinosa rivolta militare raggiunse la presidenza della nazione sud americana nell'anno 1999.

Diego Armando Maradana, nato nelle grandi difficoltá della Argentina marginale riuscí grazie a un dono naturale di maneggio del pallone ad aprirsi la strada nel mondo del calcio raggiungendo rapidamente la fama e una ricchezza quasi senza limiti. Peró la assoluta mancanza delle doti umane fondamentali, quelle che hanno ingigantito il Papa, la umiltá e la perseveranza, dopo pochi anni era ridotto alla triste condizione di schiavo della droga. La volontá dell'ex calciatore non é stata sufficente nemmeno per affrontare una vigorosa dieta e cosí poter ridurre il suo esagerato peso corporale. Dovette recentemente sopporsi ad una riduzione chirurgica con un intervento che gli inutilizza una gran percentuale dello stomaco.

Questo personaggio un tempo famoso oggi solo patetico é ospite di onore del presidente venezuelano per la apertura del capionato di calcio sub 17 e si é presentato nella riunione di Puerto Ordaz ( Venezuela ) sedendosi al lato del presidente Hugo Chavez e del brasiliano Lula da Silva. Improvvisazione o caso ? Ricerca della foto da paparazzi o semplicemente patetica scena di riunione ? Difficile dirlo peró sicuramente l'improvvisata era giá da tempo preparata gá che tutti i giornalisti del mondo conoscono bene le strettissime misure di sicurezza che circondano costantemente Hugo Chavez.

Solo quando scompaiono i grandi uomini il mondo tace, attonito difronte a un futuro incerto giá che colui il ha partecipato alla sua costruzione scompare. Al contrario, colui che non ha saputo approfittare o mantenere le proprie straordinarie doti naturali disprezzandole con una riprovevole condotta solo troverá appoggio laddove si é spenta la luce della virtú.

Il Papa Giovanni Paolo II sará un esempio perenne di coraggio e intelligenza, di umiltá e perseveranza peró che esempio potrá dare Maradonna ai giovani venezuelani ? Lo avrá pensato Hugo Chavez o lo avrá invitato solo per ascoltare l'ex calciatore dire che lui, Fidel Castro e Ghaddafi sono i personaggi che piú ammira ?

Maria Luz FdC