VENEZUELA LIBRE

Wednesday, February 23, 2005

VENEZUELA LIBRE

VENEZUELA LIBRE
Caracas 23 Febbraio 2005

NON FIORI SIGNORA MAC COY, SOLO OPERE DI BENE.

Da ieri moltissimi venezuelani si chiedono " Cosa verrá a fare la Signora Jennifer Mac Coy ? " la quale ricordiamo diresse la commissione del Centro Carter che supervisó il famoso referendum revocatorio avvenuto il 15 di Agosto 2004 per deporre il presidente Hugo Chavez Frias.

Tutti ricordiamo la famosa notte del 15, le ore di attesa, le speranze poi spente alle tre della mattina quando in un annunzio per molti funesto il Dott. Carrasquero, responsabile della Commissione Nazionale Elettorale dava i primi risultati. Chavez era riconfermato alla presidenza della republica

Dopo mesi di lotta per giungere al fatidico referendum, dopo aver superato barriere di tutti i tipi, ostacoli posti dal regime per evitare la chiamata alle urne una gran parte del popolo venezuelano quel giorno fece code di 10, 12 ore per poter votare nelle terribili condizioni imposte dal regime rivoluzionario per poi in minuti vedersi sfuggire la vittoria come sabbia fra le dita.

Tutto il processo anteriore al referendum, procedimento frutto di due anni di conversazioni fra la opposizione e il regime fu accompagnato dalla presenza della OEA e in particolare del Centro Carter nel quale molti, moltissimi avevano riposto la loro fiducia. Quella mattina alle prime luci dell'alba e soprattutto il giorno dopo quando iniziarono le prime dichiarazioni della Signora Mac Coy la fiducia crolló nel baratro della miseria e dell'inganno.

Oggi, dopo molti mesi ritorna sulla scena quella stessa Signora Mac Coy che partecipó imperterrita alle esequie della democrazia in Venezuela, colei che dal centro del potere elettorale sin da allora fagocitato dalle mandibole rivoluzionarie dichiaró la fine della libertá e l'inizio della espansione dei principi castristi giá che tutte le barriere erano state polverizzate.

Ci chiediamo di nuovo " Perché ritorna in Venezuela la Signora Mac Coy, perché di nuovo il centro Carter ? " Verranno forse a fare lautopsia al cadavere della democrazia e di coloro che lottarono per mantenerla? O forse vorranno corroborare che nessuno dei giá pochi lider democratici i quali sono ancora politicamente attivi possano generare futuri inconvenienti.

L'ex presidente Jimmy Carter acompagnato dal suo perenne dolce sorriso vorrá forse sapere se esistono ancora le macchie di sangue nei vialoni di Caracas dove sfilarono pacificamente inneggiando alla libertá milioni di cittadini. O forse vorrá cancellare il sangue dalla Piazza Altamira dove si immolarono colore che credettero nella democrazia e nella protezione del gran padre Carter ? Vorrá forse sapere se esistono tuttora nelle terribili carceri venezuelane prigionieri politici o forse appaiono ancora le tracce delle torture alle quali furono sottoposti coloro che non rinunciarono al sogno di una terra libera e giusta?

Se questi sono i motivi non si preoccupino la Signora Mac Coy e meno il Signor Carter, non é il caso di riesumare un cadavere che causa tuttora molto dolore. Strazio alle vedove agli orfani, ai padri i figli dei quali sono stati uccisi. Lasciate Vi prego risposare in pace il corpo che solo pochi mesi fá avete aiutato a massacrare. Quí é morta oramai la libertá, l'intelletto, la speranza di vivere un mondo migliore e solo, al lato della sepoltura, una piccola luce,una fiammella é ancora accesa quella della speranza che non morirá mai.

Grazie per la visita della Signora Mac Coy, speriamo che il suo soggiorno sia fugace come lo fu la speranza del 15 di Agosto: Solo poche ore.

Maria Luz FdC

Monday, February 21, 2005

VENEZUELA LIBRE

VENEZUELA LIBRE
Caracas 21 Febbraio 2005

I TAMBURI DI LATTA.

Non ho per mia fortuna vissuto una guerra né tutto ció che la prepara, il linguaggio, le minacce, le offese, le promesse incompiute. Peró acoltando il presidente del Venezuela Hugo Chavez mi si accappona le pelle e corrono nella memoria le migliaia di scene, fotografie, reportage sugli ultimi eventi bellici. Yugoslavia, Irak, ec.ecc.

In effetti nel suo linguaggio pittoresco che oscilla costantemente fra l'indignazione e la operetta il lider bolivariano ex colonnello adesso presidente del paese sud americano ha dichiarato durante il suo consueto messaggio domenicale quanto segue :
" Io sono un uomo condannato a morte e se qualcosa mi succede accuso fromalmente davanti agli occhi del mondo e del Venezuela al presidente Geroge W. Busch di essere responsabile della mia morte "

Frasi grosse, espressioni pesanti soprattutto perché ribattute dal solito ricatto energetico " Se mi succede qualcosa gli Stati Uniti possono scordarsi del petrolio venezuelano " e se non fosse sufficente continuava poi minacciando che in caso di aggressione nord americana ????. " Il popolo intero si solleverá contro gli invasori e non solo il popolo del Venezuela bensí tutto il continente. "

Per coloro che vivono in stretto contatto con i fatti e le notizie internazionali é semplicemente agghiacciante ascoltare dalla bocca di un capo di stato accuse cosí dirette soprattutto perché pronunziate in un mezzo televisivo dal quale rimbalzano a tutti gli angoli della terra. Molti come me si chiederanno se sono solo tamburi di latta o se nel fondo fanno parte di uno show politico per agglutinare il popolo allo stile castrista o di qualunque altro dittatore nel globo. Qualora cosí fosse il presidente perderebbe immagino nell'ambito mondiale qualunque barlume di serietá e di proiezione a futuro.

Se a questo si uniscono gli aquisti di armi recentemente fatti dalle stesso Hugo Chavez in Russia, Cina, Brasile, Spagna il quadro indubbiamente si complica giá che l'acquisto di elicotteri artigliati russi di ultima generazione, di fucili automatici AK 47, di aerei di riconoscimento a Brasile, di radar e missili antiaerei alla Cina e infine di corvette alla Spagna non é certamente casuale.

Oggi le forze armate del Venezuela sono relativamente poco numerose rispetto a quelle di altri paesi dell'area per esempio Cuba, peró come Fidel oggi Chavez dispone di un esercito riservista di circa 150.000 uomini da sommare alle truppe regolari e che pensa armare con i superavit dell'esercito quando arriveranno i nuovi armamenti.

Guerra contro chi ? Difendersi da chi ? Sono le domande che ci vengono alla mente e oggi, solo 24 ore dopo delle dichiarazioni del presidente Chavez il ministro delle comunicazioni apriva una conferenza stampa al pieno stile cubano accusando cioé tutti i quotidiani e i giornalisti piú importanti nord americani di essere al soldo del odiato G.W. Busch per organizzare una guerra sporca contro il Venezuela.

Saranno solo tamburi di latta ?

Maria Luz FdC

Friday, February 18, 2005

VENEZUELA LIBRE

VENEZUELA LIBRE
Caracas 18 Febbraio 2005

LA VENEZUELA VERA

In questi giorni é stato presentato un nuovo gruppo politico condotto dall'Avv. Tulio Alvarez il quale dando prova di coraggio ha presentato la " FEDERAZIONE VERITÁ VENEZUELA " presentazione durante la quale annuncia le veritá piú scottanti e impellenti che stanno distruggendo la democrazia e la libertá nella nazione.

Forse il messaggio del Avv. Alvarez non é nuovo peró senza dubbio per giungere da un uomo, un conosciuto professionista in lotta aperta con il regime rivoluzionario dovrebbe far riflettere tutti coloro che negli anni passati hanno sacrificato parte di sé e del loro tempo per i valori fondamentali della ragione e della vita. La libertá.

Senza dubbio dall'Agosto del 2004, esattamente dalla notte nella quale furono annunciati i risultati del referendum presidenziale siamo immersi in una specie di limbo intellettuale. Pensandoci bene mi ricordano le code degli sfollati, sfuggiti da qualunque cosa, dalle propie case, dalle convinzioni personali, dalle persecuzioni politiche, dalla propria capacitá di reagire a qualunque avvenimento della vita.

Come gli sfollati o meglio come gli intellettualmente dannificati camminiamo con lo sguardo fisso al pavimento per non vedere quello e chi che ci circonda, con le spalle stanche, caricate di una sconfitta che non meritavamo, le braccia appese come stampelle senza la coscienza di essere condotti laggiú nell'angolo, esattamente dove voleva spingerci il nostro avversario.

In effetti ci hanno spinti sul porto di Dunkerque, ci hanno obbligati alla ritirata e adesso facciamo finta che nulla sia passato, che la battaglia politica, che i gridi, i feriti, i morti, le torture non siano mai successe. Che nulla sia avvenuto, il tutto é solo un ricordo nebbioso del quale vogliamo scappare a ogni costo.

L'avv.Tullio Alavarez, la giornalista Ibelice Pacheco, il Generale Francisco Huson, i commissari Lazaro Forero e Henry Vivas, e molti altri sono oggi in carcere o comunque imputati di delitti che molto hanno a che vedere con la libertá di opinione e sono giustamente coloro che marciando in prima fila chiamano di nuovo a raccolta, lanciano segnali che dovrebbero perlomeno farci riflettere.

Dove sono i professionisti, i tecnici, i medici, gli intellettuali, gli imprenditori, gli studenti tutti coloro che solo per aver costruito una nazione prospera sono oggi messi all'indice, burlati, condannati per aver realizzato i sogni di tutta una generazione ? Sia caso essere imprenditori é un delitto ? É un delitto utlizzare il proprio intelletto e la tenacitá del lavoro per raggiungere le mete alle quali molti di noi siamo giunti ?

In una cosa sicuramente l'avv. Alvarez ha ragione. La paura di perdere, il timore di essere inviati al mondo dei paria al quale appartengono tutti i cittadini che si ribellano, la comoditá di un futuro guidato anche se al porto della sconfitta ci ha reso intellettualmente inerti.

Che importa se il presidente della Corte Suprema é stato pensionato con circa 21 milioni di bolivares al mese pari a 12000 dollari cifra stratosferica per il venezuelano comune e che in piú sia stato nominato prossimo ambasciatore della rivoluzione presso la Santa Sede. Che importa se sono spariti nel fumo la magior parte dei fondi inviati dalla comunitá internazionale per soccorrere gli abitanti della regione Vargas dopo le terribili alluvioni di cinque anni fá. Che importa se il caso Anderson sia impantanato in una giostra di corruzzione.

Siamo quí ancora stupefatti dei risultati apparsi misteriosamente nella notte del 15 di Agosto e nel carosello di magliette rosse, circoli bolivariani missioni educative, sanitarie ecc non riusciamo che a pensare sul modo di salvarci e con noi il lavoro, l'impresa, l'affare, il contratto.
Se i militari inglesi ritirandosi dopo la carneficina di Dunkerque avessero pensato solo nelle loro vite oggi il mondo sarebbe tappezzato di svastiche cominciando per la Russia e la Cina. Lo ricordano questo i comunisti italiani ?

Avanti ! Dott. Alvarez, qualcuno ha sollevato di nuovo le bandiere, Avanti !

Maria Luz FdC

Wednesday, February 16, 2005

VENEZUELA LIBRE

VENEZUELA LIBRE
Caracas 16 Febbraio 2005

LA VALIGIA DEL PRESIDENTE

Ogni presidente, chiaro nel senso moderno della parola, ogni volta che viaggia porta con se una valigia piena di accordi, contratti, concessioni e soprattutto scambi destinati a favorire la nazione e il popolo che rappresenta. Tali accordi di carattere internazionale sono imbastiti da consoli,ambasciatori durante mesi di lavoro per poi essere dichiarati formalmente nelle riunioni, firme, pranzi e cene alle quali il premier partecipa.

Ignacio Lula da Silva, presidente della repubblica del Brasile ha sottoscritto durante una sosta in Caracas durata solo ore decine di accordi con il suo omologo venezuelano Hugo Chavez riuscendo a tempo da record vendere un buon numero di aerei scuola per le forze armate venezuelane o meglio rivoluzionarie,firmare dei sugosissimi contratti di appalto per le costruzione del nuovo gigantesco ponte sul fiume Orinoco ed altre opere di grande importanza come una troncale del metro di Caracas per le quali il governo bolivariano gli ha garantito la fornitura senza concorso previo.

In piú si sono firmati i documenti per la creazione di Petromaerica nella quale il Brasile apporta le sue esperienze nelle ricerca petrolifera marina a cambio di assicurasi un prospero futuro energetico assicurato dal gentile vicino.
Insomma un invidiabile successo su tutti i piani sotto lo sguardo felice tanto dell'ambasaciatore come del console brasiliani che hanno visto coronare i loro sforzi.

Come ha fatto Lula a ottenere tanto in cosí poco tempo ? Non é un segreto, poche parole dette nel memento giusto. Arrivato in Venezuela con una spina dolorosa lasciatagli da Chavez nella riunione di Porto Alegre Lula ha dimostrato che alla base della vera diplomazia esistono i fatti e come le parole servano solamente da musica di fondo.
Dopo aver elogiato tanto Chavez come il suo processo rivoluzionario bolivariano " la vera e nuova democrazia " fra un abbraccio e una polka ha scucito al massimo lider rivoluzionario la bellezza di migliaia di milioni di dollari senza battere un ciglio e con un sorriso smagliante.

Immaginiamo che Fidel si stará arrovellando giá che con tutte le telefonate a Miraflores, palazzo dove risiede il presidente Chavez, nonostante tutte le prediche e gli articoli che giornalmente appaiono sul "Gramma" unico e solo giornale ufficiale della republica di Cuba é solo riuscito ad ottenere alcuni milioni di barili di petrolio greggio e una sottile, molto sottile promessa che la Petrobras e Pdvsa apriranno una raffineria di lubrificanti in Cuba e solo per il consumo interno. Petrobras ha fatto sapere che per la partecipazione richiederá una cuota azionaria del 33 %, imaginiamo che Pdvsa vorrá la stessa paritá e: Come rimarrá Castro abituato al controllo azionario di tutte le compagnie che operano nel mercato cubano ?

Dopo la partenza del premier brasiliano un nuovo arrivo, in effetti da tempo era prevista la visita del presidente della Colombia Alvaro Uribe, visita di cortesia dopo la mareggiata causata con l'arresto del terrorista guerrigliero Rodrigo Granda. Alla fine dell'incontro come era da aspettarsi la dichiarazione congiunta di Uribe e Hugo Chavez affermado il ritorno alle eccellenti relazioni che sempre hanno caratterizzato le due nazioni.

Due punti importanti sono scomparsi sotto la pioggia dei sorrisi,strette di mano e fotografi: Il primo e senza dubbio il piú importante é la frattura ideologica esistente fra la politica di Uribe e quella del lider bolivariano e rivoluzionario. Il costante attaco di Chavez agli Stati Uniti, forte alleato della attuale Colombia e di Uribe, non lascia sicuramente un sapore dolce nella bocca degli invitati.
Il secondo é la ripetizione costante del nome di Lula da Silva nella dichiarazione rilasciata da Hugo Chavez al termine delle riunione con il presidente colombiano. Varie, troppe volte Chavez ha nominato durante la conferenza stampa Lula da Silva come se questi costituisse una specie di armatura o meglio gli conferisse un potere dal quale oramai dipende come insomma da un " Grande Fratello "

L'impressione é che durante la breve visita o nei contatti precedenti Lula da Silva eccellente presidente, statista e ottimo stratega ha seminato nella mente del rivoluzionario uno stato di insicurezza e quindi di soggezzione. A Chavez nonostante tutto stá pesando il tempo.

Maria Luz FdC



Sunday, February 13, 2005

VENEZUELA LIBRE

VENEZUELA LIBRE
Caracas 13 Febbraio 2005

UN TRIANGOLO RIVOLUZIONARIO, AMORE O MORTE.

Mentre il Venezuela soffre una forte inondazione dovuta alle costanti e copiose pioggie cadute in gran parte del suo territorio con decine di morti e migliaia di dannificati il regime sfoggia la sua capacitá di risposta civico militare.

In effetti non si puó negare che il criterio piramidale del regime di Hugo Chavez ha risposto con rapiditá e efficacia alle necessitá della popolazione colpita dal mal tempo offrendo l'appoggio della forza armata unita ai corpi di soccorso civili. Questo ricalca nuovamente lo stile unipersonale e assolutamente verticale del regime bolivariano, tutto funziona se d'accordo agli interessi del vertice cioé del governante.

Nell' ultima riunione della Havana, Cuba, Fidela Castro ha ribadito tre concetti fondamentali che durante gli ultimi anni aveva ammorbidito a causa della paurosa crisi economica che soffriva l'isola:

- Ha attaccato nuovamente ognio iniziativa di tipo privato riducendop i piccoli spazi che aveva aperto alla iniziativa privata. Dichiarava testualmente che Cuba o lui stesso rinascevano come la fenice dopo gli anni di sofferenza dovuta alla caduta della unione sovietica grazie alla Cina e al Venezuela.

-La repressione aperta contro i piccoli commerciati ai qauli era affidata la traballante economia di Cuba sará sicuramenmte accompagnata da una repressione contro coloro che vedevano spiragli di apertura nella ideologia del dittatore.

-Ha confermato di nuovo la presenza di circa 20 mila cubani, in realtá si presume che siano circa 50 mila, che in Venezuela svolgono attivitá di tipo sociale e la partenza di un nuovo contigente di altri 10 mila che si sommeranno alla lotta contro la povertá nel continente.

-Questo fá supporre che il dominio cubano in Veneuela e la espansione a altri paesi sia giá in una fase di penetrazione profonda utilizzando la piattaforma continentale come trampolino di lancio.

Da dove viene tutta la forza di Fidel ? É semplice, é riuscito a cucire il triangolo ideologico fra Cuba, la Cina e il Venezuela. In effetti Cina rappresenta il piú grande cliente di materia prima a livello mondiale, Cuba puó fornire il nickel necessario alla industria pesante che gli asiatici stanno rilanciando e il Venezuela costituirá per il momento uno dei fornitori energetici soprattutto per quanto concerne il greggio e diesel per termoelettrica.

Un secondo passó sará la invasione pacifica del gigante asiatico nel territorio nazionale con la creazione di raffinerie al fine di poter esportare combustibile giá raffinato. Parallelamente la repubblica cinese potrá dedicarsi alle riserve minerali come il ferro e l'alluminio che il Venezuela possiede in abbondanza e soprattutto con gran facilitá di estrazione.

Dicono che i triangoli amorosi non portano un buon fine peró nel caso di Cuba, Venezuela e Cina il finale prevedibile é una alleanza, secondo una frase tanto cara al colonnello Hugo Chavez, di tipo civico militare che sicuramente peserá sugli equilibri continentali.

Nei prossimi giorni é prevista in Caracas una visita del premier brasiliano Ignazio Lula da Silva e non sarebbe da meravigliarsi se il triangolo potesse prevedere una trasformazione geometrica in quadrilatero giá che il Brasile ha un alta percentuale della popolazione di origine orientale.

Potrá Lula da Silva sottrarsi alla tentazione gialla, cioé a formar parte del gruppo che condotto dalla cina e utilizzando le mani di Fidel possa dominare il continente ?

Maria Luz FdC


Wednesday, February 09, 2005

VENEZUELA LIBRE

VENEZUELA LIBRE
Caracas 9 Febbraio 2005

MINACCE ASIMMETRICHE PER UNO SCONTRO SOGNATO.

Giá da tempo, esattamente dopo la rinunzia del presidente Hugo Chavez poi reinsediato nel potere, fatti avvenuti nell'Aprile del 2002, la repubblica bolivariana del Venezuela si stá preparando per sotenere una invasione da parte degli Stati Uniti e della vicina Colombia, entrambi nemici politici e profondi antagonisti della filosofia pseudo castrista del lider bolivariano. Nulla di strano giá che per sopravvivere una rivoluzione ha bisogno di creare un costante stato prebellico.

Tale preparazione si svolge su tre fronti che costituiscono i punti deboli della nazione sud americana:

- Limitazione territoriale e numerica della forze armate regolari difronte a nemici enormemente superiori.

- Limitazione in armamento giá che quello attualmente diponibile é del tipo convenzionale da tempo abbandonato dagli Stati Uniti sino a poco unici fornitori del governo venezuelano.

- Limitazione economiche giá che uno dei clienti piú importanti della fonte di ricchezza venezolana, il petrolio, sono giustamente gli USA i quali importano circa il 70 % della produzione.

Indubbiamente una equazione difficile da risolvere alla quale l'attuale regime ha risposto con varie azioni.

La limitazione numerica dell'esercito regolare potrá essere superata con la creazione di un corpo di riservisti di oltre 150.000 uomini i quali sono posti direttamente agli ordini del presidente e potranno essere impiegati in quello che viene denominata come resistenza asimmetrica. La parole fu coniata durante la guerra di Corea e utilizzata con successo poi in Vietnam.

In realtá i riservisti costituiscono un corpo di spinta e controllo della popolazione nella quale si dovrá creare il numero di combattenti sufficenti per fare fronte a eserciti regolari di gran numero e potere bellico. Elementi moltiplicatori che in ogni centro urbano o rurale recluteranno civili, cioé coloro che in realtá affronteranno il nemico sia con tecniche convenzionali sia con quelle tipiche della guerriglia.

La seconda incognita della equazione é rappresentata dall'armamento considerato superato e insufficente per armare un esercito irregolare di oltre 3 milioni di combattenti. Per superare tale inconveniente il regime rioluzionario ha deciso l'aquisto di fucili K 47 alla Russia aprendo la possibilitá di installare una catena di montaggio in Venezuela. Il primo contratto di 100.000 pezzi permetterá passare gli attuali FAL di provenienza americana di cui sono dotate attualmente le forze armate ai battaglioni dei riservisti. Il fucile russo K 47 é uno dei piú usati nella guerra di guerriglia per le sue particolari doti di resistenza e semplicitá di manutenzione.

A questo si possono aggiungere i contratti degli elicotteri artigliati russi firmati dal presidente Chavez in Russia, elicotteri che hanno svolto un eccellente lavoro in Afganistan. Si sommano infine i missili antiaerei aquistati nel corso della visita in Cina i quali saranno destinati alla protezione del territorio nazionale.

Ultima parte della equazione é la dipendenza economica del Venezuela dagli Stati Uniti trattandosi quest'ultimo del maggior compratore attuale del crudo. Tale ostacolo presenta per il lider bolivariano maggiori difficoltá che gli anteriori giá che il petrolio locale é un idrocarburo di tipo pesante e extrapesante con alto contenuto di zolfo e ha bisogno di un particolare ciclo di raffinazione. Per tale ragione giá da molti anni la petroliera nazionale PDVSA é propietaria della compagnia CISGO radicata in nord america e che possiede laggiú raffinerie specializzate per tale prodotto.

Sicuramente Hugo Chavez negli incontri con il suo omologo cinese avrá previsto la creazione di nuovi centri di raffinazione per poter inviare al gigante asiatico parte del greggio e sfuggire cosí alla morsa continentale giá che i mercati vicini disponibili non sono né per quantitá né per tipo di prodotto interessati economicamente. Non possiamo dimenticare che per la rivoluzione bolivariana o neo castrista il petrolio é considerata solamente un arma strategica e ideologica con i paesi della area dei caraibi e del sud america.

Rispetto a questi ultimi varie volte Hugo Chavez ha ripetuto che tali paesi riferendosi in particolare a Brasile, Argentina, Bolivia e evidentemente Cuba scenderebbero in un conflitto qualora gli Stati Uniti minacciassero la integritá del territorio venezuelano.

Insomma una strana mescolanza fra la Yihad o guerra santa e la madre di tutte le battaglie del arcifamoso Saddam. Un coktail cosí non sará esplosivo soprattutto quando mescolato con il Rhum locale ? Non sarebbe forse opportuno un controllo internazionale su tali movimenti armamentisti ?

Maria Luz FdC


Monday, February 07, 2005

VENEZUELA LIBRE

VENEZUELA LIBRE
Caracas 7 Febbraio 2005

VENEZUELA, UN CORVO DA CENTO MILIONI

Nemmeno nelle prestigiose aste delle piú rinomate case londinesi si era venduto un " CORVO " per centomilioni di bolivares pari a 50.000 dollari circa.

L'acquisto é stato fatto, secondo infromazioni, dal regime rivoluzionario bolivariano il quale ha sborsato tale somma come taglia o ricompensa per la cattura del " Corvo " il quale era ricercato dai tribunali locali imputato di ribellione e incendio doloso.

In realtá il " Corvo " é il soprannome del Generale della guardia nazionale Felipe Rodriguez nominato da Hugo Chavez all'inizio del suo governo nell'anno 1999 come responsabile della formazione dei futuri capi di stato maggiore.

Successivamente dovuto ai fatti dell'anno 2002 e al disaccordo sulla condotta del lider rivoluzionario rispetto ai gravissimi incidenti che causarono decine di morti e centiania di feriti il Generale Rodriguez si pronunziava insieme con altri importanti esponenti delle forze armate creando un gruppo poi denominato della Piazza Altamira procedendo a occupare simbolicamente la piazza e a svolgere dibattiti pubblici criticando la condotta tanto del governo come dello stesso Chavez.

Dovuto a che il militare oggi detenuto era incaricato della sicurezza nella zona della Piazza Altamira e alla sagacitá con la quale svolgeva tale controllo si era guadagnato il soprannome del Corvo, e cosí é apparso nei cartelli distribuiti dal regime nei quali si sollecitavano informazioni a cambio della sugosa ricompensa di cento milioni.

Come é logico in un paese dove il sistema rivoluzionario ha disseminato unitá o comitati di quartiere allo stile cubano e che rappresentano in realtá unicamente centri di informazione e di spionaggio politico raccogliere le informazioni necessarie non é stato difficle. Se aggiungiamo che in Venezuela per l'80% degli abitanti cento milioni cioé 50.000 dollari rappresentano lo stipendio di circa 20 anni di lavoro il gioco é stato ancor piú facile.

Le imputazioni che il procuratore ha preparato per il generale Felipe Rodriguez vanno da alto tradimento, ribellione, incendio doloso, attentato con esplosivo alle ambasciate della repubblica di Colombia e di Spagna per cui si puó supporre che il militare potrá essere condannato a pene molto forti e comunque non minori ai 20 anni di carcere.

Quanto di queste imputazioni sono supportate da prove e quante fanno parte di persecuzioni politiche ?
Difficile dirlo sopratutto perché la rivoluzione bolivariana domina ampiamente tanto la giustizia come la magistratura. Indubbiamente per il " Corvo " il futuro non offre certo le migliori prospettive di ottenere un giusto processo.

Martia Luz FdC

Friday, February 04, 2005

VENEZUELA LIBRE

VENEZUELA LIBRE
Caracas 4 Febbraio 2005

IL PESO DELLA LEGGE.

Poche volte in veritá ho riflettuto sulla espressione comune " Il peso della legge " associandolo automaticamente alla giusta pena sentenziata dal classico colpo di mazzuolo al termine del giudizio, peró ultimamente e quí, in Venezuela, tale peso é divenuto insopportabile soprattutto per coloro che come paria sono esclusi dai ranghi rivoluzionari.

Quel famoso martello di legno che nelle mani del giudice da sempre rappresenta la implacabilitá della giustizia é stato trasformato in un maglio gigantesco che schiaccia, tritura, letteralmente polverizza tutto ció che ideologicamente si oppone al disegno castro bolivariano condotto da Hugo Chavez. Un nuovo stato per il popolo con il popolo e solo per il popolo, una nuova nazione dove il cittadino é parte di un meccanismo creato per aumentare il potere dello stato stesso e per questo creato, alimentato, educato.

Fin dal 1999 data nella quale l'ex colonnello ribelle fu eletto presidente tutte le azioni sono state dirette a sottomettere le istituzioni democratiche fra le quali la procura generale della repubblica, la fiscalia, la magistratura, il parlamento e per ultima la banca centrale della nazione.
Ricordo chiaramente le dichiarazioni della procuratrice della repubblica Marisol Plaza sulla interpretazione delle leggi e della costituzione appena approvata:
"Le leggi e la costituzione bolivariana saranno interpretate d'accordo ai principi della rivoluzione"

Stabilito il principo Plaza tutte le norme si sono aggiustate alla misura e da allora tutte o quasi tutte le sentenze emesse sono state redatte d'accordo a tale principio. Quelle che per ragioni varie potevano contrastare con tale principio legale erano e sono tuttora in termine di revisione e coloro, cioé i magistrati che le hanno emesse sono accusati di essere nemici della patria, nemici del popolo, quello stesso popolo che un giorno li giudicherá in assemblee popolari.Testuali parole di un parlamentario rivoluzionario.

Attraverso un sistema giudiziario interpretativo qualunque attivitá puó generare un delitto punibile. Cosí lo hanno sofferto alcuni militari che essendo in disaccordo con il regime protestarono in forma pacifica, Francisco Huson e Alfonso Martinez Cosí lo hanno sofferto i giornalisti i quali fedeli alla missione di informare in forma indipendente si sono scontrati contro un muro di silenzio e di omertá costruito dai gerarchi del regime e quei pochi che lo hanno superato oggi subiscono la persecuzione dei magistrati e dei procuratori, Patricia Poleo e Ibelice Pacheco.

Altrettanto lo hanno sofferto coloro che nella speranza di poter offrire un processo elettorale pulito hanno posto le loro capacitá al servizio dei cittadini o indagando sulle cause che fecero supporre come broglio il passato referendum revocatorio il quale fu trasformato dal tribunale supremo ossequiente e pro rivoluzionario in plebiscito contrastando quanto indicato nella costituzione. Tullio Alvarez, Maria Corina Machado, sono soggetti oggi a persecuzione per aver commesso il delitto di opinione.

Peró e stranamente il peso onnipotente della legge rivoluzionaria non cade su coloro che abbracciano la fede bolivariana.
Coloro che letteralmente uccisero a randellate un mendicate solo per trovarsi nel cammino di una marcia oppositrice oggi ancora vestiti della uniforme sono stati condannati a lievissime condanne.
Colui che sparó ripetutamente con arma militare contro una attivista di un partito oppositore durante una dimostrazione pacifica oggi paga una condanna di omicidio colposo e pertanto a una pena minima.
Chiaro che tutte queste pene minime saranno ridotte per buon comportamento lasciando solo una scia silenziosa di lutti e lacrime.
Che dire dei fatti del ponte Llaguno, di coloro che furono teleripresi armi in mano sparando e poi assolti e dichiarati eroi ?

Oggi il tribunale supremo della repubblica bolivariana del Venezuela é totalmente in mano a magistrati rivoluzionari e con un passato a tutta prova. Le dichiarazioni del nuovo presidente della corte suprema sono lapidarie. " Correggeremo tutte quelle sentenze emesse dalla corte anteriore che possono colpire il processo e in particolare la sentenza di assoluzione ai militari dei fatti dell'Aprile del 2002 "

Di nuovo mi chiedo a cosa e perché vengono i parlamentari italiani per i quali é sufficente che la economia del Venezuela migliori per assolvere il regime daq ogni responsabilitá. La missione senatoriale dei Signori Pagano e Minardo hanno riscontrato una crescita economica del paese e un netto miglioramento della poltica giá che i veri problemi si centrano sulla assitenza sociale pensioni ecc.ecc.
Si saranno resi conto i parlamentari che gli impresari italiani lavorano solamente se sottoscrivono con il regime una tacita sottomissione ideologica ?
Avranno percaso preso informazioni su coloro che hanno firmato le famose liste Tascon dalle quali dipende il futuro di una famiglia o di una azienda ?


Si sará forse l'ambasciatore dimenticato di commetare sulle invasioni ? Sul caro vita ? Sui bambini abbandonati ? O solamente gli avranno parlato dei centomila medici cubani e della felicitá di ricevere le borse di cibi regalate alle porte dei comité di quartiere. Dei terroristi come Granda ospitati nel territorio nazionale o dei migliaia di milioni di dollari spesi in carovane, marce, riunioni, maglette rosse ecc:

Chissá, forse si é dimenticato di accennarlo, lo fará nella prossima visita o chissá mai

Maria Luz FdC


Wednesday, February 02, 2005

VENEZUELA LIBRE

VENEZUELA LIBRE
Caracas 1 Febbraio 2005

IL GREGGIO IDEOLOGICO.

Alcuni esperti in petrolio si chiederenno se esiste una nuova categoria di petrolio, IL GREGGIO IDEOLOGICO.

Si esiste, la scoperta é opera dell'attuale presidente del Venezuela ex colonnello ex ribelle Hugo Chavez Frias e deve sommarsi alle categorie gia conosciute come il pèsante, extrapesante, leggero, raffinato, solforoso ecc.ecc.

In effetti la nuova categoria del petrolio greggio si trova solo in Venezuela e ha caratteristiche che vanno molto piú in la delle proprietá chimiche o fisiche dell'idrocarburo, crea una corrente di simpatia, antipatia, dipendenza o solo convenienza secondo chi lo stia usando o lo approfitterá.

La perforazione, immagazzinaggio e trasporto incluso nella raffinazione é simile a quello arabo o proveniente dalla Norvegia peró a differenza di questi possiamo descrivere alcuni aspetti realmente particolari che ci permettiamo enumerare:

La quantitá prodotta dalla petroliera nazionale PDVSA sfugge alle leggi naturali del controllo e puó oscillare dovuto forse alla sua catteristica volatile da un dichiarato di 2.7 milioni di barili al giorno secondo le fonti ufficiali a circa 1.7 milioni secondo i dati forniti dagli organismi internazionali esperti in idrocarburi.

Insolito o quanto meno strano potrebbe sembrare che il Venezuela é uno dei pochissimi paesi produttori di greggio appartenenti alla OPEP che produce meno de la cuota assegnata peró questo potrebbe rientrare nel fenomeno che abbiamo definito come greggio ideologico.

Indubbiamente il lider rivoluzionario nel suo incessante affanno di sollevare il mondo dalla povertá ha offerto il greggio a tutti coloro che lo hanno richiesto e in quantitá super abbondanti:
Esempi:

Varie volte ha ripetuto agli Stati Uniti, paese imperialista e suo acerrimo nemico di voler essere il fornitore sicuro di sempre perché la sua guerra é contro il capitalismo della casa bianca e non contro il popolo nord americano che sicuramente soffrirebbe le pene dell'inferno a non ricevere il precioso combustibile caricato di concetti filosofici.

Durante il suo recente viaggio alla Cina ha offerto al gigante asiatico la possibilitá di fornire il petrolio ideologico a prezzi assolutamente da " COMPAGNI " con il quale potrebbe gran parte del popolo cinese sia per qualitá come per quantitá risolvere i problemi energetici e pertanto industriali del gigante giallo.

Come puó carezzare le orecchie di chi comparte il primitivismo poltico castrista la offerta del petrolio ideologico puó severamente castigare chi non condivide gli ideali del Ché Guevara. Non é passato molto tempo da quando il flusso del precioso idrocaburo si chiuse alla repubblica Dominicana giá che giustamente nella capitale del piccolo stato caraibico si ospitava l'ultra settantenne Carlos Andres Perez antico nemico personale e punta di diamante nei fatti del 2001-2002 che portarono alla rinuncia dello stesso lider rivoluzioanrio.

Attualmente in Argentina stá lanciando con il paese australe una combinazione di piatti succulenti ai quali l'attuale presidente Nestor.K. non si sognerebbe mai di rifiutare. Petrolio, petrolio e piú petrolio ossigeno prezioso per la sfiancata industria gaucha a cambio di associarsi nella grande catena televisiva Telesur la quale trasmettendo da Caracas, capitale della repubblica bolivariana e sede del governo rivoluzionario invierá al mondo le notizie cosí come ha fatto per decenni attraverso la cortina di ferro.

Molto, moltissimo petrolio a cambio di alcuni neuroni e molta comprensione per la rivoluzione peró alla fin fine di chi é il petrolio venezuelano ? Il popolo avrá qualcosa da dire al riguardo ?

Maria Luz FdC