VENEZUELA LIBRE
VENEZUELA LIBRE
Caracas 30 Gennaio 2005
COLOMBIA- VENEZUELA, PARTITA TERIMATA 1 A 0, GRAZIE FIDEL !
Cosí come previsto é finita per il momento la crisi diplomatica colombo venezuelana. Grazie a un opportuno intervento di Fidel Castro Hugo Chavez ha ammainato le bandiere nazionaliste e Uribe che alla fin fine ha ottenuto ció che voleva, l'arresto del terrorista, ha promesso in cambio peró sottovoce che investigherá.........?.
Perché Fidel Castro é entrato nel gioco obbligando il suo pupilo Hugo Chavez a ripiegare nella offensiva diplomatica ?
Molte sono le ragioni per le quali il cancelliere cubano inviato da Fidel ha posto la mano sulle spalle del lider bolivariano consigliando la calma e tutte di tale importanza che né lo stesso Chavez affogato dalla propria superbia poteva intravedere.
Grazie giustamente alle sconsiderate dichiarazioni del presidente venezuelano la crisi colombo venezuelana aveva raggiunto un clima torrido involucrando in forma personale Condoleeza Rice la quale non é certo conosciuta per la dolcezza giá che negli stessi corridoi della casa bianca si sussurra come la nuova Teacher made in USA.
Lula da Silva, preoccupato della situazione interna del Brasile ha preferito passare la mano e non partecipare al gioco giá che in questo momento stringere i vincoli con Hugo Chavez sarebbe suicida per la svolta centrista alla quale ha diretto il suo gabinetto. Una prova é la breve comparsa nel foro di Porto Alegre, ultimo rifugio dei sinistrorsi demodé, per poi infilare verso Davos dove nella riunione mondiale prevista poteva svolgere una attivitá piú costruttiva a favore della povertá nella quale si dibatte il gigante sud americano.
Uno dei possibili alleati di Chavez, il presidente argentino Nestor K. attualmente é occupato nel difficle compito di ristrutturare il debito estero gigantesco del paese australe e per portare a buon fine le trattative ha bisogno del ponte FMI dominato dagli Stati Uniti. Anche per lui in questo momento sarebbe stato di pessimo gusto lanciarsi in una giostra meno che costruttiva per la sua posizione poltica. La sinistra che lui rappresenta é in periodo di prova e la nazione lo stá osservado con molta attenzione.
Peru con alla testa Toledo si é offerto come ponte o corridoio di informazioni limitandosi a una attivitá realmente secondaria come quella di ospitare e propiziare incontri fra la cancelliere colombiana Carolina Barco e il fiammante Ali Rodriguez Araque, venezuelano. Sfortunatamente per quest'ultimo é utilizzato dallo stesso Chavez piú come truppa d'assalto caricata di petrolio che come cancelliere incarico per il quale potrebbe dimostrare capacitá. La Barco, diplomatica raffinata ha lasciato correre l'acqua ben sapendo che i coloqui di Lima potevano essere solo un eco di quelli fra Fidel, Uribe e Chavez quest'ultimo accompagnato dal cancelliere cubano Perez Roque.
Chile ha assunto una posizione neutrale peró chiara rispetto alla politica rivoluzionaria del lider bolivariano soprattutto dopo la disavventura delle dichiarazioni rilasciate da Chavez sui presunti diritti boliviani per una uscita al pacifico. Acqua passata avrá pensato il governo di Lagos peró rimane sempre una cicatrice e difficile da dimenticare. Ugualmente Ecuador dove Lucio Gutierrez ha dovuto subire gli improperi del rivoluzionario e sicuramente non gli ha proprio perdonato il tutto.
Unico alleato fedele a parte chiaramente dei guerriglieri colombiani considerati terroristi per il resto del mondo é il cocalero boliviano Evo Morales attualmente in rivolta contro il governo centrale di Mesa.
Molti nemici molto onore dice un proverbio peró troppi nemici e soprattutto troppo potenti definitivamente é suicida insistere. Ancora una volta e a mente fredda Fidel ha deciso che é meglio subire una sconfitta che perdere una guerra soprattutto perché se le elezioni in Iraq daranno una certa pace alla casa bianca e l'occhio dell'aquila si sposterá su i nemici piú vicini.
Attenzione agli artigli dell'aquila negra, non perdonano né dimenticano.
Maria Luz FdC
