salviamo venezuela
Caracas 15 Dicembre 2005
NON SARÁ TARDI ?
Leggiamo con stupore che il ministro degli esteri del governo spagnolo Miguel Angel Morattino e molti diputati del parlamento spagnolo sono preoccupati circa l'ambiente creato dalle elezioni venezuelane. Un clima altamente polarizzato di divisioni profonde e malcontento generalizzato in previsione del prossimo appuntamento alle urne quando gli elettori dovranno scegliere il nuovo presidente della repubblica, figura determinante nella politica dei paesi sud americani.
Stupore e angoscia direi giá che é difficile pensare che politici di lunga data come il Signor Morattino ed altri parlamentari non abbiano ascoltato le voci che da tempo avvisano sulla difficilissima situazione nella quale si trova oggi la democrazia venezuelana e il cammino alla dittatura che é giá marcato nella agenda del nuovo parlamento nazionale, tutto, assolutamente tutto appartenente e fedele al partito del regime rivoluzionario.
Non erano ancora partiti gli ultimi osservatori internazionali che facevano giá eco le dichiarazioni degli alti gerarchi minacciando rappresaglie contro coloro che pur dipendendo da enti pubblici si erano astenuti dal votare o anticipando le prossime prioritá parlamentarie, fra esse la possibilitá che Hugo Chavez sia rieletto oggi, domani e sempre, Chavez aeternum.
Sono ancora calde le sedie dei seggi elettorali quando il regime rinvigorito per aver ottenuto il 98 % dei voti, di quel 15 % che in realtá ha votato, assumeva la giornata elettorale come una vittoria strepitosa, alla cubana come si suol dire, e dava il colpo maestro da tempo atteso dal lider bolivariano. Una spina che dallo sciopero generale gli avvelenava il sonno come un incubo.
Carlos Ortega, presidente della Confederazione Nazionale dei Lavoratori del Venezuela, anima e inspiratore di quello sciopero abbattuto dal progressivo sfaldarsi del fronte politico e imprenditoriale che come sempre giocano al beneficio economico é stato condannato dopo mesi di va e vieni nel processo a ben 15 anni di carcere duro per pagare la insolenza di sfidare il lider, si, il proprio comandante a ritirarsi con le buone e democraticamente dal governo, in poche parole a rinunciare alla presidenza della republica.
Solo poche ore sono passate da quando si sono ritirati gli osservatori ed uno degli uomini piú significativi del sindacato venezuelano é stato condannato per aver inspirato e partecipato ad uno sciopero contro un datore di lavoro che essendo per di piú presidente non compiva né compie con le aspettative della nazione. Da oggi in poi, nonostante affermi il presidente della corte suprema venezuelana, esiste un precedente nel quale il diritto allo sciopero é stato vulnerato giustamente da coloro che dovrebbero proteggere i diritti costituzionali dei cittadini come lo é la magistratura.
Non sará troppo tardi Signor Morattino il preoccuparsi adesso dopo che per il governo del Signor Zapatero é stato vero un colpo da maestro vendere alla Venezuela rivoluzionaria ben 1.800.000.000.oo € di materiali bellici ?
Chiaro con questo, secondo il ministro della difesa Signor Bono, si risolvono ben 2000 posti di lavoro a operai spagnoli attualmente in cassa integrazione o quasi, un bel colpo del partito socialista ben felice di aver ricevuto in terra europea al successore del dittatore piú vecchio e feroce del mondo, Fidel Castro.
Forse in questo momento il Signor Zapatero si stá rendendo conto che la svolta a sinistra é stata un pó troppo brusca e la grande amicizia con colui che definisce un capo di stato democratico come un assassino e genocida come lo fá Hugo Chavez riferendosi a G.W.Bush in ogni riunione politica non é uno dei sentieri migliori per giungere alla democrazia ideale alla quale tutti aspiriamo.
Credo che sia tardi per i pentimenti anche perché da questo lato dell'oceano non sono molti coloro ancora disposti a perdonare.
Maria Luz FdC

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